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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliIl Qatar aggiunge un nuovo tassello alla propria infrastruttura culturale con Rubaiya Qatar, una quadriennale di arte contemporanea che aprirà nel novembre 2026, articolandosi tra Doha e diversi luoghi del Paese. Il progetto è promosso da Qatar Museums e si presenta come un dispositivo curatoriale di ampio respiro, destinato a inserirsi stabilmente nel calendario internazionale delle grandi manifestazioni periodiche.
Il cuore della prima edizione sarà la mostra collettiva «Unruly Waters», ospitata all’Al Riwaq Exhibition Space e in altre sedi diffuse. L’esposizione è affidata a un quartetto curatoriale che riunisce figure centrali del dibattito globale: Tom Eccles, Ruba Katrib, Mark Rappolt e Shabbir Hussain Mustafa. Una scelta che segnala l’ambizione transnazionale del progetto e il suo posizionamento tra ricerca curatoriale, discorso critico e istituzionalizzazione.
Tra gli artisti già confermati figurano Lawrence Abu Hamdan, Sophia Al Maria, Lydia Ourahmane, Rirkrit Tiravanija, Mohamed Bourouissa, Alia Farid e Marina Tabassum, accanto a una selezione di oggetti storici provenienti dalle collezioni di Qatar Museums, tra cui reperti del relitto di Cirebon, nave mercantile del X secolo recuperata nel Mar di Giava nel 2003. Il titolo della mostra è mutuato dal saggio Unruly Waters dello storico ambientale Sunil Amrith e pone l’acqua come chiave di lettura per interpretare il ruolo del Qatar nelle reti globali che attraversano Asia, Medio Oriente e Africa. Geografia, commercio, colonialismo, ecologia e flussi di potere emergono come temi intrecciati, in una narrazione che ambisce a rileggere il presente attraverso stratificazioni storiche di lungo periodo.
Secondo quanto dichiarato da Sheikha Alanood Al Thani, direttrice di Rubaiya Qatar, la quadriennale intende riflettere sul passato e sul presente del Qatar come snodo geopolitico. Un’impostazione che conferma la centralità della cultura come strumento di posizionamento strategico, in continuità con le politiche culturali avviate negli ultimi vent’anni sotto la guida di Sheikha Al Mayassa bint Hamad Al Thani. Nel confronto implicito con altre grandi manifestazioni della regione, a partire dalla Sharjah Biennial, Rubaiya Qatar rivendica una differenza di approccio. Non tanto una competizione diretta sul piano curatoriale, quanto la costruzione di un’infrastruttura culturale di lungo periodo, pensata come anticamera concettuale del futuro Art Mill Museum, la grande istituzione di arte moderna e contemporanea prevista a Doha intorno al 2030.
Il programma della quadrienniale prevede, oltre alla mostra principale, nuove commissioni, progetti di arte pubblica, residenze, pubblicazioni e momenti di ricerca distribuiti su un arco quadriennale. Rubaiya Qatar si configura come un dispositivo continuo, chiamato a misurarsi con una questione cruciale per il sistema dell’arte globale: come produrre discorso critico e complessità all’interno di contesti fortemente istituzionalizzati e politicamente connotati.
Sophie Seydoux
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