Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliSotto la guida dalle docenti Francesca Stefanelli e Livia Marini, un’équipe di otto studenti sta portando avanti un progetto di restauro nel chiostro di San Francesco ad Amelia (Tr). L’attività fa parte integrante del corso internazionale di restauro di dipinti murali che si svolge in città grazie all’International Amelia Conservation Studies. Il lavoro sta rivelando decorazioni rimaste per molto tempo nascoste sotto spessi strati di colore.
I lavori si concentrano sulle tre lunette del lato nord del chiostro e hanno già consentito di riportare alla luce due delle tre opere. I lacerti pittorici scoperti, secondo quanto riporta il Comune in un comunicato, arricchiscono ulteriormente il ciclo decorativo del convento. La messa in sicurezza delle due lunette già scoperte è stata realizzata grazie a interventi di consolidamento della pellicola pittorica e degli strati preparatori. Sono poi state effettuate stuccature per riparare le lacune dell’intonaco, che così sono pronte per futuri ritocchi.
Questo progetto punta a restituire alla comunità di Amelia queste opere d’arte nella loro condizione originaria. Stefanelli e Marini, entrambe laureate all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, sottolineano da una parte l’importanza «formativa» di questa iniziativa, dall’altra l’occasione per la conservazione del patrimonio culturale.
«Siamo estremamente orgogliosi di ospitare un progetto di questa portata, che non solo valorizza il nostro patrimonio storico artistico, ma offre anche un’opportunità preziosa per la formazione di giovani restauratori, dichiara Luigia Moscatelli, assessora alla cultura. Vedere queste opere tornare alla luce è un’emozione profonda e un ulteriore passo verso la piena riscoperta della ricchezza culturale della città di Amelia».
Altri articoli dell'autore
È stato anche inaugurato il Padiglione Marcialis. Il percorso di rinnovamento affonda le radici nel lavoro della compianta archeologa Elisabetta Grassi (1980-2025), per cinque anni direttrice del museo
Il progetto presentato riguarda il recupero di un raro busto reliquiario del 1340 ca, realizzato in cuoio modellato, di una compagna di Sant’Orsola, opera danneggiata dall’alluvione del 4 novembre del 1966
Nella chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta sono attualmente oggetto di intervento quattro affreschi: oltre a quello menzionato, c’è una «Sant’Anna Metterza» del 1501, un’opera votiva di una famiglia locale e un «San Martino» datato 1495
La statua lignea policroma, che originariamente faceva parte di un articolato polittico ligneo nella chiesa di Sant’Eligio a Capua, è una delle opere del programma «Restituzioni 2025» di Intesa Sanpaolo, ed è rientrata nella sua sede dopo un accuratissimo lavoro di restauro



