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Sanzia Milesi
Leggi i suoi articoliDall’app di prenotazione dell’albergo al cartellone stradale di un evento, passando per la rivista (anche online) che state leggendo ora: tutto è disegno grafico. Ovvero tutto è visivamente organizzato per la sua fruizione da parte di un pubblico, ed è così che da sempre noi concretamente facciamo esperienza del mondo attorno a noi.
È questo che esplicita e mostra, nella nuova edizione italiana di Disegno grafico 1890-oggi, il graphic designer tedesco Jens Müller (Coblenza, 1982), docente all’Università di Dortmund, curatore della collana di volumi B5 sulla storia del graphic design e già autore del volume Logo Modernism. «La rivoluzione della stampa è stata avviata nel XV secolo, spiega, ma la personalizzazione di prodotti e servizi di marketing è nata solo con l’industrializzazione del design».
Il volume offre così ai lettori una panoramica molto ricca sugli sviluppi visivi del disegno grafico, che hanno superato i confini internazionali e attraversato i secoli (e la transizione digitale) dal 1890 per arrivare all’oggi: oltre 150 anni, dai manifesti litografici a colori dello Jugendstil sino al più moderno networking globale.
Una carrellata d'insieme che non si propone solamente di fornire testimonianza visiva del prodotto grafico in sé, dalle tendenze più generali delle diverse avanguardie alle modalità particolati di singoli disegnatori, passando per alcuni esempi di loghi senza tempo, ma bensì si prefigge di inquadrare questo manufatto (a dire il vero, sempre meno fatto a mano con il passare dei decenni) all’interno degli sviluppi sociali, politici ed economici che da un lato l’hanno condizionato e dall’altro si sono da questo fatti condizionare. Non solo documenti di stile dunque, ma di storia.
Ecco allora che alcuni manifesti del Bauhaus arrivano in Cina e altri Art Déco in Giappone, sino a giungere all’epoca dei portfolio online e dei social media. Tra opere famose al grande pubblico e altre cadute nell'oblio, o note solo agli esperti, queste pagine procedono così (in ordine cronologico, per decenni) illustrando alcune realizzazioni portate ad esempio da tutto il mondo, con sintetiche e utili biografie dei creativi che le hanno ideate.
Il manifesto del 1891 per il Moulin Rouge, «La Goulue», dell’artista francese Henri de Toulouse-Lautrec (circa trenta manifesti, ma ben 700 tele, nella sua breve vita di 36 anni) e il cartellone per l'opera teatrale «Gismonda» (1894) che diede prima notorietà al cecoslovacco Alfons Mucha. La pubblicità dell’omino Michelin, che ai tempi veniva chiamato Bibendum (1898) e rese nota l’azienda di pneumatici francesi grazie al tratto del vignettista Marius Rossillon, per sopravvivere sino ad ora in innumerevoli rifacimenti, anche 3D. I cartelloni elettorali e politici, dall'indimenticabile dito puntato di «I Want You for US Army» (1917) di James Montgomery Flagg al poster con il volto di Barack Obama in «Hope» (2008) di Obey (alias Shepard Fairey). Il «Libri, per favore!» (1925) del costruttivista russo Alexander Rodchenko e il logo della 20th Century Fox (1935), che ancora oggi sono parte del nostro quotidiano. Le icone femminili: dalle affascinanti signore anni Quaranta di Cipe Pineles, grafica viennese direttrice di «Glamour», alla donna combattiva di «We Can Do It!» (1942) firmata da J. Howard Miller.
Il packaging e la propaganda, le banche e le compagnie di trasporti, da MTV Music Television alle icone di sistema Macintosh, i libri e le riviste (dalle copertine di «Colors» di Oliviero Toscani a quelle del centenario «The New Yorker», tutte da collezionare), i giochi olimpici come «München 1972» di Otl Aicher e le indicazioni della New York Subway Map (1970) ad opera del milanese Massimo Vignelli (1931-2014). Non potevano certo mancare gli italiani. Alcuni per tutti: Leopoldo Metlicovitz con l'iconico «Distillerie Italiane »del 1899 e il futurista Filippo Tommaso Marinetti con il celebre manifesto Zang Tumb Tumb del 1914; la Barilla (1958) di Erberto Carboni con la sua gallina a testimoniare «vera pasta all’uovo» e il lettering Campari (1965) di Bruno Munari.
Disegno grafico. 1890-oggi, di Jens Müller, edizione italiana, 96 pp., Taschen, Colonia 2025, € 15
L'interno del volume con alcuni esempi di disegno grafico
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