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Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, «Cristo in pietà sorretto da quattro angeli», 1500 ca (particolare). Roma, Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto

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Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, «Cristo in pietà sorretto da quattro angeli», 1500 ca (particolare). Roma, Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto

A quasi 80 anni dall’ultima retrospettiva, Giovanni Antonio Bazzi (il Sodoma) alla Fondazione Accorsi-Ometto

Le oltre cinquanta opere presenti nella mostra torinese, tra cui alcune inedite o mai esposte prima, provengono da collezioni private o da istituzioni pubbliche, in un allestimento che segue un viaggio ideale dell’artista dal Piemonte alla Toscana, fino alla città di Roma

Roberto Mercuzio

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La Fondazione Accorsi-Ometto annuncia una mostra dedicata a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, a quasi ottant’anni dall’ultima retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena. L’esposizione, a cura di Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo Villata, sarà aperta al pubblico dal 31 marzo al 6 settembre, e presenta per la prima volta la produzione degli esordi del pittore, nella quale emerge un’elaborazione delle diverse esperienze maturate dall’artista che gli permisero di sviluppare un linguaggio del tutto personale.

Le oltre cinquanta opere presenti, tra cui alcune inedite o mai esposte prima, provengono da collezioni private o da istituzioni pubbliche, come l’Accademia Carrara di Bergamo, il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato (Al), la Pinacoteca di Brera a Milano, il Musée Jacquemart-André di Parigi, i Musei Civici di Pavia, la Fondazione Guglielmo Giordano di Perugia, l’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto e la Galleria Borghese di Roma.

Tra gli altri prestatori figurano i Musei Vaticani e la Pinacoteca Capitolina di Roma, la Collezione Chigi Saracini, la Banca Monte dei Paschi e la Pinacoteca Nazionale di Siena, la Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno (Cn). Da Torino hanno prestato loro opere la Biblioteca Reale, la Galleria Sabauda, i Musei Reali, Palazzo Madama e la Pinacoteca dell’Accademia Albertina. Ancora, alcune opere giungono dal Palazzo dei Musei Pinacoteca di Varallo, dall’Archivio Storico Comunale e dal Museo Francesco Borgogna di Vercelli.

L’allestimento segue un viaggio ideale compiuto da Giovanni Antonio Bazzi dalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti a Vercelli, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (a Pienza, Si, tra il 1503 e il 1504) e nel chiostro di Monteoliveto (nel comune di Asciano, Si, tra il 1505 e il 1508), per giungere alle straordinarie puntate a Roma, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi. Nella Città Eterna il Sodoma venne chiamato per collaborare con altri colleghi alla decorazione delle Stanze Vaticane: nell’attuale Stanza della Segnatura Sodoma ebbe l’occasione di lavorare fianco a fianco con una delle «star» artistiche dell’epoca, Raffaello.

Infine, a confermare l’intensità degli scambi tra il Piemonte e il Centro Italia, dalla fine del Quattro agli inizi del Cinquecento, sono esposte alcune importanti opere di Macrino d’Alba (come la «Madonna con il Bambino in trono e santi» della Pinacoteca Capitolina di Roma o una inedita predella con «Cristo e gli apostoli», proveniente dalla residenza papale di Castel Gandolfo), di Gaudenzio Ferrari; di Eusebio Ferrari e di Gerolamo Giovenone compare una delle varie versioni della «Madonna d’Orleans» di Raffaello.

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, «Cristo in pietà sorretto da quattro angeli», 1500 ca. Roma, Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto. Qui l’opera è raffigurata nella sua interezz

Roberto Mercuzio, 25 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

A quasi 80 anni dall’ultima retrospettiva, Giovanni Antonio Bazzi (il Sodoma) alla Fondazione Accorsi-Ometto | Roberto Mercuzio

A quasi 80 anni dall’ultima retrospettiva, Giovanni Antonio Bazzi (il Sodoma) alla Fondazione Accorsi-Ometto | Roberto Mercuzio