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Imi Knoebel, Etcetera CXCIII, 2024

Courtesy Dep Art Gallery

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Imi Knoebel, Etcetera CXCIII, 2024

Courtesy Dep Art Gallery

«Dorme un canto in ogni cosa»: la vibrazione silenziosa di Imi Knoebel a Milano

Dal 3 marzo al 30 maggio, Dep Art Gallery presenta un percorso lungo oltre quarant’anni, dove pittura e materia dialogano in equilibrio instabile

I colori vibrano senza cercare risonanze forzate. Le forme sembrano sospese in attesa di trovare il loro ritmo. Così si apre «Dorme un canto in ogni cosa», la nuova mostra di Imi Knoebel a Milano, negli spazi di Dep Art Gallery, visitabile dal 3 marzo al 30 maggio 2026. Non è una retrospettiva nel senso convenzionale: è un campo di forze in cui superficie, colore e linea si rispondono, si attraggono e si respingono, invitando chi guarda a misurare lo spazio e il tempo della percezione.

Il titolo, preso da un verso di Joseph von Eichendorff, non funziona come cornice poetica. Il canto che «dorme» nelle cose coincide con la vibrazione intrinseca delle opere, una tensione che nasce dalla materialità dei pannelli e dall’uso calibrato del colore. Imi Knoebel lavora in questa zona sospesa, dove la pittura si riduce ai suoi elementi costitutivi e si riattiva continuamente.

Dal Senza Titolo del 1983 alle serie del 2025, la mostra articola cicli che si innestano gli uni sugli altri. I «Portrait» (1991-92) comprimono il quadro in bordi cromatici, sagome minime trattenute ai margini. In «Düsseldorf-Paris» (2001) e «Dusseldorf-Reykjavik IV» (2000) il riferimento geografico resta sospeso, mentre le superfici affermano contrasti netti. Le «Tafel» (2016) riportano lo sguardo sulla frontalità, mentre «Zeichen», «Ligatur» ed «Etcetera» mostrano segni mobili, prossimi alla scrittura o ridotti a frammenti che attraversano l’alluminio come impulsi trattenuti.

Il vocabolario di Knoebel tiene così insieme rigore e deviazione. Linee che slittano, margini incrinati, campiture cromatiche che si espandono e occupano lo spazio quasi come oggetti. Pittura e materia si sfiorano, e ogni variazione di tono o spessore altera l’equilibrio complessivo. Nato a Dessau nel 1940 e attivo a Düsseldorf, Imi Knoebel ha attraversato decenni cruciali dell’astrazione europea mantenendo una posizione appartata e coerente. Le sue opere, presenti in importanti collezioni internazionali, continuano a interrogare la pittura come costruzione concreta e instabile allo stesso tempo.

«Dorme un canto in ogni cosa» non invita a spiegazioni, ma a sostare davanti alle opere. Il canto evocato dal titolo emerge dall’attrito tra forma e colore, come risonanza interna che resta dentro l’opera.

Redazione, 16 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

«Dorme un canto in ogni cosa»: la vibrazione silenziosa di Imi Knoebel a Milano | Redazione

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