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Redazione
Leggi i suoi articoli«La nuova procedura, elaborata dal Ministero della Cultura dopo aver consultato il pubblico, stabilisce regole chiare su come e quando evacuare gli oggetti museali dai territori pericolosi, come conservarli e come restituirli dopo la fine della legge marziale, spiega la vice prima ministra per le Politiche Umanitarie dell’Ucraina, Tetyana Berezhna. Ciò contribuirà a proteggere meglio i valori culturali e a ridurre il rischio della loro perdita durante la guerra».
L’annuncio è stato pubblicato sul sito del Ministero ucraino in data 18 febbraio, a pochi giorni dal quinto anniversario dall’invasione russa (24 febbraio, Ndr). Analizzando le precedenti procedure e individuando eventuali punti deboli, oltre ad accogliere il parere della società civile, si è giunti a stabilire una linea a 50 chilometri dal fronte entro cui evacuare i territori. Gli oggetti di valore messi in salvo dovranno quindi essere spostati in zone ad almeno 75 chilometri, con un iter decisionale semplificato: il Ministero della Cultura gestirà il patrimonio delle istituzioni statali, mentre quelle comunali saranno materia delle amministrazioni militari regionali. In casi estremi, il responsabile dell’ente sarà autorizzato ad agire come meglio ritiene. Secondo queste recenti direttive, sarà inoltre obbligatoria la restituzione, qualora possibile (nel caso in cui il luogo di provenienza non esista più, ad esempio, verranno destinati a nuova sede), dei beni messi in salvo entro 12 mesi dalla fine della legge marziale.
Un nuovo sistema di classificazione assegna invece diversi gradi di valore e di rischio alle opere, stabilendo una gerarchia prioritaria per determinare il livello di urgenza del trasferimento.
Il piano risponde alla volontà del Governo ucraino di riservare un ruolo di prim’ordine alla cultura nel bilancio 2026, a cui sono stati destinati 16,145 miliardi di grivnie (circa 317 milioni di euro), quasi il 50% in più rispetto allo scorso anno. Alle organizzazioni come Unesco, Aliph, World Monuments Fund e Iccrom, già impegnate nella salvaguardia e tutela del patrimonio minacciato dalla guerra, si è aggiunto lo scorso anno l’Ukraine Cultural Heritage Fund, sostenuto da diversi Paesi, che sta già provvedendo al restauro di 13 realtà danneggiate (per le quali, ad oggi, come riportato su «The Art Newspaper», sono stati utilizzati 3,5 milioni di euro).
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