Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una veduta dell’Altare di Pergamo all’interno del Pergamonmuseum

Foto tratta da Wikipedia

Image

Una veduta dell’Altare di Pergamo all’interno del Pergamonmuseum

Foto tratta da Wikipedia

Il primo passo verso la luce: completata entro quest’anno una parte dei lavori del Pergamonmuseum

Chiusa parzialmente dal 2014 e completamente dal 2023, l’istituzione berlinese annuncia un importante traguardo in vista della riapertura al pubblico, nella primavera del 2027, dell’ala nord e della sala dell’Altare

Da due anni, ormai, chiunque visiti Berlino non può accedere al Pergamonmuseum. Il museo più visitato della capitale tedesca è infatti chiuso per ristrutturazione dal 2023, con precedenti chiusure parziali a partire dal 2014: un enorme progetto, parte del «Masterplan Museumsinsel Berlin», volto a preservarlo e adattarlo alle esigenze di oggi. Gli ultimi interventi risalgono infatti al secondo dopoguerra, quando fu necessario rimediare alle conseguenze dei bombardamenti.

Il primo termine della «fase A» sembra essere stato rispettato: il 4 dicembre è stato annunciato il completamento entro la fine del 2025 del restauro conservativo dell’ala nord e dell’edificio centrale, nonché della costruzione del «Tempietto», il nuovo padiglione d’ingresso nel cortile d’onore.

«Il completamento della prima fase di costruzione del Pergamonmuseum, con la sua sala dell’altare famosa in tutto il mondo, segna una tappa importante in questo grande progetto altamente complesso, ha dichiarato Petra Wessler, presidente dell’Ufficio federale per l’edilizia e la pianificazione territoriale a cui sono stati affidati i lavori. La ristrutturazione completa del museo contribuisce in modo significativo alla conservazione e all'ulteriore sviluppo dell'Isola dei Musei, patrimonio mondiale dell’Unesco (dal 1999, Ndr). Essa garantisce la funzionalità di un museo moderno e molto frequentato, assicurando così la conservazione dell’edificio per le generazioni future. Gli standard contemporanei per la migliore percezione possibile degli oggetti artistici e culturali esposti sono stati integrati con cura nella struttura dell’edificio, protetta come monumento storico».

Sulla base dei progetti di O. M. Ungers (che si aggiudicò il concorso nel 2000 ma scomparve sette anni dopo, Ndr), si è provveduto a rinforzare e rinnovare le fondamenta dell’intero edificio, il tetto, i controsoffitti, le facciate e le finestre, e, allo stesso tempo, sono stati riqualificati gli impianti tecnici, tra cui il sistema di illuminazione, di ventilazione e di climatizzazione. Per migliorare l’accessibilità, invece, sono state aggiunte nuove scale e vani ascensore.

Per quanto riguarda le opere, si è optato per il restauro in loco di tutti gli apparati architettonici irremovibili, come l’Altare di Pergamo, mentre sculture, fregi e mosaici smontabili sono stati attentamente trasportati all’interno di laboratori specializzati per la loro rimessa a nuovo. «Dopo un profondo restauro delle superfici, dichiara il vicedirettore della Collezione di Antichità Martin Maischberger, la facciata occidentale ricostruita dell’Altare di Pergamo risplende con una profondità e una luminosità mai viste prima, grazie anche ai nuovi soffitti luminosi e al restauro dei colori delle pareti, in linea con i criteri di conservazione dei monumenti. Il famoso mosaico di Efestione proveniente dai palazzi reali di Pergamo, con la firma unica dell’artista, potrà essere ammirato da vicino nella sala del fregio di Telefo».

L’intervento maggiore ha riguardato il trasferimento del Museo di Arte Islamica, che comprende la sala di Aleppo, la «cupola dell’Alhambra» e la facciata di Mshatta, dal piano superiore dell’ala sud all’ala nord, in cui guadagnerà il doppio dello spazio espositivo che gli era riservato prima, distribuito su due livelli: «Nelle nuove 24 sale abbiamo anche potuto reinventarci. Con il triplo degli oggetti, alcuni dei quali mai esposti prima, e spettacolari prestiti internazionali, nel 2027 avremo in serbo alcune sorprese», spiega il direttore della sezione islamica Stefan Weber.

«Il Pergamonmuseum è una star mondiale tra i musei tedeschi. Quando l’edificio ha dovuto chiudere a causa dei lavori di costruzione, si è creato un grande vuoto nel panorama culturale europeo, ricorda Wolfram Weimer, ministro di Stato per la Cultura e i Media tedesco. La buona notizia di oggi è che l’attesa sta per finire. Già nella primavera del 2027 l’altare di Pergamo e molti altri pezzi forti del museo saranno nuovamente accessibili al pubblico (la fine del cantiere nel suo complesso è prevista per il 2037, Ndr). E l’attesa sarà ripagata. Il Pergamonmuseum tornerà a splendere e in futuro potrà valorizzare ancora meglio i suoi tesori culturali. Per questo motivo il governo federale, in qualità di unico responsabile dei costi di costruzione, ha finanziato con entusiasmo la complessa ristrutturazione».

Nel 2027 anche il Museo del Vicino Oriente, di cui fanno parte la Porta di Ishtar e la Via Processionale babilonese, troverà spazio nell’ala nord e una vetrina sarà dedicata alla stele della vittoria del re assiro Esarhaddon.

Cecilia Paccagnella, 10 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Alwar Balasubramaniam (Bala), Sumakshi Singh, Ranjani Shettar, Asim Waqif e Skarma Sonam Tashi tratteranno il tema dell’identità nazionale in un mondo sempre più globalizzato

In occasione della 61ma Biennale d’Arte, l’artista francese sarà ospite, assieme a Piero Manzoni, a Palazzo Vendramin Grimani

La curatrice e storica dell’arte ricoprirà il ruolo di Direttore Generale e Artistico a partire dal 13 aprile, a pochi mesi dall’inaugurazione della nuova sede del Museo nazionale di fotografia dei Paesi Bassi con sede a Rotterdam

Accanto all’artista padovano, la mostra propone un ampio confronto internazionale con alcuni dei protagonisti dell’arte Optical e programmata

Il primo passo verso la luce: completata entro quest’anno una parte dei lavori del Pergamonmuseum | Cecilia Paccagnella

Il primo passo verso la luce: completata entro quest’anno una parte dei lavori del Pergamonmuseum | Cecilia Paccagnella