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Beatriz Morales, «Cosmologies of care», 2026, Dep Art Out, Ceglie Messapica

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Beatriz Morales, «Cosmologies of care», 2026, Dep Art Out, Ceglie Messapica

Cura, paesaggio e memoria ancestrale: il racconto di Puglia Art Project

Beatriz Morales, Giovanni Ozzola e David Rickard sono i protagonisti della rassegna artistica diffusa, chiamati a confrontarsi con la storia e il paesaggio pugliese per realizzare opere site specific, ciascuno in una location diversa

Anna Saba Didonato

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Il territorio della Valle d’Itria e dell’Alto Salento entra in dialogo con il contemporaneo di Puglia Art Project, la rassegna artistica diffusa curata da Virginie Puertolas-Syn e Giuliana Schiavone. Protagonisti dell’iniziativa sono tre artisti di calibro internazionale quali Beatriz Morales (Città del Messico, 1981), Giovanni Ozzola (Firenze, 1982) e David Rickard (Nuova Zelanda, 1975), chiamati a confrontarsi con la storia e il paesaggio pugliese per realizzare opere site specific, ciascuno in una location diversa. Dopo i primi tre giorni riservati ai collezionisti giunti dall’estero, le opere saranno visibili su appuntamento (virginiesyn@gmail.com) fino al 10 agosto, a eccezione di quella della Morales (fino al 24 luglio).

Il Puglia Art Project è realizzato grazie al sostegno di art patrons privati e alla collaborazione delle gallerie Michela Rizzo di Venezia, Copperfield di Londra, Suburbia Contemporary di Barcellona, Galleria 32 di Carovigno e Dep Art Out di Ceglie Messapica, e al supporto del Comune di Carovigno.

L’opera di Ozzola, riedizione della performance «The Lake of Unknown» (2019), svoltasi durante la prima serata, negli spazi di una villa privata, sarà visionabile solo online, sul sito della galleria Suburbia Contemporary. L’azione di incidere superfici di ardesia, richiama alla mente l’atto primordiale delle prime incisioni rupestri, quale necessità di lasciare un segno di sé e della propria esistenza. Ma è anche il tentativo di tracciare nuove rotte cognitive da esplorare, costellazioni di saperi rispetto cui orientarsi nel proprio cammino. Così la pietra diventa archivio simbolico dell’umana ricerca e degli sforzi compiuti per il superamento dei limiti. 

Giovanni Ozzola, «The lake of unknown», 2026. Foto Suburbia Contemporary

Fulcro di «Cosmologies of Care», opera dell’artista messicana Morales, è il trullo cegliese, non solo da un punto di vista fisico e baricentrico, ma gnoseologico. A partire dalla storia di questo manufatto architettonico, dallo studio della forma e dei materiali oltre che dei significati simbolici di cui è stato ammantato nel tempo. Fino alla sua circolarità quale forma di protezione e cura, ma anche principio di pensiero, secondo un’idea di tempo non lineare ma ciclica. Una ciclicità che porta l’artista a cogliere risonanze lontane con la cosmogonia azteca e il mito dei cinque Soli, nella sua costante ricerca della memoria ancestrale dei luoghi e del legame spirituale con la materia e la natura. L’opera, dagli echi sciamanici e rituali, si configura come un abito protettivo, lungo 23 metri, che abbraccia il trullo da parte a parte, lasciando libero solo l’ingresso. Sul tessuto corre la linea del tempo, ricamata dall’artista, con un andamento irregolare ma continuo, che attraversa i colori dei quattro soli (dal rosso al quasi nero, dal blu al verde) e si interseca con le fibre di agave. Questa pianta simbolo di resilienza e forza (originaria del Messico ma diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo) campeggia anche all’interno del trullo, a rappresentare il quinto sole, corrispondente all’era attuale nella mitologia azteca. Non a caso è intrecciata secondo tecniche e nodi ancestrali, in funzione protettiva e propiziatoria. Sempre all’interno, torna a più riprese il motivo del serpente quale figura archetipica dai molteplici significati: dal tempo ciclico alla rigenerazione, fino all’unione tra mondo terreno e spirituale.

L’attenzione dell’artista neozelandese, Rickard, si è focalizzata sui temi della cura e dell’urgenza ecologica, rilevando la stretta interconnessione tra uomo e natura e sottolineando l’urgenza vitale di prendersi cura dell’ambiente che ci circonda. La sua installazione, «Under a heavy sky», ospitata presso la Galleria 32 di Carovigno, trae spunto proprio dal contesto locale. Da circa un decennio, il territorio salentino è stato colpito da una fitopatia che ha aggredito moltissimi ulivi secolari. Il batterio xylella fastidiosa ha causato l’abbattimento di oltre 20 milioni di alberi, determinando un cambiamento del paesaggio circostante. L’opera di Rickard utilizza proprio un gruppo di ulivi della zona, adottando le misure tradizionali per il salvataggio delle piante ma applicandole in forma inedita. Dopo una drastica potatura, gli alberi sono stati rivitalizzati con nuovi innesti, non naturali ma tecnologici. Le specie arboree resistenti al batterio sono state infatti sostituite da antenne radio, settate sulle varie frequenze. In questo modo gli ulivi sono stati trasformati in dispositivi di sintonizzazione in grado di captare e rivelare un’atmosfera satura di onde radio, offrendo un’occasione per riflettere sul nostro modo di percepire il mondo fisico intorno a noi e su quanto questo appaia distante rispetto alla realtà. Oltre a «Under a heavy sky», negli spazi della galleria di Carovigno, saranno visionabili altre opere di Rickard.

Puglia Art Project nasce dal desiderio di «creare una piattaforma per mostrare l’arte contemporanea al di fuori del tradizionale white cube e della fiera d’arte, racconta la curatrice Puertolas Syn, ideatrice dell’iniziativa. L’intento è condividere questa esperienza con art patrons internazionali che scoprono la Puglia per la prima volta, e con gli abitanti della Puglia che scoprono artisti contemporanei. Quest’anno ne abbiamo accolto dodici arrivati da Europa, Stati Uniti e Brasile, tra cui la collezionista brasiliana Beatriz Yunes, arrivata qui con la sua famiglia».

Intanto fervono i preparativi per il prossimo anno, «due artisti hanno già visitato la Puglia. Mi piacerebbe lavorare più a stretto contatto con le istituzioni locali. Sto inoltre notando un interesse crescente da parte di art patrons internazionali che desiderano far parte di Puglia Art Project e unirsi a noi per la nuova edizione».

David Rickard, «Under a heavy sky». Foto © Fabio Mantegna. Courtesy l’artista, Copperfield, Londra e Galleria Michela Rizzo

Anna Saba Didonato, 23 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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