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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliGiornate di nomine nei musei parigini. Dopo Christophe Leribault, che subentra alla dimissionaria Laurence des Cars alla guida del tormentato Louvre, il presidente Emmanuel Macron su proposta della ministra della Cultura Rachida Dati, ha designato oggi Annick Lemoine alla presidenza dell’«Établissement public des musées d’Orsay et de l’Orangerie-Valéry Giscard d’Estaing», rimasta vacante dopo l’improvvisa scomparsa, la scorsa estate, di Sylvain Amic (in questi mesi il museo è stato retto ad interim da Julia Beurton).
Lemoine, che attualmente dirige il Petit Palais, prenderà le redini del d’Orsay e dell’Orangerie dal 19 marzo. «Annick Lemoine proseguirà l’azione e la dinamica avviate da Sylvain Amic e tragicamente interrotte. precisa il Ministero della Cultura in un comunicato. Farà della qualità del percorso di visita e dell'accoglienza di tutti i pubblici, nella loro diversità, in particolare i giovani, una priorità, in un museo aperto alla società contemporanea e al mondo. Accompagnerà inoltre gli importanti lavori di ristrutturazione degli spazi di accoglienza, che inizieranno nell’autunno 2026, e vigilerà sulla politica di sicurezza della struttura [...], rafforzando al contempo il prestigio internazionale dell’istituzione e le partnership strette con istituzioni di tutto il mondo, all’altezza della ricchezza delle sue collezioni e del suo progetto scientifico e culturale». I due musei nel 2025 hanno visto un leggero calo di visitatori (-1%) rispetto al 2024, con 4,9 milioni di presenze.
Cinquantasette anni, storica dell’arte con un dottorato alla Sorbona, ha pubblicato numerosi lavori sulla pittura italiana del Sei e Settecento, sulla fortuna di Caravaggio e sulla pittura dei caravaggisti, ed è autrice dell’opera di riferimento, uscita nel 2007, su Nicolas Régnier, uno dei principali contemporanei di Valentin de Boulogne. Ha curato, tra le altre, la mostra «I bassifondi del Barocco. La Roma del vizio e della miseria» (con Francesca Cappelletti, Parigi e Roma, 2014) e «Valentin de Boulogne. Oltre Caravaggio» (con Keith Christiansen, Parigi e New York, 2017).
Dal 2022 dirigeva il Petit Palais-Museo delle belle arti della città di Parigi. Nel 2009 aveva lavorato in qualità di consulente responsabile dell’istruzione, dell'insegnamento artistico e della storia dell’arte presso il gabinetto dell’allora ministro della Cultura Frédéric Mitterrand, prima di essere nominata nel 2010 responsabile del dipartimento di storia dell’arte dell’Accademia di Francia a Roma. Cinque anni dopo, nel 2015, aveva assunto la direzione scientifica del Festival de l’histoire de l’art, organizzato dall’Institut national d’histoire d’art (Inha) e dallo Château de Fontainebleau. Nel 2018 le era stata affidata la direzione del Musée Cognacq-Jay, dedicato alle arti del Settecento.
Durante il mandato al Grand Palais Lemoine ha allestito mostre che hanno riscosso un grande successo di pubblico, dedicate, tra gli altri, a Sarah Bernhardt, Jusepe de Ribera, Jean-Baptiste Greuze, all’«ecoattivista» Théodore Rousseau, al padre della haute couture Frederick Worth, ma anche alla Street Art, con una sessantina di artisti in dialogo con tele dell’Ottocento, e più di recente, al finlandese «pittore della neve» Pekka Halonen, appena conclusasi.
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