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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliA Cremona dalla fine dello scorso mese di settembre sono stati avviati, con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, del Comune e dell’Ufficio dei Beni culturali ecclesiastici della Diocesi, gli interventi di restauro conservativo dei dipinti murali, degli stucchi e degli apparati lignei laccati e dorati, all’interno della Chiesa della Santissima Trinità. Ne dà notizia Gianpiero Goffi in un articolo pubblicato sul sito di informazione «La Provincia di Cremona».
La costruzione della chiesa risale al 1369. Era inizialmente dedicata al martire San Gregorio; venne poi ampiamente rimaneggiata nei secoli successivi. La conclusione del primo lotto dei lavori, riguardanti l’abside, la cupola, l’area presbiterale e l’arco trionfale che porta ad essa, è prevista intorno a Pasqua (che quest’anno cade il 5 aprile). Gli interventi, sotto la direzione dell’architetto Stefano Damini, sono stati affidati alla ditta Rizzi dei coniugi Luigi Rizzi e Federica Cattadori.
Durante i lavori, lo spostamento della pala dell’altare maggiore dedicata alla Santissima Trinità con San Gregorio e San Filippo Neri, opera settecentesca di Johann Georg Fochezer, ha consentito il rinvenimento di un sottostante affresco quattrocentesco raffigurante il Cristo attorniato dagli elementi del martirio, e arricchito da molte finiture a secco.
Si ritiene che sotto il dipinto murale fossero originariamente collocate le reliquie di San Gregorio. L’affresco sarà presto oggetto di uno studio specifico da parte della storica dell’arte Mariella Morandi, autrice del saggio del 2019 La chiesa di San Gregorio e della Santissima Trinità e l’ospedale dei pellegrini a Cremona.
La scelta dei restauratori è stata quella di rimuovere la dominante ridipintura in verde, novecentesca, e far riemergere le decorazioni in stucco realizzate nel 1770 dal milanese Sermini. Sono anche in restauro i dipinti della cupola, dedicata all’esaltazione della Trinità, con Dio Padre nel capocielo, lo Spirito Santo scolpito in forma di colomba sulla cornice lignea, e Gesù Cristo Crocifisso nell’altare sottostante.
Il degrado riscontrato in molte zone della chiesa, dalle volte alle pareti, a sentire i restauratori è da attribuire alle precedenti infiltrazioni d’acqua provenienti dalla copertura, dalle finestre e dall’umidità persistente. Sulle volte l’infiltrazione di acqua ha portato alla formazione di sali, a una forte decoesione ed esfoliazione della pellicola pittorica originale, annerimenti e sollevamenti degli intonaci.
Si procede con consolidamenti, puliture e trattamenti differenziati, a seconda delle esigenze riscontrate, per un recupero che avrà anche l’effetto di restituire luminosità all’edificio sacro. Da segnalare anche che sull’arco di accesso al presbiterio, sotto il precedente cartiglio trinitario, ne è venuto alla luce un altro riportante, in latino, un brano della prima lettera di San Giovanni Apostolo che richiama al mistero dell’Unità e Trinità di Dio.
La restauratrice Federica Cattadori all’opera nella Chiesa della Santissima Trinità a Cremona. Foto: La Provincia di Cremona
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