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Ludovico Pratesi
Leggi i suoi articoliClair-obscur non è soltanto una mostra collettiva che riunisce un centinaio di opere della Collezione Pinault alla Bourse de Commerce di Parigi, ma rappresenta un modello di narrazione interessante e originale che potrebbe ispirare le istituzioni museali italiane, ancora poco aperte alle sperimentazioni espositive.
All'interno di un tema legato a una parola che non indica il chiaroscuro, lo stile tipico della pittura caravaggesca, quanto piuttosto il contrasto tra il chiaro e l'oscuro, i curatori Emma Lavigne e Nicolas-Xavier Ferrand hanno trasformato gli spazi della Bourse de Commerce costruendo un percorso espositivo del tutto originale, che potremmo paragonare, mutatis mutandis, a una Divina Commedia contemporanea. La narrazione inizia al piano inferiore, negli spazi industriali dell'ex sala macchine, dove sono allestite le opere più importanti della sezione Notturno. In un'atmosfera misteriosa e inquietante si susseguono le immagini del video di Philippe Parreno La Quinta del Sordo (2021), che permettono al visitatore di entrare nei minimi dettagli delle Pitture nere affrescate da Goya sulle pareti della propria casa di campagna tra il 1820 e il 1823. Un'immersione in un mondo demoniaco e infernale che prosegue all'interno dell'auditorium con il viaggio compiuto dall'artista uzbeka Saodat Ismailova, raccontato nel video Melted into the Sun (2024), dedicato all'ambigua figura di Al-Muqanna, un santone vissuto nell'VIII secolo e proiettato nel XXI secolo.
Dai video si passa alla pittura monumentale con Axial Age (2005-2007) di Sigmar Polke: nove tele di grandi dimensioni raccontano il passaggio dalla pittura figurativa a un territorio nebbioso e incerto, sospeso tra storia, memoria e visione. Il percorso nelle tenebre della pittura prosegue in una sala del mezzanino interamente dedicata a Victor Man. I nove dipinti, immersi nella semioscurità, proiettano il visitatore in una dimensione atemporale grazie alla capacità dell'artista di reinterpretare la storia dell'arte con uno sguardo ambiguo e metafisico, riattivando la forza simbolica di icone come la figura della zingara protagonista di Titiriteros (2023).
Il centro della Rotonda è occupato da Fog Sculpture (2026) di Fujiko Nakaya, un'installazione interattiva che permette di modellare il vapore attraverso la presenza dei visitatori, i quali attendono pazientemente il proprio turno per attivare l'opera. È il punto di passaggio verso una dimensione diversa, quasi l'ingresso al Purgatorio, annunciato dalla sezione Nebbia, dove le grandi fotografie di Wolfgang Tillmans, come Lunar Landscape (2022), dialogano con Crossroads (1976), la celebre videoinstallazione di Bruce Conner composta da centinaia di immagini di funghi atomici, da Hiroshima all'atollo di Bikini, dove la nebbia si tinge di tragedia.
Più tradizionali, ma non per questo meno significative, sono le ultime due sezioni della mostra, allestite nelle gallerie laterali. Per Ombre i curatori hanno scelto di raccontare l'impatto della Seconda guerra mondiale su maestri come Jean Dubuffet, Alberto Giacometti e Germaine Richier. Le loro opere dialogano con le sculture antropomorfe della polacca Alina Szapocznikow, con un lavoro emblematico di Bruce Nauman, 3 Heads Fountain (3 Andrew) (2005), insieme a una serie di sculture di Danh Vo e a tre opere di forte impatto di Robert Gober.
L'ultima sezione, dedicata all'Incandescenza, riflette sul rapporto tra opera d'arte e trascendenza, ovvero su quella che i curatori definiscono un'"incandescenza interiore". Nel Paradiso di Clair-obscur trovano posto il video Hexentanz (1930) di Mary Wigman, una danza stregonesca di matrice espressionista, le opere neoprimitive di Louis Soutter, vicino all'Art Brut, e la sala dedicata a James Lee Byars, concepita come un tempio funerario che riunisce diverse opere attorno all'installazione Byars is Elephant (1997). La conclusione del viaggio è affidata alla videoinstallazione Fire Woman (2005) di Bill Viola, che chiude con un messaggio di speranza una mostra che fa dell'immersività uno dei suoi principali valori aggiunti. Il visitatore si sente coinvolto nel processo creativo ed è costantemente stimolato a riflettere sulla complessità dell'arte contemporanea del XXI secolo.
Clair-obscur è una mostra concepita come un'esperienza, fisica e concettuale, documentata da un catalogo ricco di contenuti. Si tratta di un traguardo espositivo al quale nessun museo pubblico italiano è ancora realmente arrivato, nonostante possa rappresentare uno strumento efficace per coinvolgere un pubblico più giovane e curioso, spesso distante dalle rassegne costruite secondo modelli tradizionali. Spazi come le Scuderie del Quirinale, Palazzo delle Esposizioni o Palazzo Reale a Milano potrebbero immaginare narrazioni più innovative o addirittura immersive, in accordo con le istituzioni internazionali come la Bourse de Commerce? La questione è sul tavolo.
Ludovico Pratesi
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