Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliIl K-pop (Korean popular music) nasce negli anni Novanta in Corea del Sud come industria musicale integrata: musica, coreografie, moda, audiovisivo e piattaforme digitali vengono progettati insieme. Negli ultimi quindici anni è diventato uno dei principali strumenti della cosiddetta Hallyu (“onda coreana”), la strategia di diffusione internazionale della cultura pop sudcoreana sostenuta anche da politiche pubbliche e investimenti privati.
I BTS, formati nel 2013 dalla casa discografica HYBE (all’epoca Big Hit Entertainment), sono il gruppo simbolo di questa espansione. Composto da RM, Jin, SUGA, j-hope, Jimin, V e Jung Kook, il gruppo ha superato i confini del mercato musicale diventando un marchio culturale globale. Oltre ai record discografici e ai tour mondiali, BTS è stato coinvolto in iniziative con le Nazioni Unite, campagne istituzionali e progetti dedicati alla promozione del patrimonio culturale coreano. Anche alcuni membri hanno sviluppato un rapporto diretto con il mondo dell’arte: RM, ad esempio, è noto per il collezionismo e il sostegno a musei e progetti dedicati all’arte coreana.
Il percorso si sviluppa nella Korea Foundation Gallery attraverso cinque nuclei della collezione permanente, selezionati dalla curatrice Sang-ah Kim e messi in relazione con i temi dell’album Arirang. Tra questi figura il celebre Moon Jar, il grande vaso in porcellana bianca della dinastia Joseon, considerato uno dei simboli della ceramica coreana e accostato ai temi di semplicità, equilibrio e identità culturale evocati dall’album. Un secondo nucleo è dedicato al regno di Silla (57 a.C.-935 d.C.), con manufatti che dialogano con il brano No. 29, nel quale BTS utilizza il suono della Campana del re Seongdeok, tra i più importanti simboli del patrimonio storico coreano. Il percorso comprende inoltre il Sarangbang, ricostruzione dello studio del letterato nelle abitazioni della dinastia Joseon, luogo tradizionalmente dedicato allo studio, alla conversazione e alla pratica artistica, presentato come spazio della creatività e della formazione. Completano l’itinerario gli orecchini d’oro di Silla, scelti per raccontare la raffinatezza dell’oreficeria del regno e il dialogo tra patrimonio storico e immaginario contemporaneo, e una selezione di coppi e tegole decorate, testimonianze dell’architettura e della cultura materiale della Corea storica. Ogni tappa è accompagnata da contenuti digitali e QR code che collegano le opere ai temi dell’album e invitano i visitatori a partecipare alla campagna “What is your Arirang?”, pensata per riflettere sul significato contemporaneo del più celebre canto tradizionale coreano.
Il British Museum ha tradotto questo dialogo tra musica e patrimonio in un percorso all’interno della Korea Foundation Gallery. Cinque opere della collezione permanente, selezionate dalla curatrice Sang-ah Kim, sono state accostate ai temi dell’album Arirang e del tour mondiale omonimo. L’iniziativa non utilizza BTS come semplice testimonial, ma come punto di accesso a una collezione permanente. La mostra aprirà il primo ottobre 2026 e resterà visibile fino al 31 gennaio 2027. È la prima grande esposizione del museo dedicata all’arte e alla storia della Corea in oltre quarant’anni e coprirà circa duemila anni di creatività coreana, dal 300 a.C. a oggi, con un nucleo importante di opere provenienti dalla donazione della collezione di Lee Kun-hee ai musei nazionali coreani. Il percorso si sviluppa nella Korea Foundation Gallery attraverso cinque nuclei della collezione permanente, selezionati dalla curatrice Sang-ah Kim e messi in relazione con i temi dell’album. Tra questi figura il celebre Moon Jar, il grande vaso in porcellana bianca della dinastia Joseon, considerato uno dei simboli della ceramica coreana e accostato ai temi di semplicità, equilibrio e identità culturale evocati dall’album. Un secondo nucleo è dedicato al regno di Silla (57 a.C.-935 d.C.), con manufatti che dialogano con il brano No. 29, nel quale BTS utilizza il suono della Campana del re Seongdeok, tra i più importanti simboli del patrimonio storico coreano. Il percorso comprende inoltre il Sarangbang, ricostruzione dello studio del letterato nelle abitazioni della dinastia Joseon, luogo tradizionalmente dedicato allo studio, alla conversazione e alla pratica artistica, presentato come spazio della creatività e della formazione. Completano l’itinerario gli orecchini d’oro di Silla, scelti per raccontare la raffinatezza dell’oreficeria del regno e il dialogo tra patrimonio storico e immaginario contemporaneo, e una selezione di coppi e tegole decorate, testimonianze dell’architettura e della cultura materiale della Corea storica. Ogni tappa è accompagnata da contenuti digitali e QR code che collegano le opere ai temi dell’album e invitano i visitatori a partecipare alla campagna “What is your Arirang?”, pensata per riflettere sul significato contemporaneo del più celebre canto tradizionale coreano.
Rosalba Cignetti
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
La CultureAndHealth Platform, cofinanziata dal programma Creative Europe dell’Unione europea, apre la selezione per uno shadowing programme a Bologna dedicato ad artisti visivi europei. Per due settimane i tre partecipanti lavoreranno con associazioni e comunità locali, sperimentando pratiche artistiche partecipative nei contesti della salute, del welfare e dell’inclusione sociale
Trenta immagini di cellule, tessuti e strutture molecolari realizzate da ricercatori under 40 lombardi saranno esposte dal 21 al 27 settembre sui totem digitali di sei stazioni della metropolitana di Milano. Il progetto TALES, promosso da BION – Cluster lombardo Scienze della Vita, trasforma la fotografia scientifica in un percorso visivo aperto alla città
L’azienda britannica rilegge l’evoluzione del rapporto tra imprese e musei. Dal British Museum al V&A, la partnership diventa una funzione trasversale dell’organizzazione, sostenuta da strumenti di gestione, indicatori di impatto e rendicontazione destinata a sponsor e donatori
Per il decennale di Generali Valore Cultura, oltre 50 opere della collezione d’impresa riunite per la prima volta in una mostra (gratuita) a Palazzo Bonaparte, per raccontare come gli artisti scelti dal Gruppo hanno interpretato l’industrializzazione, le guerre, la modernizzazione e i cambiamenti culturali del Paese



