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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliI record di Amedeo Modigliani si concentrano quasi sempre nello stesso snodo: il 1917, anno dello scandalo della Galerie Berthe Weill, con la mostra che viene tacciata d'oscenità e poi chiusa, e della stagione dei grandi nudi sostenuta dal mercante Léopold Zborowski. È a quel breve arco creativo che sono da ricondurre le sue aggiudicazioni più alte. Lo conferma Nu assis au collier, venduto da Sotheby’s a Londra per 48,2 milioni di sterline (circa 63,9 milioni di dollari), nuovo record europeo per l’artista. Un risultato che conferma la preferenza dei collezionisti per le opere realizzare sul finire degli anni Dieci del secolo scorso.
La vendita londinese del 24 giugno consente inoltre di leggere con maggiore precisione lo stato del mercato di Modigliani. Secondo i dati Artprice, nel 2025 l’artista ha generato 45,4 milioni di euro di fatturato d’asta, posizionandosi al 27° posto mondiale. Un dato che, da solo, potrebbe suggerire una fase di rallentamento, ma che in realtà descrive una struttura molto specifica: da una parte un flusso costante di opere su carta, disegni e lavori minori con prezzi minori; dall’altra un nucleo estremamente ristretto di dipinti e sculture che appartengono ormai stabilmente alla storia del collezionismo, oggetto di aggiudicazioni da capogiro. Sono queste opere a determinare gli equilibri reali del mercato, mentre tutto il resto ne costituisce la periferia statistica. Negli ultimi venticinque anni sono state registrate oltre duemila aggiudicazioni attribuite all’artista, ma solo una manciata ha superato la soglia dei 50 milioni di dollari. Il segmento che definisce la vera geografia del valore modiglianesco, dominata dai nudi realizzati tra il 1917 e il 1919 e da alcune rarissime sculture precedenti.
L’ingresso di Nu assis au collier nella classifica delle opere più preziose conferma la gerarchia ormai consolidata del suo mercato.
«Nu couché» (1917-1918), 170,4 milioni di dollari, Christie’s, New York, 2015
«Nu couché (sur le côté gauche)» (1917), 157,2 milioni di dollari - Sotheby’s, New York, 2018
«Tête» (1910-1912), 70,7 milioni di dollari - Sotheby’s, New York, 2014
«Nu assis sur un divan (la belle romaine)» (1917), 68,9 milioni di dollari - Sotheby's, New York, 2010
«Nu assis au collier» (1917), 63,9 milioni di dollari - Sotheby’s, Londra, 2026
Ludovica Zecchini
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