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Biblo, asce con intagli e manico decorato Ministero della Cultura, Direzione Generale delle Antichità del Libano

© Philippe Maillard

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Biblo, asce con intagli e manico decorato Ministero della Cultura, Direzione Generale delle Antichità del Libano

© Philippe Maillard

All’Institut du monde arabe 500 reperti dagli scavi di Biblo

Questo nuovo capitolo parigino, con oltre 470 opere, è una versione rivisitata della grande rassegna presentata nel 2022 al Rijksmuseum van Oudheden di Leida

I reperti archeologici rinvenuti sul sito di Biblo, in Libano, durante l’ultima missione franco-libanese di scavi, iniziata nel 2019, raggiungono finalmente l’Institut du monde arabe (Ima). La mostra «Biblo, città eterna» apre le porte dal 24 marzo al 23 agosto, con più di un anno di ritardo: prevista in un primo tempo per il novembre 2024, era stata rinviata a causa dei bombardamenti aerei israeliani in Libano, che avevano impedito il trasporto delle opere e messo in pericolo il sito. 

Nel 2022, già il Louvre, a Parigi, impegnato negli scavi insieme alla Direzione generale delle Antichità di Beirut, aveva presentato un piccolo allestimento, che faceva il punto sulle ricerche scientifiche a Biblo, dalla campagna di Ernest Renan del 1860 a oggi, e presentato una selezione di reperti in dialogo con le collezioni del museo. Questo nuovo capitolo parigino, con oltre 470 opere, è invece una versione rivisitata della grande rassegna presentata, sempre nel 2022, al Rijksmuseum van Oudheden di Leida. 

L’Ima accoglie oggetti che viaggiano raramente, molti dei quali ancora mai visti in Francia. Biblo, l’antica città fenicia (oggi Gebal), patrimonio Unesco, è uno dei siti più studiati del Medio Oriente. Fu occupato sin dal Neolitico (7000 a.C. circa) e già nel III millennio a.C. il villaggio originario si era trasformato in città fortificata, il cui porto commerciale fiorente faceva di Biblo un interlocutore privilegiato dell’Egitto faraonico, in particolare per l’esportazione del legno di cedro. Biblo svolse anche un ruolo essenziale nella storia della scrittura per la diffusione dell’alfabeto fenicio

Al centro della mostra sono gli oggetti provenienti dalla necropoli reale del I millennio a.C., scoperta nel 1922, completamente intatta, con gli ipogei dei sovrani Abi-Shemou e Yapi-Shemou-Abi: vasi d’oro e argento, giare, armi cerimoniali, specchi e parure in oro con pietre semipreziose. Oggetti spesso importati dall’Egitto, come gli amuleti a forma di scarabeo e i bauletti di ossidiana recanti i cartigli dei faraoni Amenemhat III e IV. È allestita anche la collezione di oggetti votivi rinvenuta nel Tempio degli Obelischi, tra cui suggestivi bronzetti maschili filiformi e altre statuette, anche di animali, tra cui un avvoltoio con le ali spiegate, talvolta rivestiti con una foglia d’oro.

Biblo, testa di toro, Età del Bronzo Antico, Terracotta Ministero della Cultura, Direzione Generale delle Antichità del Libano. © Philippe Maillard

Luana De Micco, 23 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

All’Institut du monde arabe 500 reperti dagli scavi di Biblo | Luana De Micco

All’Institut du monde arabe 500 reperti dagli scavi di Biblo | Luana De Micco