Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Daria Berro
Leggi i suoi articoliLa Quadreria Storica della Fondazione Estense, composta da 109 dipinti della scuola pittorica ferrarese dal Quattrocento al Settecento, è stata ufficialmente donata alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara, come memoria tangibile dei suoi oltre trent’anni di attività filantropica di sostegno alla cultura locale della Fondazione. Da tempo custodita e valorizzata nelle sale della Pinacoteca, al piano nobile del Palazzo dei Diamanti, la Quadreria è stata ora conferita in via definitiva, con il vincolo di permanenza nella sede di Ferrara, a garanzia della sua fruizione pubblica e del suo legame con il territorio. La donazione arriva nel contesto del percorso di fusione tra Fondazione Estense e Fondazione di Modena ed è stata presentata il primo luglio nella Pinacoteca alla presenza di Alessandra Necci, direttore delle Gallerie Estensi, Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Estense, Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, e Marcello Toffanello, funzionario storico dell’arte del Ministero della Cultura.
La collezione della Fondazione Estense affonda le sue radici nell’attività della Cassa di Risparmio di Ferrara, iniziata nel dopoguerra. Fin dagli anni ’60 la Cassa di Risparmio acquisì interi lotti di dipinti provenienti dal soppresso Monte di Pietà e da collezioni private cittadine (Massari Zavaglia, Massari Ricasoli Firidolfi nel 1973, Mazza nel 1980). con l’intenzione esplicita di impedire la dispersione di opere d’arte ferraresi che in passato avevano arricchito anche grandi musei internazionali. Marcello Toffanello, per anni curatore responsabile della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, ha evidenziato come questa storia collezionistica si sia intrecciata profondamente con quella della Pinacoteca.
Nel 1984 la Cassa di Risparmio depositò un nucleo significativo di opere (all’epoca 78) presso la Pinacoteca Nazionale di Ferrara. La collaborazione si è da allora rinnovata ogni cinque anni, con una cogestione che ha permesso interazioni costanti tra la banca e il personale scientifico della Pinacoteca per restauri, prestiti e nuove acquisizioni. La collezione privata è stata infatti pensata e creata, mediante successive acquisizioni nel tempo, per «colmare le lacune» delle collezioni storiche della Pinacoteca.
Istituita nel 1992, la Fondazione ha proseguito questa politica, acquisendo opere importanti come quelle della collezione Strozzi Sacrati, che si è aggiunta a un lotto di dipinti recuperato dalla Soprintendenza di Firenze e destinato dallo Stato Italiano a Palazzo dei Diamanti. Tornava così a Ferrara parte di una collezione che, qui costituitasi nel corso dei secoli, era stata trasferita a Firenze nell’Ottocento. A queste opere si sommano capolavori quali i due «Sapienti» di Dosso Dossi («Sapiente con compasso e globo» e «Sapiente con libro», 1520-1522 ca) e l’«Allegoria bacchica» (1570-80 ca) di Sebastiano Filippi, detto Bastianino, entrati nella collezione nel primo decennio del 2000.
Altri articoli dell'autore
Lo stilista belga, che dal 2008 ha abbandonato al moda per dedicarsi alle arti visive, ad aprile allestirà le sue opere nelle stanze di Kudan House, una residenza del 1927 che conserva le tracce della vita vissuta
Dopo essere stato espunto dal corpus dell’artista olandese nel 1960 il dipinto era sparito dalla circolazione. Contattati dal nuovo proprietario dell’opera, per due anni i ricercatori del museo olandese hanno sottoposto il dipinto a sofisticate analisi, che ne hanno confermato la paternità. Dal 4 marzo sarà esposto come prestito a lungo termine
È scomparsa a 82 anni a Barcellona. Dalla metà degli anni '70 nelle sue videoinstallazioni e performance scienze, filosofia o letteratura s’intrecciano con la musica, il suono e l'immagine, in un richiamo alla trasversalità e all'unità della conoscenza
Nell’acclamata serie realizzata on the road fra il 1973 e il 1981, per la prima volta un fotografo usava la pellicola a colori per raccontare il paesaggio americano. La galleria canadese, grazie alla donazione di una famiglia di imprenditori, ne ha ora una delle rappresentazioni più complete al mondo



