IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a Milano
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Arte
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale dell'Economia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Il Giornale delle Mostre
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Rapporto Annuale Fotografia
IL NUMERO DI APRILE 2026 in edicola
In allegato:
Vedere a MilanoVerifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Si articola nelle due sedi olandesi di Amsterdam e dell’Aia ed è organizzata in collaborazione con la Tate Britain la prima retrospettiva olandese dedicata al pittore americano, programmata per quest’autunno
- Vittorio Bertello
- 17 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
James Abbott McNeill Whistler, «Composizione in grigio: Ritratto del pittore», 1872 (particolare). Detroit, Detroit Institute of Arts, lascito di Henry Glover Stevens, in memoria di Ellen P. Stevens e Mary M. Stevens
Al Van Gogh Museum e alla Mesdag Collection McNeill Whistler, dandy litigioso
Si articola nelle due sedi olandesi di Amsterdam e dell’Aia ed è organizzata in collaborazione con la Tate Britain la prima retrospettiva olandese dedicata al pittore americano, programmata per quest’autunno
- Vittorio Bertello
- 17 aprile 2026
- 00’minuti di lettura
Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliLa maggior retrospettiva europea degli ultimi trent’anni dedicata a James Abbott McNeill Whistler (1834-1903) e la prima in assoluto ad essere organizzata nei Paesi Bassi, programmata quest’autunno dal 16 ottobre al 10 gennaio 2027, si articolerà in due sedi: il Museo Van Gogh ad Amsterdam e la Mesdag Collection all’Aia. Il progetto, a cura di Edwin Becker, Renske Suijver e Carol Jacobi, è sviluppato in collaborazione con la Tate Britain.
Whistler è stato uno degli artisti più influenti e controversi del XIX secolo. Nato negli Stati Uniti, si trasferì a Parigi all’età di ventun anni e divise il suo tempo tra la capitale francese e Londra per quasi cinquant’anni, frequentando i circoli di Dante Gabriel Rossetti, Gustave Courbet, Édouard Manet e Oscar Wilde. Era un maestro dell’autopromozione e un perfetto dandy, aiutato com’era dalla sua presenza imponente e però noto per la sua litigiosità.
Difese a spada tratta la sua visione artistica, anche a costo del dissesto finanziario. Quando il critico John Ruskin paragonò il suo lavoro a un lancio di vernice in faccia al pubblico, Whistler lo citò in giudizio per diffamazione: era una sorta di svolta nella storia dell’arte. Giunse a pubblicare un rapporto dei suoi vari litigi e controversie con il titolo rivelatore The Gentle Art of Making Enemies (pubblicato in Italia nel 1988 con il titolo La nobile arte di farsi dei nemici, Lubrina Bramani Editore).
Con l’esposizione «Whistler. Dandy e rivoluzionario», il Museo Van Gogh ospita una retrospettiva di circa 100 opere, tra cui uno dei suoi dipinti più famosi: «Composizione in grigio e nero: Ritratto della madre del pittore». La mostra comprende anche oniriche vedute notturne sul Tamigi e ritratti mondani a grandezza naturale.
Con l’allestimento «Whistler. L’amore per i Paesi Bassi», la Mesdag Collection si concentra invece sul rapporto speciale di Whistler con l’Olanda, esaminando l’arte che vi produsse e illustrando la sua influenza su artisti olandesi come Willem Witsen e George Hendrik Breitner. Whistler ebbe frequenti contatti con Hendrik Willem Mesdag e visitò la Collezione Mesdag nel suo ultimo giorno nel Paese, rendendo così L’Aia la sede ideale per questa mostra tematica.
Whistler avvertiva un forte legame con i Paesi Bassi. La sua maggior fonte d’ispirazione era Rembrandt. Apprezzava la carta olandese antica per il caldo bagliore che conferiva alle sue incisioni e gradiva trascorrere del tempo con gli artisti olandesi. «L’Olanda è il paese degli artisti. Ha atmosfera», scrisse. Whistler visitò il paese almeno undici volte, tra il 1863 e il 1902.
La sua serie di incisioni sulla città di Amsterdam del 1889, realizzata da una barca sui canali della capitale neerlandese, mostra la città trasformata in una composizione di luce, ombra e sfumature. Fu lo stesso Whistler a definire la serie la sua opera migliore fino a quel momento.