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AFGHANISTAN, Shinkai, provincia di Zabul, 2024 The Thin Line

Afghanistan, Zabul province: Intersos local staff visit children inside the Potai clinic supported by Intersos. Alessio Romenzi

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AFGHANISTAN, Shinkai, provincia di Zabul, 2024 The Thin Line

Afghanistan, Zabul province: Intersos local staff visit children inside the Potai clinic supported by Intersos. Alessio Romenzi

Dall’Afghanistan all’Ucraina, le crisi mondiali permanenti in una mostra al Museo di Roma

I luoghi del mondo sospesi nel tempo e nello spazio, dove arrivano solo le organizzazioni umanitarie come Intersos, sono ritratti dagli obiettivi di Alessio Romenzi e Christian Tasso, nello spazio espositivo di Trastevere

Letizia Riccio

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«The Thin Line» è la sottile linea che separa l’indifferenza dall’azione, colui che guarda le foto dal contenuto dell’immagine, il mondo che ci circonda da quello abbandonato e sospeso nel tempo e nello spazio; ed è anche il titolo della mostra aperta al Museo di Roma in Trastevere dal 28 ottobre al 21 febbraio 2027. Alessio Romenzi e Christian Tasso, due fotografi con esperienze differenti, hanno scelto Intersos, organizzazione umanitaria internazionale nata in Italia, per documentare un mondo parallelo che vive il quotidiano in una situazione di crisi permanente. Afghanistan, Ciad, Iraq, Libano, Nigeria e Ucraina sono ritratti con fotografie scattate dal 2022 al 2025, nella loro situazione pressoché attuale e tuttavia sospesa, fra assenza di servizi (nel migliore dei casi) e pasti centellinati per poter nutrire i bambini (in uno dei peggiori scenari). L’intero piano terra che circonda il cortile del Museo è costellato di immagini in bianco e nero che recano solo la data e il luogo; i due autori hanno deciso di non firmare le proprie opere per lasciare spazio alla crisi come unico tema della mostra. Anche i luoghi e i personaggi ritratti sono accostati gli uni agli altri sotto un solo ambito tematico, in istantanee cariche di dolore e, al tempo stesso, rispettose della dignità: un uomo cammina sulle macerie in Ucraina e poco più in là un’intera famiglia vive sotto un ponte a Beirut (Libano); in Ciad, una donna con un contenitore in testa avanza con atteggiamento regale, mentre, in un’immagine non lontana, bambini di Mosul (Iraq) guardano attraverso i vetri. 

In una saletta interna del museo trova spazio il focus su una delle aree più presidiate da Intersos, le zone rurali dell’Afghanistan, scivolate ancor più di prima in un limbo di miseria e arretratezza dopo l’abbandono del territorio da parte delle forze armate internazionali nel 2021. Del breve reportage fotografico è autore l’afghano Hasib Hazinyar, collaboratore di Intersos. Insieme alle immagini, stavolta a colori, nella saletta c’è un pannello infografico, opera della designer Federica Fragapane, che illustra artisticamente i numeri della fame nel Paese: un rapporto di Intersos sulla malnutrizione, realizzato con l’Unione Europea, svela, ad esempio, che i pasti vengono ceduti ai figli dai genitori; e che i bambini sono i più colpiti dalla mancanza di cibo. Le fotografie di Hazinyar sono prive di retorica, così come quelle di Romenzi e Tasso; tre autori profondamente diversi per esperienza e approccio, ma uniti dallo sguardo di chi conosce ciò di cui parla. Nel 2022, i due fotografi italiani avevano già esposto un lavoro effettuato a fianco ai volontari di Intersos in una mostra dallo stesso titolo, allestita al MaXXI di Roma in occasione del trentennale dell’organizzazione. «Cercando anche stavolta di non scivolare nel facile sentimentalismo, in questa nuova mostra abbiamo esposto il lavoro degli ultimi anni, ma sono immagini che potrebbero essere state scattate ora come molto tempo fa, sono sospese nel tempo e nello spazio, così come la situazione di queste aree del mondo», spiega Christian Tasso.

La mostra «The Thin Line» è promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla giornata della Memoria, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Campo di Bama, Stato di Borno (Nigeria), 2022 The Thin Line

Letizia Riccio, 28 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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