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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliLa cultura come occasione di incontro, crescita e partecipazione, capace di creare connessioni tra persone, comunità e territori. Con questa visione prende forma la quarta edizione di «È cultura!», il Festival che racconta e valorizza il ruolo della cultura come strumento di dialogo, conoscenza e condivisione, attraverso un ampio calendario di iniziative diffuse sui territori e distribuite lungo tutto l'anno.
«La cultura ti porta dove vorresti essere» è il tema che ispira l’edizione 2026 della manifestazione e che accompagna un percorso volto ad avvicinare cittadini, istituzioni e comunità, valorizzando storie, luoghi e tradizioni che contribuiscono a rendere vivo e dinamico il tessuto sociale del Paese. Dal 16 al 24 ottobre sedi storiche e moderne di banche, fondazioni di origine bancaria e della Banca d’Italia apriranno le proprie porte al pubblico, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino luoghi significativi e iniziative culturali diffuse su tutto il territorio nazionale. Promosso da ABI (Associazione Bancaria Italiana) e ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio S.p.A.), con la partecipazione delle banche operanti in Italia, delle fondazioni di origine bancaria e della Banca d’Italia, in collaborazione con ABIServizi e FEduF-Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio, il Festival «È cultura!» invita a immergersi tra luoghi, storie e linguaggi, vivendo la cultura come esperienza di partecipazione e crescita. In questa prospettiva, l’iniziativa dedica particolare attenzione alle nuove generazioni, con la seconda edizione della ricerca ABI «GenZ & Alpha, la cultura che non ti aspetti», che mette sotto la lente i comportamenti culturali dei giovani in Italia e in Europa. In realtà «È cultura!» è un «festival che non finisce mai», nel senso che, oltre a concentrarsi nella settimana clou, mostre, concerti, convegni, visite guidate, letture e laboratori proseguono nei mesi a seguire, configurandosi come una celebrazione condivisa della partecipazione e della conoscenza.
«“È cultura!”, dichiara il presidente ABI Antonio Patuelli, rappresenta un’importante occasione per rendere note le iniziative non solo economiche, finanziarie e sociali delle banche e delle fondazioni di origine bancaria, ma anche le tante da loro sviluppate negli ambiti culturali, innanzitutto nella conservazione e nella valorizzazione di beni culturali privati. Non solo sedi storiche e palazzi da secoli sedi bancarie, ma anche di nuove iniziative culturali sviluppate con l’apertura di nuovi musei in luoghi storici, con l’apertura al pubblico per la conoscenza diffusa dell’importantissima opera di conservazione e tutela di beni culturali fruiti quotidianamente da attività di lavoro. “È cultura!” è quindi, un momento vitalissimo di evidenziazione di uno dei tanti aspetti delle sensibilità e delle attività culturali delle banche e delle fondazioni di origine bancaria in un’Italia che è la sintesi di innumerevoli storie e culture che vanno sempre tutelate e valorizzate».
A sottolineare i risultati della scorsa edizione del Festival, che ha registrato «oltre 80mila partecipanti agli oltre 150 eventi organizzati e circa 10 milioni di visualizzazioni sui social», confermando l'interesse verso un progetto capace di raggiungere pubblici diversi, comprese le nuove generazioni, è il direttore generale ABI Marco Elio Rottigni: «Questi numeri testimoniano anche l’efficacia di una formula che mette in connessione soggetti diversi attorno a un obiettivo comune. Aderire a “È cultura!” significa entrare a far parte di un percorso condiviso che offre visibilità alle attività promosse e diffuse sui territori, favorisce il dialogo con cittadini e visitatori, uno dei principali punti di forza del progetto». Gli fa eco il presidente ACRI Giovanni Azzone, convinto che avvicinare le persone alla cultura significhi «rendere più vivi i luoghi in cui abitano, lavorano e costruiscono relazioni». «Per Fondazioni e Casse di Risparmio, ribadisce Azzone, rendere accessibili cultura e bellezza è parte di una missione più ampia: contribuire alla crescita delle comunità e rendere più forti i legami che le tengono insieme. Dove la cultura è più vicina alle persone, anche i territori diventano più dinamici, coesi e attrattivi».
Samantha De Martin
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