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La vendita, che ha fatturato appena 95,3 mila sterline, era dedicata alle opere dei coniugi Poju e Anita Zabludowicz

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La vendita, che ha fatturato appena 95,3 mila sterline, era dedicata alle opere dei coniugi Poju e Anita Zabludowicz

Il flop della collezione Zabludowicz

Da Sam Falls a Elliott Hundley, da 6 mila sterline a 123: i prezzi sorprendenti dell’asta “Oltre l’ordinario”, tra opere invendute e quotazioni ormai lontane da quelle delle gallerie

Alberto Fiz

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«Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai». Ricordate la canzone di Ricky Gianco? E’ un ritornello perfetto per chi si permette d’infierire sulle vendite all’asta dopo i trionfi del primo semestre 2026 che hanno totalizzato una percentuale d’incremento complessivo del 70% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Di fronte ai lotti trofeo di Jackson Pollock, Constantin Brancusi e Mark Rothko, che importanza ha rivangare su una piccola asta online che ha totalizzato da Christie’s, sul finire di giugno, appena 95,3 mila sterline, diritti compresi? Nemmeno i memorabilia da spiaggia, compresi secchielli e palette, fanno così poco. Sembra proprio il classico atteggiamento da menagramo, soprattutto perché, finita la canicola, torneranno a rullare i tamburi con Sotheby’s che si è assicurata una super asta da 450 milioni di dollari con le opere provenienti da una coppia di coniugi argentini. Eppure, quella goccia in mezzo al mare è piuttosto emblematica per comprendere la difficile situazione dell’arte contemporanea che sta provocando una vera e propria voragine con la chiusura negli ultimi due anni di molte gallerie di punta come Stephen Friedman, Blum, Clearing e Sperone Westwater a cui si accompagna il ridimensionamento di big come Pace, David Zwirner e Gagosian. Cambiano i modelli e soprattutto sono crollati i listini dell’arte contemporanea, tanto che in asta il settore degli under 40 è passato da un fatturato di 302 milioni di dollari nel primo semestre 2021 ai 117 del periodo gennaio-luglio 2026. Ed ecco che quell’asta, in apparenza insignificante, rappresenta il classico granello di sabbia che inceppa l’ingranaggio mai così a rischio.

«Oltre l’ordinario» s’intitolava la vendita che non ha incantato con una definizione che appare persino beffarda con 24 dei 44 lotti rimasti invenduti e un valore finale pari al 32,7% della stima minima collocata a 292 mila sterline (mentre quella massima era di 435 mila sterline). L’asta era assai meno banale di quanto potesse apparire dai risultati in quanto conteneva una serie di opere provenienti da una celebre raccolta d’arte contemporanea, quella di Poju e Anita Zabludowicz, coppia di collezionisti britannici di origine finlandese, che dal 1994 a oggi ha creato un nucleo di ben 8mila opere di 600 artisti, in gran parte dell’ultima e della penultima generazione con molti esordienti, dando dal 2017 un forte impulso al progetto (zabludowiczcollection.com).

Alla raccolta apparteneva anche Companion (Originalfake), una scultura di Kaws che il 25 giugno, sempre da Christie’s, è stata aggiudicata per 228 mila sterline

Non è mancata nemmeno un’attività di mecenatismo e di divulgazione tanto che dal 2007 al 2023 la collezione si poteva visitare in una ex cappella metodista al 176 Prince of Wales Road di Londra dove periodicamente venivano organizzate mostre ed eventi. E dunque il test proposto da Christie’s non era affatto privo d’interesse con una serie di personalità su cui Poju e Anita avevano investito cifre assai significative dopo una selezione accompagnata dall’avallo di gallerie di grosso calibro. Ma non è bastato: «Senza titolo», per esempio, un grande dipinto di Sam Falls (244x206 centimetri),artista multidisciplinare ben noto in Italia per essere stato proposto da Franco Noero, è stato aggiudicato per 6mila sterline, mentre l’astrattista Aaron Young in quota Gagosian con «Arc Light», un pannello in alluminio diviso in sei elementi, non ha superato 4,4 mila sterline. Se un dipinto di Julian Schnabel è rimasto invenduto a 60/-80 mila sterline e una scultura in acciaio di Miroslaw Balka (in Italia è sotto l’ala protettrice di Raffaella Cortese) ha superato indenne le forche caudine con un’aggiudicazione di 15,2 mila sterline, c’è chi è riuscito a spendere appena 123 sterline, meno di una t-shirt griffata, per portarsi a casa un voluminoso assemblaggio con bambù, tessuto e metalli dell’americano Elliott Hundley che Poju e Anita avevano acquistato nel 2008 da Andrea Rosen spendendo almeno 15mila sterline. Ma non è un caso isolato e «Wall», una grande composizione di Brendan Flower (oggi Beatrix Flower presente anche nella collezione del MoMA) realizzata mettendo in fila nove superfici bianche incorniciate, si è incagliata a 127 sterline nonostante nel 2010 la galleria Untitled avesse preteso dagli Zabludowicz un assegno di 18mila sterline (in Italia lo si è visto nel 2012 in mostra da Paolo Gonzato).

Una vera e proprio Caporetto, insomma, per un’asta che in teoria avrebbe potuto essere di tendenza. I prezzi così bassi e la mancanza di qualunque difesa da parte delle gallerie o degli stessi artisti lascia persino supporre che ci fosse del livore verso i coniugi, letteralmente abbandonati dal sistema. Ma per comprendere quanto è avvenuto, forse sarebbe necessario fare un’analisi più approfondita sui tempi brevi del contemporaneo che come le criptovalute sale e scende troppo in fretta lasciando molti investitori con il cerino in mando. Gran parte degli artisti entrati in collezione erano in auge sino alla metà del decennio scorso per poi essere lentamente abbandonati anche dai sostenitori della prima ora. Il fenomeno rischia di avere proporzioni ancora maggiori oggi a causa della finanziarizzazione subita dal mercato tra il 2021 e il 2022 quando gli NFT sono andati a braccetto con il supercontemporaneo. Per non sprofondare, Poju e Anita hanno dovuto vendere una parte dei gioielli di famiglia nella vendita del 25 giugno, sempre da Christie’s a Londra, che ha ottenuto 15,4 milioni di sterline. In quel caso, a tirare la volata, è stato Philip Guston che con «Mirror Head», un’opera di quasi tre metri proveniente da Hauser & Wirth, ha fatto fermare il martello del banditore a 3,9 milioni di sterline, mentre un «Cowboy» di Richard Prince è stato pagato 1,5 milioni di sterline. Ma c’è ben poco da gioire.

From a blackbright hole, The Heart of Hekabe, l’installazione di Eliott Hundley venduta nell’asta online di Christie’s per 127 sterline. Courtesy of Christie's

Alberto Fiz, 25 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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