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Annex Gonzalez, «Tools detail».

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Annex Gonzalez, «Tools detail».

Al via la biennale americana dedicata alla fotografia

Dal 30 settembre al 3 ottobre prende il via l’ottava edizione della Biennale FotoFocus, che nell’area di Cincinnati riunisce 74 mostre in 65 sedi. Intitolata «The Long View», la manifestazione indaga il rapporto tra fotografia, tempo e distanza attraverso mostre, installazioni, performance e incontri, con opere di Trevor Paglen, Paul Mpagi Sepuya, Nancy Rexroth e Widline Cadet e un programma diffuso tra Greater Cincinnati, Dayton, Columbus e Northern Kentucky

Rebecca Donaldson

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FotoFocus torna nell’area di Cincinnati con l’ottava edizione della sua Biennale, intitolata «The Long View», in programma per tutto il mese di ottobre 2026, con il Programma inaugurale dal 30 settembre al 3 ottobre. La manifestazione, tra le più ampie negli Stati Uniti dedicate alla fotografia e alle arti basate sull’uso dell’obiettivo, coinvolge 74 mostre in 65 sedi distribuite tra la Greater Cincinnati, Dayton, Columbus e la Northern Kentucky. Musei, gallerie, università, scuole, teatri, centri culturali, biblioteche, parchi e altri spazi ospitano mostre personali e collettive, installazioni site-specific, progetti di arte pubblica, performance e proiezioni. Tra le nuove sedi entra anche il FotoFocus Center, inaugurato di recente e destinato a diventare uno dei nuovi punti di riferimento della manifestazione.

Il titolo «The Long View» introduce una riflessione sulla fotografia attraverso le idee di distanza e durata. L’espressione suggerisce uno sguardo capace di allargare la prospettiva e di considerare gli avvenimenti all’interno di un arco temporale più ampio, mettendo in relazione passato, presente e futuro. Nell’anno del semiquincentenario degli Stati Uniti, la Biennale utilizza la fotografia come strumento per interrogare la storia del Paese e il modo in cui le immagini contribuiscono a costruirne la memoria e a orientarne l’immaginario futuro. «The Long View» richiama inoltre due caratteristiche proprie della fotografia e degli obiettivi fotografici: la visione a lunga distanza e l’osservazione prolungata. È da questa doppia accezione che prende forma un programma che attraversa la storia, la tecnologia, la memoria, l’identità e le trasformazioni del paesaggio.

Le sei mostre principali sviluppano il tema attraverso prospettive differenti. Al FotoFocus Center, dal 1 ottobre 2026 al 23 gennaio 2027, «Trevor Paglen: The Most Merciful Thing in the World» riunisce fotografia, video e scultura realizzati dall’artista nell’arco di vent’anni. Paglen lavora sulle infrastrutture invisibili della sorveglianza, della tecnologia e della visione artificiale e utilizza strumenti fotografici e tecnologie contemporanee per rendere osservabile ciò che i sistemi di sorveglianza o il potere militare sono progettati per mantenere nascosto. Le opere passano dalle osservazioni telescopiche di siti militari e del cosmo alle tecnologie interattive di riconoscimento facciale, fino alle immagini generate dall’intelligenza artificiale e agli alternate-reality game. Il percorso mette così alla prova le capacità della percezione e della cognizione umana. La mostra, a cura di Kevin Moore, Artistic Director and Curator di FotoFocus, segna anche il ritorno di Paglen a Cincinnati, dove nel 2019 era stato keynote speaker del simposio FotoFocus AutoUpdate.

Alla Alice F. and Harris K. Weston Art Gallery, «Paul Mpagi Sepuya: Compressed Tenses», dal 2 ottobre al 20 dicembre 2026, presenta una pratica collaterale e continuativa di collage fisico sviluppata dall’artista all’interno della propria ricerca in studio. Il progetto nasce dalla residenza presso la Rauschenberg Residency nel 2018 e parte da strutture già presenti nella sua pratica. Sepuya utilizza una piccola stampante laser, strappa le immagini e ricompone i frammenti direttamente su fogli di carta, costruendo composizioni analogiche che dialogano con le fotografie di grande formato. La storia della fotografia omoerotica, la queerness, la Blackness, il corpo e lo sguardo entrano così in relazione con il processo stesso di costruzione dell’immagine. Anche lo studio fotografico assume un ruolo centrale nella sua pratica: fondali, luci, obiettivi e riflessi rimangono visibili e trasformano lo spazio della produzione fotografica in parte integrante del ritratto. La mostra è curata da Michael Goodson, Director dell’Alice F. and Harris K. Weston Art Gallery.

Al The Carnegie, dal 30 settembre 2026 al 6 marzo 2027, «Natural Fictions» riunisce Joshua Berg, Heesoo Kwon, Phillip Maisel, Sean McFarland, Mareiwa Miller, Ruby Que e Lydia Smith per interrogare il rapporto tra fotografia e natura. Le opere modificano la percezione degli ambienti attraverso cambiamenti di scala, costruzioni sceniche e contaminazioni tra discipline, arrivando a evocare la durata geologica, la dimensione cosmica e mitologie incarnate. Alcuni artisti simulano ambienti mai esistiti, altri intervengono su paesaggi familiari fino a renderli estranei. La macchina fotografica diventa così uno strumento e un collaboratore nella possibilità di vedere oltre ciò che è visibile e conosciuto. La mostra è curata da Lindsay Albert, Program Manager di KADIST, e Sso-Rha Kang, Curator di The Carnegie.

Al Cincinnati Art Museum, dal 1 ottobre 2026 al 3 gennaio 2027, «Nancy Rexroth: Secrets of My Power» è la prima grande mostra dedicata alla vita e all’opera della fotografa americana Nancy Rexroth, nata nel 1946. Al centro del progetto c’è IOWA, il libro pubblicato nel 1977 con immagini realizzate utilizzando una macchina fotografica Diana, un apparecchio giocattolo in plastica che Rexroth sfruttò proprio per le sue proprietà tecniche. La messa a fuoco morbida, la vignettatura e le successive manipolazioni delle fotografie producono immagini oniriche e poetiche legate ai paesaggi rurali, ai bambini, alle case bianche e agli interni domestici del sud-est dell’Ohio. Rexroth chiamò questo stato IOWA perché le fotografie sembravano richiamare le visite estive da bambina ai parenti in Iowa. Il libro, inizialmente autopubblicato nel 1977, divenne rapidamente un punto di riferimento per numerosi fotografi e venne successivamente ripubblicato dalla University of Texas Press, in un’edizione con copertina rigida che include ventidue immagini inedite. La mostra presenta quasi 150 opere, insieme a documenti, fotografie personali e oggetti appartenuti all’artista, e coincide con la presentazione pubblica della Nancy Rexroth Collection, conservata dal Cincinnati Art Museum. La curatela è di Nathaniel M. Stein, Ph.D., Curator of Photography del Cincinnati Art Museum.

Il concetto di tempo torna al Contemporary Arts Center con «In the Interest of Time», in programma dal 2 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027. La mostra riunisce Elijah Howe, Julie Renée Jones, Robyn Moore, Osamu James Nakagawa, Jordanne Renner, Joseph Vitone e Lynn Whitney, sette artisti della regione le cui pratiche affrontano il concetto di tempo da prospettive differenti. Il progetto nasce da una open call curata da FotoFocus e guidata dalla curatrice indipendente Theresa Bembnister. Nello stesso spazio, dal 2 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, è presentata «Widline Cadet: Seremoni Disparisyon (Ritual [Dis]Appearance)», seconda presentazione della prima mostra personale museale dell’artista negli Stati Uniti. Nata a Petion-Ville, Haiti, e ora residente a Los Angeles, California, Cadet lavora sulla diaspora nera attraverso la storia dell’immigrazione della propria famiglia da Haiti, utilizzando fotografia, scultura, video, suono e installazione. Dopo aver lasciato Haiti da bambina, aveva iniziato a fotografare la propria famiglia allargata per integrare il numero limitato di immagini degli antenati che erano state tramandate. La progressiva difficoltà di accedere alla propria famiglia all’estero ha poi spinto l’artista a rivolgere la macchina fotografica verso se stessa e verso altre donne nere che la circondavano, costruendo un archivio sostitutivo che esplora l’assenza attraverso la presenza. La mostra riunisce fotografie, installazioni e video provenienti dall’intera serie e restituisce l’ampiezza della pratica di Cadet, comprendendo applicazioni su vinile, ibridi tra fotografia e scultura e presentazioni multimediali. È curata da Kristen Gaylord, Herzfeld Curator of Photography and Media Arts presso il Milwaukee Art Museum.

A sviluppare il tema della Biennale interviene anche il programma di incontri, conversazioni e performance che accompagna le mostre. Il Programma inaugurale, dal 30 settembre al 3 ottobre, prende avvio il 30 settembre a The Carnegie con il ricevimento inaugurale per «Natural Fictions» e prosegue il 1 ottobre al Cincinnati Art Museum con il ricevimento per «Nancy Rexroth: Secrets of My Power», seguito da una conferenza di Nathaniel M. Stein, Curator of Photography presso il Cincinnati Art Museum, e dalla firma di copie con l’artista Nancy Rexroth. Il 2 ottobre sono previste visite guidate, conversazioni e ricevimenti dedicati alle mostre di Sepuya e Cadet. La giornata conclusiva, il 3 ottobre a Memorial Hall, riunisce conversazioni con gli artisti di «Natural Fictions», con Paul Mpagi Sepuya e Carmen Winant, un incontro dedicato a Nancy Rexroth e una performance di Trevor Paglen. Alle 17 è in programma la The Long View Keynote, conferenza di Daniel Immerwahr, Bergen Evans Professor in the Humanities presso la Northwestern University, Chicago, Illinois, invitato a sviluppare il concetto di «The Long View» attraverso una prospettiva storica più ampia. Il programma si conclude alle 18 al FotoFocus Center con il ricevimento per «Trevor Paglen: The Most Merciful Thing in the World».

La programmazione prosegue per tutto ottobre con i Neighborhood Spotlight Weekends, dedicati alle sedi distribuite nei diversi territori, dove artisti e curatori saranno presenti per conferenze, visite guidate, eventi speciali e programmi dedicati. A Dayton, dal 16 al 18 ottobre, il Dayton Bus Tour del 17 ottobre, dalle 8 alle 19.15, toccherà 9 sedi e 14 mostre. A Columbus, dal 23 al 25 ottobre, il Columbus Bus Tour del 24 ottobre, dalle 9 alle 19, coinvolgerà 5 sedi e 5 mostre. Infine, dal 30 ottobre al 1 novembre, il Cincinnati Spotlight Weekend coinvolgerà 9 sedi e 11 mostre, con il Greater Cincinnati Bus Tour del 31 ottobre, dalle 8.30 alle 16.15. Durante questi appuntamenti artisti e curatori saranno presenti per incontri, visite guidate ed eventi speciali.

Rebecca Donaldson , 28 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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