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Redazione
Leggi i suoi articoliCon le Avanguardie di inizio Novecento il vetro, affascinante materiale funzionale quanto decorativo, diventò di fatto un medium artistico ampliando le sperimentazioni operate dai creativi sulla materia. Nella piccola isola veneziana di Murano, che vanta una lunga storia di innovazione nella produzione del vetro di lusso tanto da diventarne il principale centro d’Europa dall’alto medioevo al Rinascimento italiano, riprese nel dopoguerra l’attività delle storiche fornaci che iniziarono a collaborare anche con artisti, architetti e designer nella progettazione di prodotti di grande fascino, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Chi visita la laguna non può fare a meno di andare alla scoperta di queste mitiche fucine per apprendere le grandi potenzialità, la lavorazione e l'utilizzo più attuale del fragile materiale. A rendere ulteriore omaggio al vetro e alle sue declinazioni più originali entra in campo una nuova galleria d’arte che ha sede proprio a Murano. Inaugura i suoi spazi il 12 febbraio alle ore 18 Barovier&Toso ARTE «dedicata ad artisti contemporanei che si confrontano con il medium del vetro quale parte integrante della loro identità artistica» (Palazzo Barovier&Toso Sala dell’acqua - 2° piano - Fondamenta Manin 1/D 30141 Murano Venezia).
«Barovier&Toso ARTE nasce per valorizzare il vetro come linguaggio dell'arte contemporanea, superando i preconcetti che spesso lo limitano all’artigianato. La galleria rappresenta artisti che integrano il vetro nelle loro pratiche, esplorando il dialogo con altre discipline come pittura e scultura. Murano, questa piccola isola, è il cuore pulsante della tradizione millenaria del vetro. Essere qui significa prima di tutto attingere direttamente al sapere insostituibile dei maestri vetrai e assumersi la responsabilità di preservare un patrimonio culturale fragile, spesso minacciato dall’abbandono e dalla perdita di competenze, ma anche dare continuità all’azienda storica», ha dichiarato Mara Hofmann, direttrice della galleria
La mostra che apre il programma espositivo si intitola «Glass Art in Dialogue / Arte del vetro in dialogo» di Marija Jaensch e Amy Thai (dal 13 febbraio all’8 giugno). Le due artiste non sono nuove a Venezia , hanno già collaborato in occasione della 60ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, partecipando al progetto collettivo «H2O Venezia: Diari d'acqua / Water Diaries», omaggio alla città e al suo ambiente naturale. L’olandese Marija Jaensch ha studiato Storia dell’arte e archeologia a Utrecht, Filosofia ed estetica interdisciplinare ad Amsterdam e Storia dell’arte a Berlino. Nel 2006 ha conseguito una laurea in Storia dell'arte. L’australiana Amy Thai invece ha iniziato il suo percorso lavorando con i fiori e le pietre ed esplorando la connessione tra arte e natura. Per il percorso da Barovier&Toso ARTE si sono confrontate per la prima volta con il vetro e hanno collaborato con i locali maestri vetrai.
Cosa si troverà in mostra? Le opere nate da questa esperienza che dialogheranno con quelle esposte durante la Biennale. «La mostra rappresenta un’occasione unica per scoprire il vetro come mezzo espressivo e immergersi nell’incontro tra due artiste straordinarie e l’antica tradizione muranese. Attraverso Barovier&Toso ARTE, questa tradizione viene reinterpretata in visioni contemporanee di grande suggestione. Il vetro trova spazio come forma dinamica e interdisciplinare, capace di dialogare con pittura, scultura, disegno, tessile e altre pratiche artistiche. Superando i preconcetti che lo relegano al solo ambito artigianale, il vetro torna ad essere uno strumento sofisticato e potente di espressione creativa per gli artisti del nostro tempo», si legge nel comunicato stampa ufficiale dell’evento.
Palazzo Barovier&Toso. Cortesia di Barovier&Toso ARTE
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