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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliNel lavoro di Thomas Houseago la scultura diventa un territorio di attraversamento continuo, dove la storia dell’arte non è mai un «archivio chiuso» ma un campo vivo di tensioni, rimandi e collisioni. Il suo linguaggio si costruisce proprio su questo attrito: da un lato la tradizione della grande scultura occidentale, dall’altro l’immaginario visivo della cultura pop contemporanea. In questa traiettoria si colloca un dialogo esplicito con la genealogia della forma, che va dalla scultura classica fino alle fratture del moderno: da Auguste Rodin a Pablo Picasso, passando per la dissoluzione delle proporzioni, la deformazione del corpo, la materia che diventa gesto. Ma questo asse storico non resta mai puramente accademico: viene continuamente contaminato da riferimenti laterali, estranei alla tradizione alta dell’arte, che entrano nel suo lavoro come codici condivisi dell’immaginario collettivo.
È qui che emergono figure come Ziggy Stardust di David Bowie o l’iconografia di Darth Vader della saga di Star Wars di George Lucas: non semplici citazioni, ma archetipi culturali che parlano di identità costruite, maschere, trasformazioni e alterità. Thomas Houseago li incorpora non per illustrarli, ma per farli collidere con la memoria lunga della scultura, creando un cortocircuito tra passato e presente, tra mito e consumo visivo. È proprio questa tensione a definire la sua ricerca: una scultura che non gerarchizza le influenze, ma le mette sullo stesso piano, lasciandole coesistere in una forma instabile – spesso vulnerabile – ma sempre in trasformazione. Su questo orizzonte si inserisce la mostra «Thomas Houseago. Sculture. Giardino della Banca March», aperta fino al 30 ottobre 2026 a Madrid, nel giardino della sede centrale di Banca March. L’esposizione segna un momento simbolico: da un lato celebra il centenario della banca, dall’altro rappresenta la prima mostra in Spagna dedicata allo scultore britannico. Il progetto nasce dalla collaborazione con Vande, realtà internazionale attiva nella produzione culturale e nella valorizzazione dell’arte contemporanea, e riunisce sette sculture monumentali che attraversano materiali e tecniche differenti. Gesso, bronzo e alluminio convivono con elementi industriali come barre di ferro e con materiali organici, in un equilibrio instabile che riflette la poetica dell’artista: la forma non come perfezione, ma come processo.
Tra le opere in mostra spiccano «Large Walking Figure I (Leeds)» del 2013, alta quasi cinque metri, e la più recente «Janus-Mirror-Figure» del 2025, che sintetizza in modo particolarmente evidente la duplice anima del suo lavoro: da una parte il riferimento a una monumentalità quasi arcaica, dall’altra una sensibilità contemporanea che frammenta, apre, espone la costruzione stessa dell’immagine. Secondo la curatrice Anne Pontégnie, il centro della ricerca di Thomas Houseago resta la figura umana. Ma una figura mai compiuta, spesso spezzata, cava, attraversata da vuoti e imperfezioni. Ed è proprio questa incompiutezza a renderla viva: le sue sculture, infatti, non rappresentano il corpo, lo mettono in crisi. Le superfici grezze, le proporzioni alterate, le strutture aperte rendono visibile il gesto creativo e trasformano l’opera in un processo più che in un risultato. La monumentalità, in questo senso, non è mai chiusura ma esposizione. Perché le opere occupano lo spazio e al tempo stesso lo rendono instabile. Lo abitano senza dominarlo.
Questa dialettica tra fragilità e presenza, tra solidità e vulnerabilità, attraversa anche il dialogo implicito con il contesto che ospita la mostra. Il giardino della Banca March non è infatti solo «sfondo», ma «dispositivo attivo»: oltre 1.600 metri quadrati di spazio verde nel quartiere di Salamanca, dove natura e architettura si intrecciano tra vegetazione, specchi d’acqua e sculture permanenti di artisti contemporanei come Cristina Iglesias. Un luogo normalmente chiuso al pubblico che, in occasioni speciali, si apre alla città e diventa spazio di relazione tra arte e comunità.
Installation view «Thomas Houseago. Sculture. Giardino della Banca March», aperta fino al 30 ottobre 2026, Banca March, Madrid.