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Cattelan, Window, 2025

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Cattelan, Window, 2025

Che cosa ci fa la banana di Cattelan nella «Deposizione» di Caravaggio?

In «WINDOW, 2025» Maurizio Cattelan sovrappone la banana di «Comedian» alla «Deposizione di Cristo» di Caravaggio. L’acquerello, pezzo unico donato dall’artista all’Istituto Mario Negri, sarà battuto l’8 ottobre a Milano durante la Charity Dinner «Chiamiamola per nome»: il ricavato finanzierà la ricerca sulle malattie rare ancora prive di diagnosi. «Per una volta il mio lavoro può tradursi in qualcosa di concretamente utile», spiega Cattelan.

Federica Pellegrin

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La banana più famosa dell'arte contemporanea entra in uno dei dipinti più drammatici di Caravaggio. Maurizio Cattelan torna sull'immagine di Comedian, l'opera del 2019 diventata in pochi anni uno dei lavori più riconoscibili della sua produzione, e questa volta la sovrappone alla Deposizione di Cristo di Michelangelo Merisi.

Il risultato è WINDOW, 2025, acquerello su carta di 70 x 50 centimetri, pezzo unico che Cattelan ha donato all'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS. L'8 ottobre l'opera sarà battuta all'asta a Milano durante la terza edizione di «Chiamiamola per nome», Charity Dinner organizzata dall'Istituto. Il ricavato sarà destinato alla ricerca sulle malattie rare ancora prive di diagnosi. A condurre l'asta sarà Cristiano De Lorenzo, direttore generale di Christie's, mentre già prima della serata sarà possibile presentare offerte per l'opera e, per chi non sarà presente, partecipare telefonicamente alla vendita.

Il punto di partenza di WINDOW è un accostamento deliberatamente incongruo. Da una parte c'è la Deposizione di Cristo, uno dei vertici della rappresentazione caravaggesca del dolore; dall'altra quella banana fissata alla parete con del nastro adesivo che, dalla sua prima apparizione ad Art Basel Miami Beach nel 2019, ha assunto una vita quasi indipendente dall'opera stessa, diventando immagine virale, meme e oggetto di mercato. Cattelan mette ora le due immagini nello stesso campo visivo. Non tenta di conciliarle: è precisamente la distanza tra i loro registri a produrre il lavoro. Tragedia e ironia, pittura e immagine popolare, sacro e dissacrazione finiscono per occupare contemporaneamente lo stesso spazio.

L'operazione acquista però un significato ulteriore attraverso la destinazione dell'opera. Il cortocircuito tra sofferenza e ironia viene associato alla condizione di chi convive con una malattia alla quale la medicina non è ancora riuscita ad attribuire un nome. «Sono molto felice che il mio lavoro per una volta possa tradursi in qualcosa di concretamente utile», ha dichiarato Cattelan. «Auguro all'Istituto Mario Negri di continuare a cercare. Possibilmente fino a trovare. Perché, alla fine, dare un nome alle malattie rare non diagnosticate è già un buon inizio». È proprio il tema del nome a costruire il collegamento con la campagna del Mario Negri. Per un paziente affetto da una patologia non diagnosticata, identificare la malattia significa uscire da una condizione di indeterminatezza e poter orientare ulteriori indagini e possibili percorsi terapeutici.

«Per chi aspetta una diagnosi, sapere finalmente che cosa ha significa molto: significa uscire dall'incertezza, capire quale strada prendere e poter finalmente guardare al futuro con speranza», spiega Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto Mario Negri. «È per questo che continuiamo a fare ricerca ogni giorno: per trasformare ciò che ancora non conosciamo in una risposta concreta per i pazienti e per le loro famiglie». La Charity Dinner «Chiamiamola per nome», promossa dalle ambasciatrici Francesca Milani, Anji Aron e Maria Bussolati, arriva quest'anno alla terza edizione. Le prime due raccolte hanno permesso di finanziare due strumentazioni scientifiche destinate rispettivamente alla ricerca sulle malattie renali e neurologiche. Nel 2026 l'obiettivo si sposta sulle patologie rare senza diagnosi e, con l'ingresso dell'opera di Cattelan, il collezionismo contemporaneo diventa direttamente uno strumento di finanziamento della ricerca.

La serata dell'8 ottobre, organizzata da Marièncò a Milano con la direzione creativa di Paola Manfrin e le musiche di Luca Baldini, porterà così all'incanto un'opera che riapre anche un capitolo ormai centrale nella produzione recente di Cattelan. Perché Comedian continua a generare nuove immagini e nuovi contesti. La banana, nata come oggetto effimero fissato a una parete, è diventata negli anni un'immagine riproducibile e riconoscibile, capace di sopravvivere alla propria materialità e di essere continuamente ricollocata dall'artista. In WINDOW finisce dentro la storia dell'arte, sovrapposta a Caravaggio, ma contemporaneamente esce dal circuito strettamente artistico: il suo valore economico verrà trasformato in finanziamento per la ricerca scientifica. Una delle immagini più ironiche e provocatorie dell'arte contemporanea viene chiamata, questa volta, a misurarsi con qualcosa di estremamente concreto: dare un nome a ciò che ancora un nome non ha.

Federica Pellegrin, 27 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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