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Questo compleanno sarà festeggiato con un’esperienza nella quale immergersi, dove gli oggetti fisici, ovvero vignette d’autore, pagine e stampe, incontreranno le più moderne tecniche multimediali
- Gianfranco Ferroni
- 07 gennaio 2026
- 00’minuti di lettura
Photo: «La Repubblica»
Al Mattatoio di Roma i 50 anni di Repubblica
Questo compleanno sarà festeggiato con un’esperienza nella quale immergersi, dove gli oggetti fisici, ovvero vignette d’autore, pagine e stampe, incontreranno le più moderne tecniche multimediali
- Gianfranco Ferroni
- 07 gennaio 2026
- 00’minuti di lettura
Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliUna mostra per il mezzo secolo de «La Repubblica»: a Roma, al Mattatoio di piazza Ottavio Giustiniani, dal 15 gennaio, questo compleanno sarà festeggiato con un’esperienza nella quale immergersi, dove gli oggetti fisici, ovvero vignette d’autore, pagine e stampe, incontreranno le più moderne tecniche multimediali. Un viaggio nel passato e nel presente, con uno sguardo al futuro. Due mesi, fino al 15 marzo, con «La Repubblica una storia di futuro», una kermesse organizzata dal quotidiano insieme a Electa e Studio Azzurro. Un percorso immersivo che diventerà anche un catalogo curato da La Repubblica con Electa. Non mancheranno gli incontri, con talk, lezioni e dibattiti che renderanno vivo l’anniversario per e con i lettori.
Il progetto prevede cento metri lineari per una rassegna ideata per raccontare la storia del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, in ordine cronologico. Non mancheranno le vignette dello scomparso Giorgio Forattini, trenta, con la creatività di «Satyricon». E poi i supplementi, «il Venerdì», «Robinson», «Affari&Finanza». I lettori fedeli ricordano anche il formidabile «Mercurio», enciclopedico ebdomadario di arti, lettere e scienze. Per non parlare degli appuntamenti con le testate locali di approfondimento, come «TrovaRoma», che nel tempo sono scomparse, inspiegabilmente. E poi le sezioni classiche del giornale, con politica, mondo, economia, cronaca, spettacoli, sport, cultura e società, e i testi delle grandi firme che si sono succedute negli anni. Per molti, un esempio straordinario di scrittura e abnegazione è stato quello di Rosellina Balbi, nelle pagine della cultura. E la critica televisiva italiana è stata segnata dall’intelligenza di Beniamino Placido, la «prima lettura» di chi lavorava nel piccolo schermo. Verrà riproposto un dialogo tra Ezio Mauro e Eugenio Scalfari in occasione dei quarant’anni del giornale. Dieci anni dopo, un nuovo anniversario e ancora «una certa idea di mondo», secondo il direttore Mario Orfeo. È il racconto, per usare le parole scritte da Scalfari presentando ai lettori la novità editoriale nell’anno 1976, di un giornale «un poco diverso dagli altri».