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Silvio Curto in una fotografia scattata il giorno del suo novantesimo compleanno nel 2009 © Giacomo Lovera, Settimo Torinese.

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Silvio Curto in una fotografia scattata il giorno del suo novantesimo compleanno nel 2009 © Giacomo Lovera, Settimo Torinese.

Addio all'egittologo Silvio Curto

Francesco Tiradritti

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Torino. Si è spento ieri Silvio Curto, l’egittologo che sarà sempre ricordato come uno dei più grandi direttori del Museo Egizio di Torino. Nato a Bra nel 1919 proprio alla sua cittadina di nascita aveva dedicato la tesi con la quale si era laureato in archeologia romana nel 1941. Nello stesso anno si era arruolato come ufficiale nella Divisione «Superga». Al termine del servizio militare, nel 1946, era entrato presso la Soprintendenza alle Antichità Egizie con l’incarico di ispettore. Nel 1964 era stato nominato direttore del Museo Egizio di Torino mantenendo questa carica per vent’anni. In questo periodo aveva avuto modo di ammodernare la prestigiosa istituzione torinese rendendola uno dei punti di riferimento dell’egittologia mondiale. Aveva ripristinato le sale guariniane, inaugurato la serie dei cataloghi scientifici e dato impulso a tutta una serie di pubblicazioni volte a fare conoscere i tesori della raccolta torinese attirando su di essa l’interesse degli studiosi e del grande pubblico. Convinto che la ricerca fosse alla base del successo di ogni museo aveva incrementato in modo consistente la biblioteca del museo, rendendola la più completa esistente in Italia. Dal 1961 al 1969 aveva diretto la Missione Archeologica del Museo Egizio in Nubia ottenendo in dono dal governo egiziano il tempio rupestre che Thutmosi III (metà del XV secolo a.C.) aveva dedicato a Horus a Ellesija. Destinato a essere sommerso il santuario era stato tagliato in pezzi e e ricostruito in un’ala dell’Egizio dove è tuttora visibile. Autore prolifico, Silvio Curto si era prodigato a diffondere la cultura egizia occupandosene nei suoi aspetti più vari come l’arte della guerra, la medicina o l’umorismo. Era stato docente di Egittologia presso l’Università di Torino (1964-1989) e di Storia della Scrittura al Politecnico di Torino (1964 al 1984). Nel corso della sua lunga carriera Sivlio Curto si era occupato anche di altre raccolte egizie, soprattutto di quelle dell’Italia settentrionale. Nel 1961 aveva promosso il riordino della collezione di Bologna, aveva quindi collaborato alla creazione dei musei egizi di Milano (1972) e Mantova (1982). Aveva continuato a rappresentare un punto di riferimento per tutta l’egittologia italiana anche negli anni successivi al suo pensionamento. Nel 1991 era stato tra i promotori del VI convegno internazionale di Egittologia, tenutosi a Torino e che, a oltre vent’anni di distanza è ancora ricordato come uno dei più interessanti dal punto di vista scientifico. Nel 2002 era tornato a occuparsi del suo amato museo e aveva fatto parte della commissione incaricata di stabilire il progetto di rinnovamento del Museo Egizio di Torino.

Silvio Curto in una fotografia scattata il giorno del suo novantesimo compleanno nel 2009 © Giacomo Lovera, Settimo Torinese.

Francesco Tiradritti, 25 settembre 2015 | © Riproduzione riservata

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