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La tomba di Richelieu, opera di François Girardon, nella Cappella della Sorbona a Parigi

© World Monuments Fund

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La tomba di Richelieu, opera di François Girardon, nella Cappella della Sorbona a Parigi

© World Monuments Fund

Dopo 25 anni, la Cappella della Sorbona si potrà visitare durante le Giornate internazionali del Patrimonio

Si è conclusa la prima fase dei restauri che nel 2030 consentiranno la riapertura della Cappella Sainte-Ursule, gioiello Barocco annesso alla celebre Università

Luana De Micco

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È arrivata a termine la prima tappa di un restauro in corso nel cuore del Quartiere Latino di Parigi, quello della Cappella della Sorbona, uno degli esempi più significativi dell’architettura religiosa del Seicento francese, chiusa da 25 anni per motivi di sicurezza. I lavori sono iniziati nel 2025, e per una riapertura al pubblico bisognerà ancora pazientare fino al 2030. Ma la chiesa si può visitare a titolo eccezionale in occasione delle Giornate internazionali del Patrimonio (19-20 settembre). La Cappella Sainte-Ursule, gioiello nascosto del barocco parigino, domina la graziosa place de la Sorbonne, luogo di ritrovo di studenti, docenti e turisti. Fu costruita tra il 1635 e il 1642 su iniziativa del cardinale Richelieu (1585-1642), allora rettore dell’Università, che affidò il progetto all’influente architetto Jacques Lemercier (1585-1654). 

L’elegante facciata presenta delle colonne corinzie e una cupola ispirata agli edifici religiosi di Roma, diventata il simbolo stesso dell’antica Università francese. La chiesa è al centro di un (necessario) progetto di recupero, sostenuto dalla città e dall’ateneo, e soprattutto dal World Monuments Fund (WMF). La ONG americana, impegnata nella conservazione del patrimonio culturale, aveva infatti inserito la cappella parigina nella sua lista per il 2025 dei 25 siti storici in pericolo (insieme tra l’altro, alle rovine del villaggio spagnolo di Belchite e delle cisterne tradizionali della Medina di Tunisi), promettendo quindi un contributo finanziario per l’intervento. Il recente restauro ha riguardato il monumentale portone e le decorazioni interne. Tra novembre 2025 e agosto 2026 è stato completato il recupero dei quattro medaglioni di Philippe de Champaigne (1602-74), alla base della cupola, su cui sono rappresentati i padri della Chiesa: sant’Agostino d’Ippona, sant’Ambrogio, san Girolamo e san Gregorio Magno. Il loro stato di conservazione era «complessivamente corretto, ha detto alla stampa francese Véronique Milande, responsabile della COARC, la Conservazione delle opere d’arte religiose e civili della città di Parigi, ma erano nascoste sotto diversi strati di sporco e di vernice. La mano dell'artista si riconosce nella cura con cui sono dipinte le mani, i volti e le espressioni». 

Sono stati restaurati anche gli affreschi ottocenteschi del transetto e le tele di Louis Charles Timbal realizzate tra il 1873 e il 1876. Al centro della cappella troneggia la tomba monumentale di Richelieu, che volle essere inumato lì, realizzata dal primo scultore di Luigi XIV François Girardon (1628-1715), che portò a termine l’opera solo nel 1674, alcuni anni dopo la morte del cardinale. La tomba era già stata restaurata nel 2024. 

La Cappella della Sorbona a Parigi Foto: Adam Rainoff © World Monuments Fund

Interno della Cappella della Sorbona a Parigi dopo i restauri. Foto: Joséphine Brueder:Ville de Paris

La Cappella Sainte-Ursule è stata testimone di secoli di Storia. Alla Rivoluzione del 1789 cominciò il suo lungo degrado. La tomba di Richelieu del resto rischiò di essere distrutta e gran parte del mobilio e delle opere d’arte sparirono. La cappella fu trasformata quindi in luogo di esposizione e di accoglienza degli studenti. Nel primo 800, vi si allestirono alcuni artisti con le loro botteghe, tra cui David d’Angers e Pierre-Paul Prud’hon

Iscritta al registro dei monumenti storici nel 1887, la chiesa è chiusa al pubblico dalla grande tempesta del 1999, la stessa che devastò i giardini della reggia di Versailles. Le intemperie causarono gravi danni alle coperture, provocando infiltrazioni d’acqua che hanno compromesso le volte e le pitture. Nel marzo 2024, sul giornale «La Croix», Florian Michel, docente di Storia contemporanea alla Sorbona, aveva criticato la situazione di stallo del monumento: «Intorno alla Cappella si strutturano tutti gli edifici dell’Università, eppure è tutto fermo. Non è solo un paradosso, aveva denunciato, è anche uno scandalo per il nostro patrimonio storico». Malgrado il suo valore artistico e storico, e alcuni puntuali interventi di restauro nel corso degli anni, la Cappella della Sorbona infatti non è mai stai riaperta, se non in occasioni eccezionali, come la Nuit blanche del 2025, attirando migliaia di visitatori. 

Nei primi anni 2000 fu restaurata la facciata e un intervento sul tetto e la capriata evitò ulteriori deterioramenti. Erano state installate delle reti per impedire la caduta degli stucchi. La seconda tappa dei lavori riguarderà il consolidamento della struttura e la messa a norma delle installazioni tecniche. Le priorità, per Véronique Milande, sono la cupola e la tribuna dell’organo, «muto» dalla fine dell'800. Entro la fine dell'anno verrà scelto lo studio d'architetti che seguirà i futuri lavori e i primi studi preventivi al cantiere partiranno nel 2027. Starà all’Ateneo definire la «futura identità dell’edificio». Di sicuro la cappella non verrà restituita al culto (è sconsacrata dal 1905). Il progetto è piuttosto di riaprirla ai visitatori e agli studenti, e di trasformarla in vivace luogo culturale: accoglierà eventi legati alla vita universitaria, concerti, dibattiti, conferenze. 

Uno dei quattro medaglioni di Philippe de Champaigne nella Cappella della Sorbona a Parigi dopo il restauro. Foto: Joséphine Brueder:Ville de Paris

Luana De Micco, 15 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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