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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliAnche in Portogallo il 25 aprile è una data associata alla Libertà. Nel Dia da Liberdade, festa nazionale, si commemora la Rivoluzione dei Garofani avvenuta proprio in quel giorno, 52 anni fa, che mise fine a una dittatura durata mezzo secolo. Non è un caso, quindi, che proprio questa data sia stata scelta per inaugurare a Braga, nel nord-ovest del Paese, un museo che sarà anche uno spazio comunitario, dedicato alla politica, alla libertà e alle arti. Muzeu-Museo del pensiero e dell’arte contemporanea Dst ha origine dalla collezione privata di José Teixeira, 65enne ingegnere, amministratore delegato di uno dei maggiori gruppi industriali, Dst, fondato da suo padre negli anni Quaranta come impresa edile e attualmente operante anche nei settori dell'ambiente, delle telecomunicazioni, delle energie rinnovabili e delle imprese.
Teixeira ha investito 40 milioni di euro per riconvertire un ex tribunale nel centro cittadino nella «casa» di circa 1.500 opere di più di 200 artisti. Il progetto si deve a un architetto locale, José Manuel Carvalho Araújo, che ha destinato a ognuno dei cinque piani dell'edificio a un tema: la piazza, l'elogio del lavoro, l'infinito e oltre, il corpo e la poesia e la Casa. L’auditorium all’ultimo piano ospiterà un programma a rotazione di eventi dal vivo. I 3mila mq dello spazio espositivo ricordano una fabbrica. La curatrice e direttrice del Muzeu, Helena Mendes Pereira, ne indica il carattere «molto industriale, molto strutturalista, tutto bianco, molto semplice». Quest’area ospiterà a rotazione una scelta di opere della collezione, che, come sottolinea un comunicato, «valorizza artisti e percorsi artistici caratterizzati da una forte dimensione poetica, filosofica e politica, che affrontano tematiche quali la memoria, il potere, l’identità, il lavoro, la resistenza e la libertà»: tra loro Pablo Picasso, Nan Goldin, Richard Long, Candida Höfer, André Butzer, Sue Webster & Tim Noble, Caio Reisewitz, Jason Martin, Paula Rego, Helena Almeida, Pedro Cabrita Reis e Julião Sarmento. Una sala, in particolare, è dedicata ad Anselm Kiefer.
Pereira mette l'accento anche sulla vocazione civica di Muzeu, che «non è uno spazio per l’élite. Qualsiasi lavoratore può partecipare. Crediamo davvero che tutti meritino una vita dignitosa. Paghiamo meglio e gestiamo le risorse umane con lezioni di filosofia, letture collettive, conferenze tenute da autori e filosofi internazionali. Crediamo che la cultura sia un modo per rendere i lavoratori più felici e anche più produttivi». Lavoratori che oggi avranno l'opportunità di conoscere in anteprima il museo, prosegue Pereira, di cui sono stati, letteralmente, gli artefici, in quanto la DST è anche un’impresa edile: «La collezione è per tutti coloro che vi lavorano Le opere sono esposte in tutti gli stabilimenti e gli uffici dell’azienda e il museo, una volta aperto, sarà gratuito per i dipendenti. In vista dell’inaugurazione, viene loro offerta anche una formazione, se lo desiderano, per fungere da guide didattiche alle mostre». Il «manifesto» di Muzeu, riportato sul sito è: affermarsi come l'«agorà della polis» contemporanea per eccellenza. «Valorizzando l'attività degli artisti e degli intellettuali, saremo un motore della trasformazione del mondo in un luogo più libero, giusto e bello»,
La mostra inaugurale, «Siamo realisti, esigiamo l’impossibile», mutua il titolo da uno slogan del Maggio francese e allinea un centinaio di opere di artisti portoghesi e internazionali, tra cui Francesco Clemente, Nan Goldin, Alex Katz e Franz West. Ingresso libero nella settimana inaugurale, poi il 1° Maggio tutti a casa, a celebrare la Festa dei Lavoratori.
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