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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliUna scultura monumentale di Sarah Lucas domina la prossima Evening Sale di Arte del XX e XXI secolo che Bonhams ha in programma, il 5 marzo, nella sede di New Bond Street a Londra. Si tratta di «Gold Cup Maradona», un bronzo alto oltre quattro metri, proposto per la prima volta in asta con una stima di 300-400 mila sterline. L’opera, fusa in un’edizione di 3 esemplari più una prova d’artista, è una delle sculture presentate nel 2015 alla Biennale di Venezia nell’ambito della grande personale dell’artista al Padiglione del Regno Unito, intitolato I SCREAM DADDIO.
La scultura, rifinita in un giallo brillante, raffigura una figura distesa al suolo attraversata da un enorme fallo che si slancia verso l’alto. Il titolo evoca il leggendario calciatore argentino Diego Maradona, figura non propriamente parte dell'immaginario di una delle autrici simbolo del movimento degli Young British Artist. Ma, aldilà di questo, l’opera resta pienamente coerente con la ricerca dell’artista, tra erotismo, ironia e tensione tra comicità e serietà. Nata da un modello realizzato a mano con collant, filo metallico e kapok - tutti materiali consueti nel vocabolario plastico di Lucas - la scultura è stata successivamente tradotta in bronzo, mantenendo quell’equilibrio tra gesto artigianale e monumentalità che caratterizza la sua produzione. Come ha dichiarato l’artista, spiegando in parte il titolo, «l’umorismo consiste nel negoziare le contraddizioni generate dalle convenzioni. In una certa misura umorismo e serietà sono intercambiabili. Altrimenti non sarebbe divertente. O devastante».
Accanto al bronzo di Lucas, la vendita riunisce una selezione che attraversa oltre un secolo di storia dell’arte. Tra i lotti di punta figura «Les arbres sur la rive, Quimperlé» di Henri Le Sidaner, dipinto nel 1931 nello studio di Versailles e proposto con una stima di 150-200 mila sterline. L’opera prende spunto dal ricordo di Quimperlé, cittadina bretone situata alla confluenza di tre fiumi e visitata dall’artista anni prima. Ammiratore degli Impressionisti, Le Sidaner lavorava tuttavia prevalentemente in studio, ricreando le atmosfere sulla base di schizzi e memoria.
Alighiero Boetti (1940-1994), Mettere i verbi all'infinito (Executed in 1978). Stima £200,000 - 300,000
Auguste Rodin (1840-1917), Éternel Printemps, second état, 3ème réduction. Stima £150,000 - 250,00
Di grande rilievo anche «Mettere i verbi all’infinito» di Alighiero Boetti, eseguito nel 1978 e offerto con una stima di 200-300 mila sterline. L’opera appartiene alla celebre serie dei lavori con la biro, avviata nel 1972, in cui l’artista impiega la penna a sfera per costruire campiture fitte e stratificate, composte da tratti accumulati e punteggiate da piccole virgole bianche e luminose. Attraverso questo processo controllato ma potenzialmente aperto all’infinito, Boetti indaga le intersezioni tra sistemi linguistici, numerici e visivi, ribadendo il proprio interesse per la struttura, la sistematizzazione e la produzione di significato.
Il catalogo prosegue con «Head of Catherine Lampert» di Frank Auerbach, dipinto nel 1996 e stimato 200-300 mila sterline. Il lavoro fa parte di un’intensa e prolungata serie di ritratti dedicati a Catherine Lampert, amica, biografa e modella dell’artista, conosciuta nel 1978 in occasione della retrospettiva alla Hayward Gallery di Londra. Nel corso dei decenni Lampert posò fino a due volte alla settimana per il pittore, diventando soggetto di oltre settanta dipinti, testimonianza di un rapporto di fiducia e di un’indagine pittorica condotta con straordinaria longevità.
Chiude idealmente il percorso «Éternel Printemps, second état, 3ème réduction» di Auguste Rodin, concepito nel 1884 e presentato in una riduzione in bronzo fusa tra il 1908 e il 1912 dalla fonderia Barbedienne, con una stima di 150-250 mila sterline. Tra le sculture più celebri e fortunate dell’artista, l’opera nacque in un periodo di intensa energia emotiva e creativa, durante la relazione con Camille Claudel, ed era inizialmente destinata al progetto della Porte de l’Enfer, ispirato all’Inferno dantesco. Ritenuta troppo carica di slancio vitale per il contesto drammatico dell’insieme, la scena degli amanti fu resa autonoma, trasformandosi in una celebrazione del desiderio e della passione destinata a diventare uno dei maggiori successi commerciali di Rodin.
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