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A sinistra la diagonale di Dan Flavin, a destra lo stack di Donald Judd. @ Christie's, Defined Space. The Collection of Henry S. McNeil Jr.

Christie’s

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A sinistra la diagonale di Dan Flavin, a destra lo stack di Donald Judd. @ Christie's, Defined Space. The Collection of Henry S. McNeil Jr.

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Dentro la casa di Henry S. McNeil Jr, a Philadelphia, la cui collezione d’arte minimal è in asta da Christie’s

La raccolta sarà dispersa in un'asta dedicata da 12 lotti, in primavera, a New York, e a guidarla sarà uno stack in rame di Donald Judd da 10-15 milioni di dollari

Camilla Sordi

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La casa di Henry S. McNeil Jr., nel cuore del quartiere di Rittenhouse Square a Philadelphia, era più di una semplice residenza. Era uno spazio in cui il Minimalismo, genere spesso percepito come freddo e concettuale, diventava caldo, accessibile e del tutto vivibile. Le opere di Donald Judd, Dan Flavin, Carl Andre e Sol LeWitt, collocate con cura nei cinque piani dell’abitazione, non stavano isolate in astratti white cube, ma dialogavano con la luce naturale, con i materiali organici dei pavimenti e con la disposizione degli arredi, creando un ritmo domestico unico. 

Al centro del soggiorno dominava uno stack in rame di Donald Judd, datato fine anni Sessanta, considerato uno dei pezzi più importanti della serie e un elemento chiave della collezione. La sua verticalità e la presenza imponente ne facevano il fulcro visivo della stanza, incarnando l’arte di Judd nella sua forma più iconica. Accanto, un’altra scultura di Judd, orizzontale e di un brillante oro, giocava con lo spazio positivo e negativo, trasformando l'ambiente in un continuo scambio di luci, volumi e riflessi, in un dialogo costante tra l’opera e l’ambiente domestico.

Le geometrie rigorose di Sol LeWitt si esprimevano attraverso una struttura sospesa in legno dipinto e due wall drawings, opere che, pur mantenendo il rigore concettuale, riuscivano a infondere calore e leggerezza negli interni. Dan Flavin, con la sua prima scultura al neon, dedicata a Constantin Brancusi, introduceva una luce vibrante e morbida che ridefiniva la percezione dei volumi e della profondità delle stanze. La collezione comprendeva anche una selezione di oggetti di design di altissimo livello, tra cui pezzi di George Nakashima, che fondevano materiali naturali e forme meccaniche, coniugando precisione e armonia e completando l’equilibrio tra l’arte e la vita quotidiana che McNeil aveva sapientemente costruito.

Nato in Pennsylvania nel 1943, Henry S. McNeil Jr. sviluppò fin da giovane un gusto profondamente personale e una sensibilità estetica capace di influenzare ogni aspetto della sua vita. Collezionista prolifico e sostenitore della creatività, McNeil coltivò legami personali con molti artisti, promuovendone il lavoro e sostenendoli in tutte le fasi della loro carriera. La sua generosità si estendeva anche al sostegno di iniziative collaborative, come l’Acadia Summer Arts Program, co-diretto insieme all’amica Marion “Kippy” Stroud, una residenza estiva in Maine in cui artisti e curatori di diversi campi potevano lavorare insieme, scambiarsi idee e sperimentare, promuovendo innovazione e creatività trasversale.

In primavera, le opere sopra descritte, insieme ad altri lavori della collezione, saranno vendute da Christie’s a New York in un'asta dedicata da 12 lotti, che precederà gli incanti del 21° secolo, con ulteriori sessioni previste nel corso dell’anno. A guidare il primo appuntamento sarà lo stack in rame di Donald Judd, valutato 10-15 milioni di dollari, l'unico di cui è per ora nota la stima. In ogni caso, il catalogo promette di immergersi in una delle più coerenti e significative raccolte dedicate al Minimalismo.

Il dipinto di Sol LeWitt @ Christie's, Defined Space. The Collection of Henry S. McNeil Jr.

Christie's, Defined Space. The Collection of Henry S. McNeil Jr.

Lo stack di Donald Judd @ Christie's, Defined Space. The Collection of Henry S. McNeil Jr.

@ Christie's, Defined Space. The Collection of Henry S. McNeil Jr

Camilla Sordi, 26 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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