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Una veduta di Palazzetto Tito a Venezia, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa

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Una veduta di Palazzetto Tito a Venezia, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa

Assegnati gli studi d’artista 2025-26 della Fondazione Bevilacqua La Masa

Lo storico e prestigioso ente ha affidato la curatela della nuova edizione a Camilla Mozzato, che porterà alcuni bozzetti degli artisti selezionati ad Arte Fiera Bologna

Beatrice Timillero

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Il 20 e 21 gennaio, rispettivamente presso l’Emeroteca dell’Arte a Mestre e Palazzetto Tito a Venezia, si sono tenute le presentazioni dei nuovi artisti emergenti vincitori del bando 2025-26 per l’assegnazione degli studi d’artista all’interno degli spazi della Fondazione Bevilacqua La Masa. Lo storico e prestigioso ente (in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia), ha affidato la curatela del nuovo ciclo a Camilla Mozzato, già responsabile dei master Curatorial Practice e Arts Management presso lo IED di Milano nonché incaricata dal 2015 al 2025 della gestione dei progetti speciali del Centro Pecci di Prato.

Rispetto all’annessione di dieci nuovi atelier, avvenuta nel 2024 in seguito alla riapertura dell’Emeroteca, la stagione 2025-26 inaugurata lo scorso dicembre vede aumentare ulteriormente le postazioni di lavoro messe a disposizione dalla fondazione: il totale passa da 25 a 28, inclusi gli spazi dedicati alle vincitrici del bando «Artefici del nostro tempo» (Carlotta Mazzariol e Irene Stellin), e del Premio Mestre di Pittura (Anna Benetti).

Un numero cospicuo che, considerando l’imminente appuntamento della fondazione con Arte Fiera a Bologna (6-8 febbraio), si coniuga a fatica con l’ampiezza di un regolare stand. La decisione di Mozzato di presentare per l’occasione bozzetti e progetti in via di sviluppo corrisponde non solo alla volontà di mostrare lavori riferiti al periodo di residenza, quindi necessariamente in fase germinale, ma anche di risolvere il problema di un eventuale allestimento ricollegandosi inoltre al tema generale che contraddistingue la residenza. Quest’ultimo prevede infatti un’analisi dell’atelier come luogo privilegiato, la cui qualità principale consiste nella possibilità di acquisire esperienze dirette che siano svincolate dal loro successo.

Al di là della valorizzazione dell’ambiente dedicato alla pratica come uno spazio atemporale, la residenza favorirà l’interlocuzione tra i partecipanti e diversi addetti ai lavori residenti per lo più a Venezia. A differenza degli incontri previsti con gli ex membri, che saranno aperti al pubblico, queste riunioni saranno una prerogativa degli artisti e avranno lo scopo di fornire loro strumenti a sufficienza per orientarsi in futuro all’interno della sfera professionale.

Di seguito gli artisti selezionati: Irene Mathilda Alaimo, Daniele Antoniazzi, Nina Baietta, Anna Benetti, Martina Biolo, bottega hospites, Nuvola Camera, C. A. Castro Lobato, Paola Cenati, Cecilia Cocco, Ilaria Costaglia, Giorgio Maria Crescentini, Barbara Koller D’Alessandro, Enzo e Barbara, Simone Fochesato, Giulia Gaffo, Ketty Gobbo, Federica Gottardello, Hetty Laycock, Besnik Lushtaku, Rovers Malaj, Carlotta Mazzariol, Sara Pacucci, Isabella Ponte, Lorenzo Seano, Irene Stellin, Tommaso Viccaro e Zeroscena.

Beatrice Timillero, 03 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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Approfondendo la complementarità tra gli ambiti curatoriali, logistici e di progettazione, il volume mira a chiarificare procedure solitamente vissute soltanto in prima persona dagli addetti ai lavori, svelando retroscena difficilmente intuibili a una prima impressione.

Assegnati gli studi d’artista 2025-26 della Fondazione Bevilacqua La Masa | Beatrice Timillero

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