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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliNon tutte le bandiere bianche sono destinate a rimanere issate in via definitiva. Niente drammi o sentenze drastiche, né sulle gallerie in questione né sul sistema in generale. Anche perchè è difficile tenere un conto preciso delle realtà che aprono e di quelle che chiudono, rendendo ogni bilancio impreciso e provvisorio, dunque non utile a bilanci che superino un'impressione superficiale. D'altra parte, è però impossibile ignorare come il 2025 abbia visto tante realtà annunciare la chiusura o un ridimensionamento delle proprie attività. Segnali che accendono dei campanelli d'allarme tra gli operatori e invitano il sistema a ripensare il proprio modello, soffocato da costi fissi enormi (pensiamo solo alla gestione di una galleria in centro a Manhattan) e da dinamiche spesso controproducenti, come quella che impone sostanzialmente la partecipazioni alle più importanti (e costose) fiere internazionali, fondamentali per raggiungere alti livelli di vendita durante l'anno. Se a questo aggiungiamo una cornice storica in cui il gusto e l'anagrafe del collezionismo è in transizione, lo scenario appare più che mai incerto. Di seguito le gallerie che nel 2025 hanno scelto di togliersi dal gioco, o di cambiare il loro modo di giocare.
The Gallery Apart
Giugno 2025 – Roma
The Gallery Apart, storico spazio romano fondato nel 2003 da Fabrizio Del Signore e Armando Porcari, ha chiuso dopo 22 anni di attività. Riconosciuta per il suo programma di ricerca e sperimentazione, la galleria ha sostenuto artisti emergenti e affermati sia italiani che internazionali, diventando un punto di riferimento nella scena contemporanea. La chiusura è stata motivata dalle crescenti difficoltà economiche e strutturali per gli spazi indipendenti in Italia, in un contesto di mercato sempre più selettivo. I fondatori hanno sottolineato come proseguire l’attività negli spazi di Roma fosse ormai insostenibile, segnando così la conclusione di un ciclo significativo nella storia dell’arte contemporanea italiana.
Blum & Poe
Luglio 2025 – Los Angeles/Tokyo
Tim Blum ha annunciato la conclusione dell’attività di Blum & Poe, galleria fondata nel 1994 e attiva tra Los Angeles e Tokyo, con un’espansione a New York in programma. La chiusura, descritta come un “sunset”, arriva in un contesto di mercato difficile per spazi con strutture organizzative complesse. Mantenere più sedi e un programma internazionale comportava costi sempre più gravosi rispetto alle vendite. La decisione volge quindi a ridefinire il proprio sistema operativo, con la galleria che proverà a fare a meno di uno spazio espositivo permanente e di artisti in rappresentanza esclusiva.
Venus Over Manhattan
Luglio 2025 – New York
Fondata nel 2011 da Adam Lindemann, Venus Over Manhattan ha chiuso dopo 14 anni. Lindemann ha dichiarato: “It’s time to wave the white flag”. La galleria, nota per un programma curatoriale ambizioso, ha risentito di costi operativi elevati e di un contesto in cui sostenere spazi a New York è sempre più complesso. Anche se segnali positivi emergono in altri segmenti del mercato, la contrazione delle vendite rispetto alle spese fisse ha reso difficile proseguire.
Clearing Gallery
Agosto 2025 – New York/Los Angeles
Clearing Gallery ha cessato le attività nelle sedi di New York e Los Angeles dopo 14 anni. La partecipazione alle fiere internazionali, cruciali per le vendite, richiedevano risorse crescenti, in un periodo in cui il business si è fatto più imprevedibile e i costi strutturali elevati. La gestione simultanea di più spazi è diventata sempre meno sostenibile. La chiusura conclude un’esperienza significativa, senza essere legata a un singolo evento scatenante, ma piuttosto a difficoltà economiche diffuse.
Uno scorcio degli spazi interni di Pace Gallery ad Hong Kong. Courtesy of Pace Gallery
Tanya Bonakdar Gallery
Agosto 2025 – Los Angeles
Lo spazio di Los Angeles della Tanya Bonakdar Gallery ha chiuso dopo sette anni di attività. La galleria continuerà a operare esclusivamente nella sua nuova sede di New York, scegliendo di interrompere la presenza in California nell'ottica di una riorganizzazione complessiva. Il mercato locale, con vendite meno consistenti, ha reso più complessa la sostenibilità di uno spazio permanente.
NOW Gallery
Agosto 2025 – Londra
NOW Gallery, spazio espositivo di Londra, ha chiuso alla fine di agosto 2025 dopo 11 anni. Inaugurata nel 2014 con le sue esposizioni temporanee era diventata un punto di riferimento per progetti d’arte, design e cultura visiva in generale. La fine dell’attività riflette difficoltà generali per spazi indipendenti di medie dimensioni nel sostenere programmi regolari in un contesto economico complesso.
Tilton Gallery
Settembre 2025 – New York
La Tilton Gallery ha annunciato la propria chiusura nel settembre 2025, a otto anni dalla scomparsa della fondatrice. Dopo la sua morte, la galleria aveva continuato a operare, ma senza una ridefinizione strutturale del progetto. In un mercato sempre più selettivo, mantenere uno spazio a New York è diventato progressivamente complesso. La chiusura appare come l’esito di un processo graduale, legato a questioni di successione e a difficoltà economiche diffuse.
LA Louver
Settembre 2025 – Los Angeles
Storica galleria di Los Angeles, LA Louver ha chiuso nel settembre 2025 dopo decenni di attività. Radicata nel tessuto artistico locale, la galleria aveva costruito una solida reputazione basata su relazioni di lungo periodo con artisti e collezionisti. Negli ultimi anni, però, i costi di gestione degli spazi fisici sono aumentati mentre le vendite si sono rarefatte.
Sean Kelly Gallery
Settembre 2025 – Los Angeles
La Sean Kelly Gallery non chiuderà completamente, ma ha cessato di organizzare mostre pubbliche nella sua sede di Los Angeles (LA) alla fine del 2025, trasformandola in uno spazio destinato a visite private e concentrandosi sulla sua sede principale di New York e sulla partecipazioni alle fiere internazionali.
Uno scorcio degli spazi interni di The Gallery Apart a Roma
Pace Gallery
Ottobre 2025 – Hong Kong
Pace Gallery ha chiuso la sede di Hong Kong nel 2025, ponendo fine alla presenza nell’edificio H Queen’s dopo sette anni. La galleria ha deciso di non rinnovare il contratto di locazione alla fine dell’ultima mostra programmata. Pur mantenendo uffici operativi, Pace ha sottolineato che lo spazio non rispondeva più alle esigenze strategiche, in un mercato asiatico segnato da un rallentamento e da dinamiche meno favorevoli rispetto al passato.
Perrotin
Ottobre 2025 – Hong Kong
La sede di Hong Kong della galleria internazionale Perrotin ha chiuso il 1º ottobre 2025, dopo sei anni di attività. Pur non annunciando l’intenzione di chiudere a Hong Kong per sempre, al momento la galleria ha deciso di lasciare la location, studiando la possibilità di trovarne un'altra in una diversa zona della città. La decisione riflette un contesto sempre più complesso per gli spazi di grandi dimensioni nella città asiatica.
Claudia Altman-Seigel
Settembre 2025 – San Francisco
Dopo circa 16 anni, la galleria Claudia Altman-Seigel ha chiuso a San Francisco nel settembre 2025. La fondatrice ha citato difficoltà del mercato locale, con una base di collezionisti in riduzione e vendite meno consistenti.
Rena Bransten Gallery
Novembre 2025 – San Francisco
La Rena Bransten Gallery di San Francisco ha chiuso la sua sede fisica nel novembre 2025 dopo quasi 50 anni di attività. Fondata nel 1974, la galleria aveva sostenuto artisti locali e nazionali e partecipato alla scena artistica cittadina con programmi multidisciplinari. Nonostante annunci di progetti futuri come pop-up shows e collaborazioni con organizzazioni non-profit, la chiusura dello spazio riflette difficoltà legate a vendite nazionali in contrazione, costi immobiliari e mutamenti nei gusti dei collezionisti.
Galerie Francesca Pia
Ottobre 2025 – Zurigo
Fondata nel 1990, la Galerie Francesca Pia ha chiuso a Zurigo nell’ottobre 2025, dopo oltre trent’anni di attività. La galleria aveva costruito un programma internazionale consolidato, ma il mantenimento dello spazio è diventato oneroso in un contesto di contrazione del mercato. La chiusura rappresenta la conclusione di un lungo ciclo, senza un evento improvviso specifico.
Sperone Westwater
Novembre 2025 – New York
Nel novembre 2025 Sperone Westwater ha chiuso dopo circa cinquant’anni di attività durante una disputa legale tra i fondatori che ha reso impossibile proseguire il progetto. Operando già in un mercato complesso con costi elevati e vendite incerte, il conflitto interno ha accelerato la decisione di chiudere una delle presenze storiche più longeve di New York.
Uno scorcio della mostra in corso a New York di Santiago Yahuarcani presso la Stephen Friedman Gallery. Courtesy of Stephen Friedman Gallery
Stephen Friedman Gallery
Novembre 2025 – New York
La sede newyorkese della Stephen Friedman Gallery ha chiuso nel novembre 2025, meno di tre anni dopo l’apertura. Il progetto di espansione dalla sede londinese non ha raggiunto i risultati previsti, e la gestione dello spazio a Manhattan si è dimostrata complessa in un mercato rallentato. La galleria continua la sua attività a Londra.
Project Native Informant
Novembre 2025 – Londra
Project Native Informant ha chiuso a Londra nel novembre 2025. Notata per la sua programmazione sperimentale, ma la sostenibilità economica di uno spazio dedicato alla ricerca è diventata difficile da mantenere, e la chiusura segna la conclusione del progetto londinese.
Nir Altman
Novembre 2025 – Monaco
La galleria Nir Altman ha cessato l’attività a Monaco nel novembre 2025, segnando la fine di un progetto in un mercato locale relativamente limitato. La gestione di uno spazio permanente è diventata onerosa, e la fine dell’attività è stata annunciata senza spiragli di un nuovo capitolo.
High Art
Dicembre 2025 – Parigi
Nel dicembre 2025 High Art ha chiuso il proprio spazio fisico a Parigi, pur mantenendo altre attività. La scelta di abbandonare lo spazio permanente riduce i costi fissi e indica una strategia più flessibile, adattata a un contesto di mercato incerto.
Stevenson Gallery
Dicembre 2025 – Johannesburg
Stevenson Gallery ha chiuso la sede di Johannesburg nel dicembre 2025, dopo 17 anni di attività, mantenendo operative le sedi di Cape Town e Amsterdam. La chiusura riflette le difficoltà del mercato locale, con risorse concentrate in contesti ritenuti più sostenibili, pur senza interrompere l’attività complessiva.
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