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Una veduta del Mnac-Museo Nacional d’Art de Catalunya, Barcellona

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Una veduta del Mnac-Museo Nacional d’Art de Catalunya, Barcellona

A Barcellona il Mnac procede verso l’ampliamento in piena tormenta

Oltre al contenzioso con il Governo di Aragona per la restituzione delle pitture di Sijena il direttore del Museo Nacional, Pepe Serra, si scontra con Manuel Borja-Villel, definito «colonizzatore»

Roberta Bosco

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Invece di avvicinarsi a una soluzione, sembra peggiorare il contenzioso con il Governo di Aragona per la restituzione delle pitture murali romaniche di Sijena. Pepe Serra, direttore del Museo Nacional d’Art de Catalunya (Mnac), ha approfittato della presentazione del programma espositivo per il 2026 e delle azioni previste per ridurre al minimo possibile la chiusura delle sale causate dai lavori di ampliamento per mandare un messaggio pubblico al Governo di Aragona e attaccare duramente Manuel Borja-Villel, ex direttore del Museo Reina Sofía di Madrid, assunto dalla Generalitat, il governo autonomo della Catalogna, come consulente per la ristrutturazione museografica del museo.

«Se qualcuno afferma che un concerto di Rosalia (riferendosi alla presentazione, proprio al Mnac lo scorso 6 novembre, dell’album «Lux» della cantante spagnola, oggi star globale, Ndr) può danneggiare i dipinti, ma segarli in 74 pezzi non implica nessun problema, deve farsi visitare da un medico», ha dichiarato Serra. La risposta non si è fatta attendere e Jorge Español, l’avvocato che rappresenta Villanueva de Sijena nella controversia legale sui dipinti murali romanici conservati a Barcellona e che ha tentato senza successo di impedire la performance della cantante, ha già avvertito che denuncerà Serra per diffamazione e chiederà «un sostanzioso risarcimento». «Serra dimostra un disprezzo intollerabile», ha affermato Pedro Olloqui, direttore della Cultura dell’Aragona, riferendosi alle dichiarazioni di Serra che ha rotto il silenzio che si era imposto, per ribadire l’impossibilità di spostare i dipinti del XII secolo, nonostante la sentenza del Tribunale che lo obbliga a farlo.

In un’intervista al quotidiano barcellonese «La Vanguardia», Serra ha affermato che «non si può dire di venire per decolonizzare e poi colonizzare». Una frase che è stata criticata da molti, a partire dagli artisti: «È deplorevole che un termine come colonialismo venga usato con tanta leggerezza e senza rigore intellettuale. Il colonialismo è l’occupazione militare di un territorio e la sottomissione del suo popolo, come in Palestina. L’epistemologia decoloniale o anticoloniale non è adatta a dispute personali sui progetti museali», ha ribattuto sui social media l’artista Daniela Ortiz. Nel Palau Victòria Eugènia, l’edificio in cui verrà ampliato il museo, Manuel Borja-Villel, in qualità di consigliere della Generalitat, ha presentato a giugno «Fabular paisajes», una mostra che è parte di un progetto più ampio, il Museu Habitat, che metteva in discussione l’attuale museografia del Mnac.

Gli ultimi mesi sono stati particolarmente turbolenti per il museo. Quando finalmente è stato individuato il progetto vincitore del concorso per l’attesissimo ampliamento destinato a raddoppiare gli spazi del museo, quello di Harquitectes e Christ & Gantenbein, un altro dei team partecipanti ha presentato due ricorsi (uno respinto e l’altro non ancora accettato), rallentando il processo di cinque mesi. Serra è però convinto che, ormai, il Mnac sarà pronto per il centenario dell'Esposizione Universale, che si terrà nuovamente a Barcellona nel 2029.

Il museo catalano ha presentato quelle che saranno le sue ultime mostre temporanee prima di iniziare il nuovo ciclo. La prima, che si inaugura il 19 febbraio, rischia di suscitare polemiche per il suo invito ad aprire il dibattito con una revisione delle sue collezioni, a partire da quelle depositate dal Servizio franchista per la difesa del patrimonio artistico nazionale (Sdpan), i cui proprietari originali sono ancora ignoti. Il 19 marzo verrà inaugurata la mostra su Sant Pere de Rodes e il cosiddetto Maestro di Cabestany, uno degli scultori fondamentali della Catalogna medievale del XII secolo. 

L’ampliamento comporterà la chiusura del primo piano del museo nel 2027, dove attualmente si trovano le gallerie d’arte moderna e contemporanea. Le gallerie d’arte antica, in particolare quelle che ospitano opere romaniche, gotiche e rinascimentali, dovrebbero continuare a essere aperte al pubblico. Il progetto di ampliamento del Mnac, con un budget previsto di 122,3 milioni di euro, prevede la redazione del progetto architettonico preliminare nel primo trimestre del 2026 e l’aggiudicazione dei lavori di costruzione tra il terzo e il quarto trimestre del 2027. L’adeguamento del Padiglione Victoria Eugenia è previsto tra il quarto trimestre del 2027 e il quarto trimestre del 2029 e il collegamento sotterraneo tra il Palau Nacional e il Padiglione Victoria Eugenia tra il primo e il quarto trimestre del 2028. La ristrutturazione museografica del Palau Nacional è prevista per il primo trimestre del 2028.

Roberta Bosco, 08 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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