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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliL’asta Design e Stile Italiano organizzata da Wannenes si conferma come un appuntamento di primo piano per il collezionismo di modernariato. Il 26 e 27 febbraio, nella sede di Genova, saranno battuti 795 lotti che restituiscono una visione articolata del design del Novecento, intrecciando maestri italiani e protagonisti internazionali in un dialogo tra forma, funzione e sperimentazione.
Tra i nuclei più significativi spicca la selezione dedicata a Isamu Noguchi (Los Angeles, 17 novembre 1904 – New York, 30 dicembre 1988), figura chiave del panorama artistico del XX secolo. Scultore, architetto, designer e scenografo statunitense di origine giapponese, Noguchi ha costruito la propria poetica partendo dai materiali: inizialmente il metallo, impiegato in sculture di forte semplicità formale; durante il periodo bellico ampliò la propria ricerca a materiali inusuali come pietra, legno e osso. La svolta avvenne nel dopoguerra, quando l’incontro con l’Ikebana e l’approfondimento dei giardini zen orientarono il suo linguaggio verso una dimensione sempre più naturalistica e monumentale. Tornato negli Stati Uniti, divenne celebre per i progetti di spazi pubblici e interventi ambientali, tra cui il Giardino della Pace commissionato per la sede parigina dell’UNESCO. Parallelamente si impose anche come scenografo, curando la prima di Orpheus di Igor Stravinskij e collaborando con la compagnia di Martha Graham, contribuendo a ridefinire il dialogo tra spazio, luce e movimento.
Isamu Noguchi, Lampada da terra mod. S2 degli anni ’60. Stima: 2.400 - 2.600 euro. Courtesy of Wannenes
Michele Cascella, servizio di piatti Vedute d'Italia, 56 pezzi. Stima: 2mila - 3mila euro. Courtesy of Wannenes
In asta compaiono due esemplari della celebre serie Akari, sintesi perfetta della sua concezione della luce come scultura: il lotto 190, lampada da terra modello 10A degli anni Cinquanta in acciaio verniciato, carta di gelso e legno (stima 2.400 – 2.600 euro), e il lotto 174, modello S2, realizzato negli anni Sessanta in Giappone in fusione di ghisa, ferro smaltato e carta di gelso (stima 2.400 – 2.600 euro). In queste opere si coglie l’equilibrio tra artigianalità orientale e sensibilità modernista occidentale che ha reso Noguchi un autore imprescindibile.
Accanto a lui, l’eleganza milanese di Luigi Caccia Dominioni è rappresentata dalla coppia di armadi contenitori modello MB3 (lotti 175 e 177), prodotti da Azucena negli anni Settanta. In legno laccato con metallo cromato, sono stimati mille – 1.500 euro ciascuno e incarnano un’idea di lusso sobrio e funzionale.
Il percorso nell’eccellenza italiana prosegue con Gio Ponti e le poltrone modello Continuum (lotti 215 e 216). La prima, anni Cinquanta, intreccia canna d’India, midollino e tessuto imbottito (stima 2mila – 3mila euro); la seconda, intorno al 1960, in canna d’India, è stimata 2.600 – 2.800 euro. Due sedute che raccontano la tensione di Ponti verso leggerezza strutturale e modernità. Di forte impatto il lotto 795: la lampada a sospensione Quisisana di Ettore Sottsass, prodotta da Memphis negli anni Ottanta (stima mille – 1.500 euro), manifesto dell’estetica radicale e anticonvenzionale del gruppo.
Sul fronte internazionale si segnala il mobile a ribalta del duo Dominique (lotto 123), raffinato esempio francese anni Sessanta in legni esotici, acero, pergamena e ottone (stima 2.600 – 2.800 euro). Completano il catalogo la coppia di lampade da parete modello 1481 di Max Ingrand per Fontana Arte (lotto 102, stima 3mila– 4mila euro); il servizio Vedute d’Italia di Michele Cascella (lotto 91, stima 2mila – 3mila euro); e il divano del 1955 circa di Ico Parisi per Cassina (lotto 244), con una delle stime più rilevanti dell’asta: 8mila – 10mila euro.
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