Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa National Gallery di Londra arricchisce la propria collezione con tre importanti dipinti di artisti svizzeri grazie alla donazione dei collezionisti Richard e Luba Barrett, specialisti dell’arte elvetica dal XV agli inizi del XX secolo. «Siamo molto grati a Richard e Luba Barrett per questa generosa donazione di tre dipinti eccezionali realizzati da artisti svizzeri del XVIII e XIX secolo, commenta il direttore, Gabriele Finaldi. Oltre a un suggestivo ritratto di Hodler e a un raffinato paesaggio di Calame, ci è stata donata la prima opera di Angelica Kauffmann ad entrare a far parte dell’attuale collezione della National Gallery».
Tra le opere spicca «Achille scoperto tra le figlie di Licomede» di Angelica Kauffmann (1701-1807), il primo dipinto storicista dell’artista a entrare nella collezione permanente del museo (e di conseguenza in una collezione nazionale del Paese) e la prima sua opera acquisita dalla National Gallery dopo la perdita di un altro dipinto in prestito alla Guidhall di Plymouth, distrutto durante un bombardamento nel 1941.
Realizzata tra il 1787 e il 1788, nel momento di massimo successo europeo della pittrice, l’opera è un grande bozzetto preparatorio per la versione finale commissionata da Caterina la Grande e oggi conservata al Museo dell’Accademia delle Arti di San Pietroburgo. Il soggetto, tratto dalla mitologia greca, raffigura il momento in cui Achille, nascosto dalla madre Teti tra le figlie del re Licomede per sottrarlo al destino della guerra di Troia, si tradisce impugnando le armi offerte da Ulisse e Diomede.
Fondatrice della Royal Academy nel 1768 e tra le pochissime donne ad aver raggiunto fama internazionale nel XVIII secolo, Kauffmann dipinse quest’opera dopo il trasferimento a Roma.
La donazione comprende anche «Ritratto di Louis Montchal» (1885) di Ferdinand Hodler (1853-1918), primo ritratto dell’artista svizzero a entrare nella collezione dell’istituzione londinese, che dal 2022 custodisce «La valle del Kien con la Bluemlisalp in lontananza» (1902). Il dipinto, dedicato allo scrittore, editore e bibliotecario Louis Montchal (1853-1927), restituisce con intensa forza psicologica uno dei protagonisti del vivace ambiente simbolista ginevrino di fine Ottocento.
Completa il lascito «Quattro grandi alberi» di Alexandre Calame (1810-64), studio en plein air databile prima del 1850 che conferma il ruolo del pittore tra i maggiori paesaggisti svizzeri del XIX secolo, andando a rafforzare ulteriormente il più importante nucleo di opere di Calame conservato nel Regno Unito («Il Lago di Thun», 1854, «A Handeck», 1860 ca, «Chalet a Rigi», 1861).
Le tre opere sono esposte al pubblico dal 2 luglio, rispettivamente nella Sala 37, 44 e 39.
Ferdinand Hodler, «Ritratto di Louis Montchal», Londra, The National Gallery. Foto © The National Gallery, London
Alexandre Calame, «Quattro grandi alberi», prima del 1850, Londra, The National Gallery. Foto © The National Gallery, London
Altri articoli dell'autore
In occasione del 250mo anniversario del Paese, l’organizzazione non profit lancia un nuovo programma, «Irreplaceable America», per offrire un anno di consulenza specialistica e attività di advocacy a siti chiave nella memoria collettiva e nella vita civica come il Black Mountain College, le Watts Towers, due chiese missionarie spagnole, il primo ospedale per il vaiolo di New York e la città di New Orleans
A marzo sono stati rimpatriati 11 esemplari, mentre ora ne sono tornati in patria 18: una parte delle opere rientrate in patria sarà esposta al Museo nazionale di Lagos, mentre il nucleo principale viaggerà verso casa, lo Stato nigeriano di Edo
Il primo e il 2 luglio torna Milano ReMapped Summer Festival, la cui quarta edizione è dedicata alle creatività indipendenti e alle ricerche che sfuggono ai confini disciplinari
Con le nomine di Matteo Balduzzi alla direzione artistica e Gabriella Guerci alla segreteria generale, il Museo Nazionale di Fotografia inaugura una nuova fase. Tra gli obiettivi: rafforzare ricerca, collezioni e collaborazioni internazionali, mentre prendono il via i prossimi progetti espositivi



