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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliJeff Koons (New York, 1955), da tempo simbolo della spettacolarizzazione del mercato dell’arte contemporanea, è tornato a essere rappresentato da Gagosian. L’annuncio ufficiale, ed essenziale, del 27 agosto sul sito della galleria segna un clamoroso ritorno a casa dopo una parentesi di quattro anni con Pace, conclusasi tra tensioni legate al finanziamento di una nuova e costosa serie scultorea.
Koons aveva lasciato sia Gagosian che David Zwirner nel 2021, affidandosi in esclusiva a Pace con la promessa di un ambiente più «positivo» per la sua opera. Ma il sodalizio non ha retto, e oggi l’artista statunitense, noto per aver infranto il record d’asta con «Rabbit» (1986) venduto per 91,1 milioni di dollari, si ricongiunge con la galleria che ha ospitato ben tredici sue mostre personali in sedi come New York, Londra, Hong Kong e Beverly Hills.
La galleria ha esposto sculture e dipinti delle serie più significative, tra cui «Celebration» (1994-2019), «Easyfun–Ethereal» (2000-02), «Popeye» (2002-13), «Hybrid» (2003-13), «Hulk Elvis» (2004-), «Antiquity» (2008-) e «Gazing Ball» (2012-). Nel 2014, Gagosian ha presentato «Split-Rocker» (2000) al Rockefeller Center di New York, una scultura monumentale ricoperta da oltre cinquantamila piante fiorite, in concomitanza con la retrospettiva di Koons al Whitney Museum of American Art.
Il ritorno non è avvenuto in sordina. A maggio, Gagosian ha già dedicato un intero stand a Koons durante Frieze New York, presentando le opere della serie «Hulk Elvis», tutte in vendita a circa 3,5 milioni di dollari. Il gesto, ora letto come preludio alla nuova collaborazione ufficiale, riafferma la potenza commerciale e simbolica del connubio Koons-Gagosian. Con una carriera costruita sull’estetica dell’eccesso e l’ibridazione tra cultura pop e riferimenti classici, Koons rimane uno degli artisti più divisivi ma anche più influenti del nostro tempo. E il suo ritorno nella scuderia Gagosian potrebbe segnare una nuova fase di rilancio museale e commerciale.
Margherita Panaciciu
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