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Arthur Perault al lavoro

Courtesy of Aguttes

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Arthur Perault al lavoro

Courtesy of Aguttes

Aguttes accende i riflettori sulla cultura pop

Nasce il dipartimento “Pop Culture & Memorabilia”: strumenti iconici, costumi di scena e grandi archivi entrano in asta con il rigore dell’arte

Monica Trigona

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La cultura pop come grande racconto del nostro tempo. Con questa visione la casa d’aste francese Aguttes inaugura il nuovo dipartimento Pop Culture & Memorabilia, un’apertura che segna una svolta strategica per la maison e che intercetta un mercato in piena espansione, dove musica, cinema e memoria collettiva diventano patrimonio da tutelare e valorizzare.

L’obiettivo appare chiaro: offrire a collezionisti e istituzioni un contesto serio e qualificato in cui valutare, periziare, vendere o acquistare oggetti rari con la stessa esigenza riservata a un’opera d’arte. Strumenti musicali, costumi cinematografici, archivi privati e oggetti personali non sono più soltanto memorabilia emotive, ma testimonianze culturali da leggere e tramandare.

Per guidare il dipartimento, Aguttes accoglie nel proprio team Arthur Perault, specialista con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Proveniente dal mondo della musica, Perault ha inizialmente lavorato su strumenti, archivi e oggetti legati alla pratica artistica, ampliando progressivamente il suo campo all’intrattenimento e alla cultura popolare. Ha organizzato e condotto diverse vendite tematiche dedicate a figure di spicco della musica e della cultura contemporanea, collaborando con collezionisti privati e aventi diritto. La sua visione è riassunta in una dichiarazione che definisce chiaramente l’identità del progetto: «La cultura pop è una delle grandi narrazioni della nostra epoca. La musica e il cinema ne sono i principali vettori. Quando uno strumento, un costume o un oggetto di scena sono ben documentati, vanno oltre la loro funzione primaria: diventano testimoni culturali, portatori di memoria, contesto e trasmissione. Il mio lavoro consiste nell'identificare questi oggetti, garantirne la provenienza e restituire loro un posto leggibile nella storia».

Il nuovo dipartimento raccoglie oggetti della cultura popolare del XX e XXI secolo, scelti per la loro provenienza verificabile e per il loro valore storico. Strumenti emblematici, archivi, costumi, accessori di scena o elementi di produzione vengono selezionati con lo stesso rigore riservato alle opere d’arte o ai documenti storici. Ogni oggetto racconta una piccola storia della grande storia e viene trasmesso a chi ne scriverà il prossimo capitolo.

L’ambito musicale comprende strumenti cult e chitarre da collezione, memorabilia di concerti, manoscritti e spartiti autografi, attrezzature professionali da studio come microfoni e console analogiche, vinili rari ed edizioni limitate, fino a poster e fotografie di artisti. Dal pop rock all’hip hop, il patrimonio sonoro contemporaneo trova così una cornice strutturata e specialistica. Il cinema, la televisione e le serie entrano invece nel perimetro della cosiddetta “cinemabilia”: costumi di scena, accessori, scenografie, concept art, sceneggiature originali e copioni annotati, celluloids di animazione, locandine e archivi di film e serie cult. Oggetti che hanno costruito l’immaginario collettivo e che oggi assumono un valore storico sempre più riconosciuto.

Completa il dipartimento la sezione dedicata ai grandi archivi contemporanei: oggetti personali, autografi, lettere e documenti firmati, archivi privati e pubblici provenienti da personalità che hanno segnato l’evoluzione culturale e sociale del nostro tempo.

La prima vendita, Pop Culture & Memorabilia, è prevista per il 6 maggio. L’intento è costruire un catalogo rappresentativo della ricchezza e della diversità di questo mercato, riportando sotto i riflettori costumi, strumenti e oggetti appartenuti a figure che hanno contribuito in modo determinante all’immaginario del Novecento e del nuovo millennio. Ogni lotto sarà oggetto di un approfondito lavoro di valorizzazione della provenienza, così da restituire pienamente il contesto storico e artistico in cui è nato.

 

Monica Trigona, 12 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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