Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Domingo Zapata

Image

Domingo Zapata

100 collaboratori e 6 anni di lavoro. Al via in Arabia Saudita il murale lungo nove campi da calcio

L’Arabia Saudita ha commissionato a Domingo Zapata un murale monumentale, destinato a diventare parte del distretto culturale di Diriyah a Riyadh. Sostenuto dalla Diriyah Gate Development Authority e dal principe ereditario Mohammed bin Salman, il progetto si inserisce nella strategia di trasformazione culturale del Regno. Il nodo è politico prima che artistico: monumentalità, branding nazionale e costruzione di un soft power visivo.

Redazione GdA

Leggi i suoi articoli

Un murale da nove campi da calcio. L’Arabia Saudita ha affidato a Domingo Zapata la più grande opera murale mai realizzata. Il progetto sarà parte del nuovo distretto culturale di Diriyah, a Riyadh, sviluppato dalla Diriyah Gate Development Authority nell’ambito di un piano da 63 miliardi di dollari.

Secondo quanto dichiarato dall’artista, l’incarico prevede un team di circa cento collaboratori e una durata stimata tra quattro e sei anni. Zapata ha parlato di un “assegno in bianco” e ha descritto il progetto come una sorta di “versione mediorientale della Cappella Sistina”, precisando che il riferimento riguarda la libertà creativa concessa all’artista più che un confronto diretto con Michelangelo.

Il murale dovrebbe assumere la forma di una narrazione geroglifica dedicata alla storia dell’arte e alla tradizione del Regno saudita. Collocato lungo una grande arteria urbana descritta come un equivalente locale degli Champs-Élysées, il progetto è concepito come infrastruttura simbolica di un’area che ospiterà università, centri tecnologici e istituzioni culturali.

L’operazione si inserisce nella più ampia strategia culturale sostenuta dal principe ereditario Mohammed bin Salman, che punta a ridefinire l’immagine internazionale del Paese attraverso investimenti massicci in musei, eventi artistici e grandi commissioni pubbliche. Diriyah, luogo simbolico della nascita dello Stato saudita, diventa così laboratorio di un nuovo racconto identitario che combina heritage e contemporaneità.

Il profilo di Zapata è atipico rispetto ai circuiti istituzionali dell’arte contemporanea. Attivo tra Miami e New York, noto per relazioni con celebrity e per interventi murali in contesti urbani ad alta visibilità, l’artista ha costruito una carriera al confine tra arte, spettacolo e branding. La scelta di affidargli un progetto di tale scala segnala una volontà di privilegiare l’impatto visivo e mediatico rispetto alla legittimazione curatoriale tradizionale.

Il murale diventa parte integrante di un progetto di urbanistica culturale, in cui arte pubblica, sviluppo immobiliare e posizionamento geopolitico convergono. La monumentalità è strumento di affermazione simbolica in un contesto di competizione regionale tra hub culturali emergenti, da Doha ad Abu Dhabi. Resta aperta la questione della tenuta artistica di un progetto concepito su scala infrastrutturale. La retorica dell’“opera più grande di sempre” appartiene più al linguaggio del marketing che a quello della storia dell’arte. La sfida sarà tradurre la dimensione spettacolare in un dispositivo narrativo coerente, capace di dialogare con la tradizione e con il pubblico internazionale.

Redazione GdA, 21 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

A quarant’anni dalla prima pubblicazione, Gagosian Londra (fino al 21 marzo) presenta le 126 immagini di The Ballad of Sexual Dependency di Nan Goldin. Nato come slideshow performativo nei club newyorkesi, il progetto è diventato uno dei libri fotografici più influenti del Novecento. La mostra riattualizza un’opera che ha ridefinito autobiografia, documento e rappresentazione dell’intimità.

Dal 28 marzo al 28 giugno 2026, il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci ospita «Erté. Lo stile è tutto», una mostra che ripercorre la carriera del grande artista e designer franco-russo attraverso oltre 150 opere. Dai bozzetti di moda alle scenografie teatrali, dalle copertine di Harper's Bazaar ai gioielli, il percorso mette in luce l’influenza di Erté sull’Art Déco e il dialogo tra tradizione e contemporaneità

Tra notti insonni e passeggiate solitarie lungo il mare di Ostenda, Léon Spilliaert trasformò solitudine e malinconia in opere intense. Quest’anno, al TEFAF Maastricht (14‑19 marzo 2026), un confronto inedito con James Ensor, proposto dalla Galleria Van Herck–Eykelberg, mette a confronto due figure chiave della modernità belga

Intense precipitazioni hanno provocato il crollo di una porzione delle mura ciclopiche del Castello di Fabro, in provincia di Terni, senza causare feriti. L’evento riporta in primo piano la vulnerabilità delle strutture storiche ai cambiamenti climatici e la tensione tra conservazione del patrimonio e gestione del rischio idrogeologico, nel contesto di un territorio fortemente segnato dal maltempo.

100 collaboratori e 6 anni di lavoro. Al via in Arabia Saudita il murale lungo nove campi da calcio | Redazione GdA

100 collaboratori e 6 anni di lavoro. Al via in Arabia Saudita il murale lungo nove campi da calcio | Redazione GdA