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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliHauser & Wirth annuncia la rappresentanza di Conny Maier, in collaborazione con Société Berlin, segnando un passaggio decisivo nella traiettoria di una delle voci più intense e riconoscibili della pittura contemporanea europea. Un ingresso che non sorprende: Maier è oggi un’artista capace di intercettare con rara lucidità le tensioni del nostro tempo, traducendole in immagini di potente impatto visivo e psicologico. Nata in Germania nel 1987, e attualmente residente in Portogallo, ha costruito una pratica profondamente segnata dallo scarto tra luoghi, climi e culture. I suoi dipinti, carnali, cromaticamente assertivi, abitati da figure deformate e da un bestiario inquieto, mettono in scena paesaggi che sembrano paradisiaci solo in apparenza. Sotto la superficie satura di colore si avverte sempre una frizione: tra natura e artificio, istinto e controllo, desiderio e collasso.
La pittura di Maier è popolata da corpi ibridi, intrecci interspecie e oggetti simbolici, fiori, animali, offerte rituali, che funzionano come veri e propri catalizzatori emotivi. Non si tratta mai di allegorie chiuse, ma di sistemi aperti, in cui lo spettatore è chiamato a orientarsi tra segnali visivi e tensioni narrative. Le sue composizioni, spesso costruite con precisione quasi grafica, rivelano una forte consapevolezza delle dinamiche che emergono quando l’ordine naturale e quello umano collidono, si sovrappongono o si corrodono a vicenda. Al centro della ricerca di Maier c’è il rapporto complesso e instabile tra l’essere umano e l’ambiente. I suoi paesaggi hanno una bellezza ambigua, attraversata da un senso di minaccia latente che rimanda alle urgenze ecologiche contemporanee. Non c’è moralismo, però, né illustrazione didascalica della crisi. Ciò che interessa all’artista è infatti la dimensione psicologica, il modo in cui i sistemi che costruiamo, sociali, simbolici, ambientali, finiscono per sfidarci o sfuggirci di mano.
«Siamo felici di accogliere Conny Maier e di entrare in dialogo con il mondo vivido che sta creando», ha dichiarato Marc Payot, presidente di Hauser & Wirth, che accosta il lavoro di Maier a quello di figure storiche come Maria Lassnig ed Erna Rosenstein, ma anche a una generazione più giovane che include artisti come Angel Otero e Firelei Báez, sottolineandone la capacità di attraversare genealogie diverse senza perdere una voce autonoma.
La collaborazione con Société Berlin, che ha accompagnato da vicino la crescita dell’artista, resta centrale in questa nuova fase. «È stato profondamente stimolante essere parte del percorso di Conny Maier», ha commentato Daniel Wichelhaus, fondatore e CEO di Société, «e sono entusiasta di unire le forze con Hauser & Wirth per dare forma al prossimo capitolo della sua carriera». Autodidatta, Maier ha sviluppato il proprio linguaggio al di fuori delle strutture accademiche tradizionali, affinando nel tempo un metodo di lavoro basato su sperimentazione indipendente e ricerca intellettuale vorace. La lettura, intesa come forma di esplorazione, alimenta l’impianto filosofico e simbolico delle sue opere, che attingono a ecologia, letteratura, pensiero critico e osservazione quotidiana. Nei suoi lavori, figure umane e non umane condividono spesso stati di vulnerabilità o attrito, restituendo un’immagine del mondo mai pacificato. Negli ultimi anni Maier ha esposto in numerose mostre personali e istituzionali in Europa, partecipando ai principali appuntamenti fieristici internazionali e entrando in importanti collezioni pubbliche e private. Nel 2021 è stata nominata Artist of the Year da Deutsche Bank, con mostre dedicate a Berlino e Milano, consolidando una presenza che oggi trova nella rappresentanza di Hauser & Wirth una piattaforma globale di ulteriore espansione.
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