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Il Foro Romano dipinto da Ippolito Caffi

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Il Foro Romano dipinto da Ippolito Caffi

Il centenario dell’archeologo Giacomo Boni, in un documentario su Rai Storia

Il prossimo 10 luglio ricorrono cento anni dalla morte dell’archeologo veneziano che riportò alla luce la Roma della prima antichità, nel Foro Romano e sul Palatino. Rai Storia lo ricorda con un documentario in prima visione

Letizia Riccio

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Italia. Viaggio nella bellezza” ripercorre le tappe della vita, la carriera, gli studi e le passioni, dell’archeologo Giacomo Boni, nella puntata in onda lunedì 12 maggio alle 21.10 in prima visione su Rai Storia. Lo speciale "Giacomo Boni, l'archeologo del Foro Romano" è firmato da Ilaria Scala, per la regia di Marzia Marzolla. Noto per aver dato un notevole impulso al metodo stratigrafico in archeologia, il nome di Boni (Venezia, 1859 – Roma, 1925) è legato alle campagne di scavo nel Foro Romano e sul Palatino. L’archeologo è sepolto proprio sul colle delle case patrizie romane, non lontano dalle sue amate rovine antiche, nel cuore degli Orti Farnesiani; un cippo ne ricorda il nome e, in numeri romani, le date di nascita e di morte. Il documentario di Rai Storia mette l’accento sull’interesse scientifico primario dell’archeologo: la ricerca della Roma delle origini, quella città che aveva cambiato le sue forme per cedere il passo alla Roma imperiale.

Noi italiani che possediamo tanto tesoro, meriteremo sia nostro, continuando a riscattarlo dall’oblio, a studiarlo con amore, e ponendo quanti ne son degni in condizione di leggere e intendere le dure, ma sapienti, lezioni delle sue pagine immortali”, così parlava Giacomo Boni del rapporto del nostro paese con le antichità. A Roma, nel 1898 Boni viene nominato direttore degli scavi del Foro Romano, incarico al quale si aggiunge, nel 1907, la nomina per il Palatino. In quegli anni, l’archeologo promuove la nascita del Gabinetto Fotografico Nazionale, l’istituzione che, negli anni settanta, confluirà nell’attuale Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. Boni fu, infatti, un precursore dell’applicazione delle tecnologie in archeologia: cercò, non senza impedimenti, di utilizzare la fotografia per catalogare le opere d’arte, e, in particolare, di usare l’aerofotografia; inoltre, ancora prima dell’archeologo tedesco Wilhelm Dörpfeld (che condusse gli scavi di Olimpia, in Grecia, e quelli di Troia insieme a Schliemann), si servì in modo scientifico del sistema stratigrafico. Veneziano di nascita, Giacomo Boni fu coinvolto anche nel restauro del Leone di Piazza San Marco e in quello del campanile di San Marco, in seguito al crollo del 1902.

Uomo dai molteplici interessi, come tante figure eclettiche del suo tempo, Boni era architetto e si intendeva di botanica, di geologia, di storia, religioni e tradizioni classiche. La sua visione del mondo influenzò profondamente il suo lavoro e gli procurò qualche nemico negli ambienti degli studiosi italiani; ma ebbe altrettanti riconoscimenti all’estero, in particolare in Gran Bretagna, dove gli conferirono la laurea honoris causa nelle Università di Cambridge e di Oxford.

“Italia. Viaggio nella bellezza” è un programma di Eugenio Farioli Vecchioli, prodotto da Rai Cultura. Le puntate delle stagioni precedenti sono reperibili su Rai Play, nella pagina dedicata.

Letizia Riccio, 12 maggio 2025 | © Riproduzione riservata

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