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Zohran Mamdani giura come 122° sindaco di New York City

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Zohran Mamdani giura come 122° sindaco di New York City

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Il valore storico e culturale del Corano utilizzato da Zohran Mamdani per il suo giuramento

Il manoscritto è conservato dalla New York Public Library e faceva parte della collezione privata di Arturo Alfonso Schomburg (1874-1938), intellettuale afro-portoricano, storico e bibliofilo

Davide Landoni

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Allo scoccare della mezzanotte di Capodanno, Zohran Mamdani ha pronunciato il suo giuramento come nuovo sindaco di New York posando la mano sul Corano, il testo sacro dell’Islam. Un gesto che ha segnato una prima volta nella storia della città, con Mamdani che è ufficialmente diventato il primo sindaco musulmano di New York. Ma oltre al valore politico e simbolico dell’evento, uno degli elementi protagonisti della cerimonia amplia lo sguardo su una storia più ampia, che intreccia arte, cultura e memoria collettiva.

Tra i due Corani utilizzati durante la cerimonia, uno appartenente al nonno di Mamdani e l’altro proveniente dalla New York Public Library. È proprio quest’ultimo ad attirare l’attenzione degli storici dell’arte e dei curatori museali. Conservato presso lo Schomburg Center for Research in Black Culture di New York (che fa parte appunto del circuito di biblioteche della città), il volume è un piccolo manoscritto databile tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, probabilmente realizzato nella Siria ottomana.

Lontano dalle fastose commissioni reali e dai Corani miniati destinati alle corti, il manoscritto colpisce per la sua sobrietà. È scritto in inchiostro nero e rosso, rilegato in pelle rosso scuro e decorato con un semplice medaglione floreale. Le sue dimensioni ridotte e la calligrafia chiara suggeriscono una destinazione d’uso quotidiana. Un libro pensato per essere letto, consultato, portato con sé. Un oggetto di devozione personale più che di rappresentanza.

Schomburg Quran, The New York Public Library. AFP

Schomburg Quran, The New York Public Library. AFP

Secondo Hiba Abid, curatrice di studi mediorientali e islamici della NYPL, è proprio questa accessibilità a costituire il cuore del suo valore culturale. «L’importanza di questo Corano non risiede nel lusso, ma nella sua fruibilità», ha spiegato. Una caratteristica che ha risuonato con forza anche nel messaggio politico di Mamdani, la cui campagna elettorale ha fatto della prossimità e dell’inclusione uno dei suoi punti centrali.

Il manoscritto faceva parte della collezione privata di Arturo Alfonso Schomburg (1874-1938), intellettuale afro-portoricano, storico e bibliofilo, che dedicò la sua vita a raccogliere libri, manoscritti e opere legate alle culture e alle storie delle popolazioni di origine africana. Nel corso degli anni Schomburg mise insieme oltre quattromila oggetti, successivamente acquisiti dalla New York Public Library e divenuti il nucleo fondante dello Schomburg Center.

Non è chiaro come Schomburg sia entrato in possesso di questo Corano, ma gli studiosi ritengono che esso rifletta il suo interesse per le connessioni storiche tra l’Islam, l’Africa e le diaspore nere nel mondo atlantico. In questo senso, il libro non è solo un testo religioso, ma una testimonianza materiale di scambi culturali e identità stratificate. «È un piccolo Corano», ha osservato ancora Abid, «ma racchiude elementi fondamentali della storia della fede e dell’identità a New York». Dopo la cerimonia di insediamento, il manoscritto sarà esposto al pubblico per la prima volta nella sede principale della NYPL, in occasione del centenario dello Schomburg Center.

Davide Landoni, 05 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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