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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliDa martedì 7 a giovedì 16 luglio, il Tempio di Venere e Roma, all’interno del Parco Archeologico del Colosseo, è la cornice della quinta edizione della rassegna «Quo vadis? Al cinema nel cuore di Roma». Quest’anno il tema è il cinema horror, nelle due accezioni, drammatica e comica; il titolo è «Morire dal ridere. Classici dell’orrore tra paura e parodia». La rassegna, organizzata dal ParCo insieme al Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale, culmina con l’evento di giovedì 16, connesso alla mostra «Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico» (aperta da giugno a novembre, presso il Parco archeologico del Colosseo), ovvero la rara proiezione del film muto «La caduta di Troia» (1911). La pellicola è il primo lungometraggio del regista di «Cabiria» (1914), Giovanni Pastrone, che la realizzò insieme a Luigi Romano Borgnetto. La proiezione nel Parco di Roma è accompagnata al pianoforte dalla compositrice olandese Maud Nelissen, che si dedica da anni alla musica per i film muti. La visione della pellicola verrà preceduta da un talk condotto da Maria Assunta Pimpinelli del Centro Sperimentale di Cinematografia; con lei, converseranno il direttore del Museo del Cinema di Torino, Carlo Chatrian, il distributore e restauratore di pellicole, Alessandro Marotto, e il docente dell’Università di Roma Tor Vergata, Luca Mazzei.
Un altro appuntamento con ospite già annunciato è quello di martedì 14 luglio, con la proiezione di «Opera» preceduta dalla presentazione del regista del film, Dario Argento. Sul tema gotico europeo ed italiano sono anche le serate dedicate a «Tre passi nel delirio» (1968) di Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini (il 10 luglio) libero omaggio allo scrittore Edgar Allan Poe, e a «L’orribile segreto del dottor Hichcock» (1962) di Riccardo Freda (il 9 luglio). Non mancano i classici della risata, come «Frankenstein Junior» (1974) di Mel Brooks, domenica 12. La rassegna si apre il 7 luglio con il film muto, caposaldo dell’espressionismo tedesco, «Nosferatu, eine Symphonie des Grauens», di Friedrich Wilhelm Murnau (Nosferatu il vampiro, 1922), per poi proseguire l’8 con «The Fearless Vampire Killers» di Roman Polanski (Per favore, non mordermi sul collo!, 1966); l’11 luglio è la volta di «Nosferatu: Phantom der Nacht» di Werner Herzog (Nosferatu, il principe della notte, 1979). Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano, o, per i film italiani, sottotitoli in inglese.
A proposito dell’edizione 2026 di «Quo Vadis?», il direttore del Parco Archeologico del Colosseo, Simone Quilici, ha parlato di «un’occasione straordinaria di apertura alla città di un luogo che, come tutti i siti del ParCo, sempre di più deve poter tornare ai romani». Mentre Gabriella Buontempo, presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, ha commentato l’iniziativa spiegando che «rappresenta un appuntamento prezioso perché porta il cinema fuori dalle sale e lo restituisce alla città come esperienza collettiva, accessibile e partecipata. La cultura non è qualcosa di distante o riservato a pochi: è parte della nostra quotidianità».
Uno still dal film «Nosferatu. Phantom der Nacht», 1978, di Werner Herzog. Courtesy Viggo srl
Letizia Riccio
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