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Pieter van der Heyden da Pieter Bruegel il Vecchio, «Patientia», 1557

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Pieter van der Heyden da Pieter Bruegel il Vecchio, «Patientia», 1557

Il Rinascimento fiammingo nelle stampe di Pieter Bruegel il Vecchio

È nata dalla donazione, nel 2023, della stampa allegorica «Patientia» del 1557 la mostra che allo Städel Museum di Francoforte riunisce 45 incisioni tratte dai disegni dell’artista fiammingo

Elena Giovanna Fillia

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Dal 18 giugno al 20 settembre lo Städel Museum di Francoforte presenta la mostra «Bruegel. Printed», che riunisce 45 stampe tratte dai disegni di Pieter Bruegel il Vecchio (1526/30-69) di cui 30 appartenenti alla collezione grafica del museo a cui si sono aggiunti prestiti dell’Albertina di Vienna e della Collezione Statale Grafica di Monaco. Sono inoltre esposti due dipinti di Pieter Bruegel il Giovane e alcune stampe da dipinti di Frans Floris, Lambert Lombard e di Raffaello. Come ci racconta la curatrice Astrid Reuter, responsabile della Collezione Grafica, l’idea della mostra è nata in seguito alla donazione al museo, nel 2023, della stampa allegorica «Patientia» del 1557. 

Bruegel, che noi conosciamo soprattutto per i suoi dipinti, in realtà ha iniziato come grafico e per lui è stato provvidenziale l’incontro con Hieronymus Cock, il più importante editore di stampe a nord delle Alpi nella seconda metà del XVI secolo. Aveva fondato la casa editrice Aux Quatre Vents ad Anversa, città all’epoca crocevia del commercio e fremente di attività, insieme alla moglie Volcxken Diericx che, dopo la morte del marito, continuerà ancora per vent’anni l’attività. Cock, intuendone subito la genialità, assunse Bruegel giovanissimo per i disegni preparatori per le sue stampe e la loro collaborazione si rivelò proficua per entrambi e durò quindici anni. I disegni venivano trasferiti da un maestro intagliatore su una superficie di rame tramite la tecnica a bulino oppure con l’acquaforte. La richiesta delle loro stampe crebbe enormemente caratterizzando un pubblico colto e benestante che amava riunirsi intorno ad ogni stampa, posata su un tavolo, per analizzarla in animate discussioni. A differenza dei dipinti, che erano proprietà privata di chi li acquistava e rimanevano chiusi nelle case, le stampe circolavano e si diffondevano e le Fiandre a metà del XVI secolo emergono come centro internazionale della loro produzione e commercio. Bruegel diventa uno degli artisti più apprezzati del suo tempo.

Reuter ci tiene a sfatare i luoghi comuni sull’artista tra cui la definizione di «pittore contadino» per via dei suoi soggetti: Bruegel era al contrario persona colta, abituata a muoversi in un mondo culturalmente vivace e cosmopolita. Le stampe tratte dai suoi disegni possono essere lette a livelli diversi e richiedono tempo per essere apprezzate pienamente: si va dalla satira dei costumi alla simbologia cristiana, alle allegorie, all’umorismo, il tutto rivelatore di una solida base culturale e di una conoscenza sofisticata e profonda dell’animo umano. Non per nulla Bruegel si inserisce nel filone di Hieronymus Bosch. Trascorse anche due anni in Italia tornandone incantato dai paesaggi e, da buon fiammingo abituato al mare, soprattutto da quelli alpini. Anche nei paesaggi rivelò il suo tratto personale. Dedicò ai dipinti gli ultimi dieci anni della sua esistenza, dopo essersi trasferito a Bruxelles nella cui chiesa Notre-Dame de la Chapelle è sepolto. Morì a quarant’anni lasciando i figli che, seppur ancora relativamente giovani, avevano avuto il tempo di raccogliere la sua eredità, soprattutto Pieter Bruegel il Giovane che continuerà a produrre utilizzando i disegni preparatori del padre. La curatrice sottolinea come Bruegel continui a essere tutt’ora interessante e ad affascinare anche le nuove generazioni, citando ad esempio la stampa «Die große Fische fressen die Kleine» (I pesci grandi mangiano quelli piccoli), il cui messaggio non è mai stato così attuale. Per permettere di godere la visita appieno ogni stampa è affiancata da un testo appositamente preparato perché ciò che colpisce in Bruegel sono i dettagli, i particolari e l’attenzione e la cura che l’artista dedica loro. Sono miniature di un mondo variegato, spesso grottesco, osservato con umorismo e spirito critico. Bruegel rappresenta la prima generazione nordica che riflette sull’arte facendo propria la filosofia di Erasmo da Rotterdam.

Phillipp Galle da Pieter Bruegel il Vecchio, «Temperantia», 1560 ca

Elena Giovanna Fillia, 15 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Il Rinascimento fiammingo nelle stampe di Pieter Bruegel il Vecchio | Elena Giovanna Fillia

Il Rinascimento fiammingo nelle stampe di Pieter Bruegel il Vecchio | Elena Giovanna Fillia