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Il percorso costruisce un dialogo serrato tra tradizione e innovazione, con al fulcro alcune delle complicazioni più emblematiche dell’alta orologeria
- Alessia De Michelis
- 20 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Una veduta di AP House Milano
Il design modella l’essenza del tempo misurato: Audemars Piguet alla Milano Design Week
Il percorso costruisce un dialogo serrato tra tradizione e innovazione, con al fulcro alcune delle complicazioni più emblematiche dell’alta orologeria
- Alessia De Michelis
- 20 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAll’interno della Milano Design Week 2026 (20-26 aprile), Audemars Piguet propone una riflessione articolata sul tempo e sulla sua rappresentazione con «Crafting Time: When Design Shapes Movement», mostra immersiva che traduce in forma espositiva oltre un secolo e mezzo di ricerca tecnica ed estetica.
Pensata come contributo culturale alla città, l’esposizione si configura come un’esperienza al contempo educativa e sensoriale, in cui il savoir-faire della Maison emerge attraverso una selezione di segnatempo provenienti da una collezione privata. Il percorso costruisce un dialogo serrato tra tradizione e innovazione, evidenziando come il design non sia mero rivestimento formale, ma elemento strutturale nella concezione del movimento.
Fulcro della narrazione sono alcune delle complicazioni più emblematiche dell’alta orologeria: dai cronografi, che incarnano le radici storiche della manifattura, al tourbillon, dispositivo di grande fascino tecnico qui reinterpretato in chiave contemporanea. A questi si affiancano modelli che integrano entrambe le complicazioni, offrendo una sintesi avanzata tra precisione meccanica e ricerca stilistica.
Il percorso culmina con il «RD#5», espressione della più recente evoluzione del linguaggio Audemars Piguet, in cui heritage e sperimentazione convergono in un oggetto che è insieme macchina e forma, dispositivo tecnico e dichiarazione estetica.
Allestita presso AP House Milano e visitabile dal 21 aprile al 3 maggio, «Crafting Time» si propone così come un’indagine sul design inteso come forza generativa, capace di modellare non solo l’aspetto, ma la stessa essenza del tempo misurato.