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La mostra di Artcurial, curata da Paola Colombari, mette in luce il dialogo silenzioso tra Kahlo e Matiz, restituendo la complessità di un legame umano e artistico lontano dal mito
- Davide Landoni
- 11 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
«Frida a Xochimilco (sdraiata sul prato)».
© Leo Matiz Foundation.
Frida Kahlo vista da Leo Matiz
La mostra di Artcurial, curata da Paola Colombari, mette in luce il dialogo silenzioso tra Kahlo e Matiz, restituendo la complessità di un legame umano e artistico lontano dal mito
- Davide Landoni
- 11 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Davide Landoni
Leggi i suoi articoli«Frida Kahlo e Leo Matiz. Uno sguardo, due anime» è la mostra di Artcurial a Palazzo Crespi dal 15 al 24 aprile. Al centro, Frida Kahlo, una presenza mobile, attraversata da una vitalità inquieta, colta nei momenti in cui l’immagine pubblica si incrina e lascia spazio a una dimensione più silenziosa, quotidiana, quasi inattesa. L’autore è Leo Matiz, che tra il 1940 e il 1948 la fotografa a Coyoacán, in Messico, lontano da ogni costruzione celebrativa. Gli scatti, provenienti dalla Leo Matiz Foundation, non cercano il mito, lo sospendono, lavorano per sottrazione, per lasciare emergere una verità più incerta, più autentica. Nel percorso curato da Paola Colombari non c’è cronologia rigida né intento didascalico, le immagini si susseguono come frammenti di una relazione, restituendo la densità di un legame umano prima ancora che artistico. Kahlo non è mai soggetto passivo, sembra interloquire con l’obiettivo. E Matiz, più che autore, diventa presenza discreta, capace di restare ai margini e lasciare che l’intesa si innescasse. In questo dialogo silenzioso si riflette una doppia tensione. Da un lato, quella di Kahlo, che nella pittura ha trasformato il proprio corpo in linguaggio, attraversando dolore, identità e appartenenza culturale senza mai cedere all’astrazione. Dall’altro, quella di Matiz, che attraverso l’obiettivo cerca una verità non costruita, un’umanità che resiste alla trasformazione in simbolo. La figura di Kahlo si sottrae alla propria leggenda, rivelando una dimensione più complessa e meno definitiva.