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Cambio di testimone a New York: la galleria Gazelli rileva la storica sede di Marlborough

Lo spazio a Chelsea della storica galleria passa di mano per 7,5 milioni di dollari: un nuovo capitolo per uno degli indirizzi simbolo del mercato dell’arte internazionale

Ludovica Zecchini

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La storia delle grandi gallerie non si conclude mai soltanto con la chiusura delle porte. Rimangono gli archivi, le opere, le relazioni costruite con artisti e collezionisti, ma anche gli spazi che hanno dato forma a un’idea di mercato e di cultura. È questo il caso della sede della Marlborough Gallery a Chelsea, New York, che oggi entra in una nuova fase. Il suo storico edificio al 545 West 25th Street è stato infatti acquistato da Gazelli Art House per 7,5 milioni di dollari.

Come accennato, l’operazione assume un significato che va oltre la dimensione immobiliare. Lo spazio rappresentava infatti uno degli ultimi capitoli della lunga presenza americana della Marlborough, galleria che per quasi ottant’anni ha incarnato uno dei modelli più significativi del sistema internazionale dell’arte. Una struttura capace di unire prestigio storico, programmazione ambiziosa e una posizione centrale nel mercato delle opere moderne e contemporanee.

La chiusura di Marlborough, annunciata nel 2024 dopo decenni di attività, ha segnato una delle svolte più rilevanti degli ultimi anni nel panorama delle gallerie. La decisione di interrompere la rappresentanza degli artisti, chiudere il programma espositivo e avviare la liquidazione di un patrimonio stimato intorno ai 250 milioni di dollari è arrivata dopo un periodo segnato da difficoltà economiche e da profonde tensioni interne alla proprietà.

Non è soltanto il destino di una singola galleria a essere in discussione. La vicenda Marlborough riflette la trasformazione di un modello nato nel Novecento, quando poche grandi realtà commerciali potevano esercitare un’influenza decisiva sulle carriere degli artisti e sulla circolazione internazionale delle opere. Oggi quel sistema appare più frammentato, con gallerie di dimensioni diverse e strategie globali costruite attraverso reti internazionali, collaborazioni e nuove forme di presenza.

In questo scenario si inserisce Gazelli Art House. Fondata a Londra nel 2010 da Mila Askarova, la galleria, con sedi anche a Baku, ha sviluppato un programma dedicato alla ricerca contemporanea, con particolare attenzione ai linguaggi digitali e alle pratiche interdisciplinari. L’acquisizione di uno spazio permanente a New York rappresenta un passaggio strategico, con l’ingresso stabile in uno dei mercati più competitivi al mondo.

La scelta di Chelsea non è casuale. Il quartiere, diventato negli ultimi vent’anni il cuore della scena espositiva newyorkese, continua a essere un luogo di riferimento per gallerie, collezionisti e istituzioni. L’edificio acquisito da Gazelli si trova all’interno della Chelsea Arts Tower e occupa i primi due piani, per una superficie complessiva di circa 860 metri quadrati. Lo spazio. del resto, manifesta tutte le caratteristiche ideali per organizzare mostre, con soffitti alti oltre 5 metri, una porta garage a livello strada per accogliere opere di grandi dimensioni, accesso diretto per la movimentazione delle opere e una terrazza privata di circa 115 metri quadri.

L’edificio ospita inoltre altri operatori commerciali, tra cui lo stilista Calvin Klein, confermando il carattere misto e dinamico di un quartiere in cui arte, moda e design convivono da anni.

Ludovica Zecchini, 08 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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