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David Landau
Leggi i suoi articoliPer la prima volta il PhotoVogue Festival si svolge negli spazi della Biblioteca Nazionale Braidense. La scelta non è neutrale. Inserire una piattaforma globale dedicata alla fotografia di moda in una delle istituzioni librarie storiche italiane produce un cortocircuito tra archivio, memoria e produzione visiva contemporanea.
La decima edizione, intitolata Women by Women, riporta il festival al nodo originario della rappresentazione femminile. In un contesto in cui diritti e conquiste appaiono meno stabili di quanto si ritenesse, il programma propone un’indagine sulle modalità con cui le donne costruiscono la propria immagine e negoziano la visibilità nello spazio pubblico.
Il palinsesto è strutturato come un forum internazionale: quattro mostre, otto video documentari, una stand-up comedy, cinque conversazioni e venti tavole rotonde. L’obiettivo dichiarato è interrogare i paradigmi visivi dominanti e misurare il potenziale trasformativo di fotografia e video.
La mostra principale, Women by Women, riunisce 45 artiste selezionate attraverso una open call che ha raccolto quasi 100.000 candidature da 149 Paesi. Il dato quantitativo segnala l’estensione della rete globale costruita attorno alla piattaforma PhotoVogue. Accanto a questa, East and South East Asian Panorama presenta quaranta autori provenienti dall’Asia orientale e sud-orientale, ampliando il perimetro geografico del festival e intercettando una scena in forte espansione nel mercato fotografico internazionale.
Il programma include per la prima volta in Italia contributi come Pleasure & Disobedience, a cura di Sofia Kouloukouri e Alexios Seilopoulos, con opere di artiste tra cui Nan Goldin, in collaborazione con il Museo Nazionale d’Atene. La presenza di Goldin inserisce il festival in una genealogia che lega fotografia autobiografica, politica del corpo e costruzione dell’identità.
Tra i progetti speciali, Compañerx di Camila Falquez affronta il tema della Ley Integral Trans colombiana attraverso fotografia, performance e video. Futurspective offre visibilità ai giovani fotografi ucraini, mentre piattaforme come Girls in Film e Femxphotographers consolidano l’attenzione verso pratiche femminili e non binarie.
L’introduzione di una stand-up comedy dedicata al tema dell’immagine segnala la volontà di ibridare linguaggi e pubblici, spostando il discorso dalla sola dimensione curatoriale a quella performativa. È una scelta che riflette la trasformazione dei festival in spazi di comunità e conversazione, oltre che di esposizione.
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