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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliUn nuovo impianto di illuminazione esterna per la romana Galleria Borghese. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con Enel, nel segno dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale e della tutela del patrimonio storico-artistico.
L’introduzione delle più avanzate tecnologie Led, unite a una crescente attenzione al risparmio energetico e alle esigenze conservative delle opere d’arte, ha guidato la progettazione del nuovo sistema illuminotecnico. Particolare rilievo è stato dato allo studio delle radiazioni luminose potenzialmente dannose e al corretto filtraggio della luce.
L’intervento illuminotecnico esterno è stato concepito per equilibrare l’esperienza visiva della Galleria con la luce del parco circostante, esaltando la percezione degli spazi e dei dettagli architettonici, e migliorando l’efficienza energetica. L’illuminazione risulta omogenea e leggibile anche a distanza, restituendo alla palazzina un ruolo centrale nel paesaggio notturno di Villa Borghese.
Nella progettazione del nuovo impianto illuminotecnico, viene sottolineato che «grande attenzione è stata dedicata alla qualità complessiva della luce e alla sua capacità di valorizzare l’architettura nel pieno rispetto del contesto storico e ambientale. Le sorgenti luminose sono state selezionate per garantire un’elevata resa cromatica, assicurando una percezione fedele dei materiali e dei dettagli, mentre la scelta di apparecchi e schemi flessibili consente di adattare l’illuminazione alle diverse esigenze e letture dello spazio. Particolare cura è stata riservata all’uniformità degli illuminamenti e al contenimento dell’abbagliamento, per offrire un’esperienza visiva confortevole e coinvolgente. Allo stesso tempo, il progetto assicura la stabilità del flusso luminoso nel tempo e un preciso indirizzamento della luce, riducendo al minimo la dispersione e l’inquinamento luminoso, in un’ottica di sostenibilità e rispetto dell’ambiente circostante».
Per le facciate è stato scelto un sistema di illuminazione a proiezione a distanza, con l’installazione di sei nuovi pali alti cinque metri sui quali sono montati i proiettori. Le ottiche sono state differenziate in base alle superfici da illuminare: «flood» e «wide flood» per le facciate principali e laterali, «spot» e «flood» per la valorizzazione delle torri, e fasci molto stretti per la puntualizzazione dello stemma e dei dettagli architettonici più significativi. Tutti gli apparecchi utilizzano una temperatura di colore di 4000K, in contrasto con le luci di accentuazione a 3000K, creando un effetto cromatico equilibrato che migliora la leggibilità delle facciate senza alterarne l’estetica storica.
Il progetto ha interessato anche la zona retrostante il Casino, ovvero il parterre all’italiana e la Fontana di Venere, elemento simbolico del contesto architettonico. All’interno della fontana sono stati installati quattro proiettori ad immersione, che completano l’immagine scenografica dell’area e rafforzano la percezione notturna del giardino.
Tutti gli apparecchi del nuovo impianto sono regolabili in intensità tramite il sistema Dali già in uso per l’illuminazione interna del museo. Questa soluzione consente una gestione flessibile e puntuale della luce, adattabile alle diverse esigenze e rispettosa della storicità e della bellezza della Galleria Borghese.
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