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Tra gli spazi del Giardino delle Arti riprende vita un enorme carillon settecentesco che diventa qui dispositivo relazionale prima ancora che estetico
- Alessia De Michelis
- 20 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
La giostra di Laila Gohar per Arket nel Giardino delle Arti a Milano
Alla Milano Design Week Laila Gohar propone un giro in giostra con frutta e verdura
Tra gli spazi del Giardino delle Arti riprende vita un enorme carillon settecentesco che diventa qui dispositivo relazionale prima ancora che estetico
- Alessia De Michelis
- 20 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAlla Milano Design Week, tra gli spazi del Giardino delle Arti, una giostra settecentesca riemerge come dispositivo contemporaneo, sospeso tra memoria e reinvenzione. L’antico manufatto, proveniente da Wiesbaden, storico centro dell’artigianato ligneo, e tramandato nella famiglia Degli Innocenti, appartiene a una tradizione ormai rara di ingegneria e design delle giostre. Su questa struttura sopravvissuta al tempo ha lavorato oggi l’artista egiziana Laila Gohar, trasformandola in un’opera che interroga la relazione tra oggetto, uso e immaginario.
L’intervento è minimo ma radicale: le figure originarie vengono sostituite da frutta e verdura sovradimensionate, lasciate quasi intatte nella loro riconoscibilità. Un unico taglio netto ne modifica la funzione, rendendole sedute e attivando così una dimensione partecipativa. Scala e posizionamento ridefiniscono lo spazio scenico, mentre la materia conserva un’immediatezza culturale e simbolica.
L’opera, a metà tra scultura e scenografia interattiva, riflette il linguaggio teatrale di Gohar e la sua attenzione per una bellezza accessibile, radicata nel quotidiano ma capace di sorprendere. «Volevamo creare qualcosa di aperto e inclusivo», afferma l’artista, sottolineando come la giostra, familiare e condivisa, diventi qui dispositivo relazionale prima ancora che estetico.
Il progetto nasce in occasione della collaborazione con Arket, che debutta il 21 aprile anche online e in store, segnando l’ingresso di Gohar nel prêt-à-porter. La collezione di 27 capi traduce in abiti questa stessa tensione tra funzionalità e immaginazione, tra quotidianità ed eccezionalità.
Aperta al pubblico dal 20 al 24 aprile, l’installazione si accompagna a un programma di ospitalità che include le proposte dell’Arket Café e un sistema di scambio con il negozio milanese del brand. Un’estensione esperienziale che ribadisce il cuore del progetto: un invito a partecipare, più che a osservare.