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Anna Maria Farinato
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Lynda Roscoe Hartigan, attuale direttrice (la prima nella storia del museo) del Peabody Essex Museum di Salem, nel Massachusetts, assumerà dall’8 settembre la direzione dello Smithsonian American Art Museum (Saam) and Renwick Gallery. Un «ritorno a casa», per la 75enne studiosa, che proprio al Saam, la prima collezione nazionale di arte americana, dal periodo coloniale ai giorni nostri, aveva iniziato la sua carriera negli anni Settanta come capo curatrice. Una «leader visionaria», nelle parole di Lonnie G. Bunch III, Segretario dello Smithsonian Institution, con un bagaglio di esperienze che le torneranno particolarmente utili per tenere la barra del museo di Washington in un periodo di tempeste.
I 21 musei che fanno parte della famiglia della Smithsionian Institution sono infatti da tempo nel mirino dell’Amministrazione Trump, un’attenzione che ha portato anche alle dimissioni, tra gli altri, della direttrice della National Portrait Gallery, Kim Sajet, e il direttore del National Museum of African American History and Culture, Kevin Young. Il Saam, nello specifico, rientra in quel trio che il presidente statunitense ha citato in un ordine esecuitivo con il quale esige (pena la perdita della quota di finanziamenti, il 62%, erogati dal Governo federale) la rigida osservanza di una «narrazione dell’eccellenza americana», nonché uno degli otto musei sottoposti a revisione contabile. Al clima politico teso si aggiungono le tensioni interne. Hartigan arriva alla direzione dopo una ricerca durata 17 mesi, periodo durante il quale l'interim è stato retto da Jane Carpenter-Rock. Il settennato della predecessora di Hartigan, Stephanie Stebich, si era infatti bruscamente interrotto a fine 2024 con la sua rimozione dall’incarico in seguito alle pressioni del personale, che lamentavano il clima «tossico» creato dall’allora direttrice, fatto di paura e recriminazioni, di gestione incoerente, di rimproveri pubblici ai sottoposti e di «divide et impera» tra i curatori.
Hartigan, che a Peabody ha portato una nuova attenzione ad ambiti quali la fotografia e la moda e condotto iniziative strategiche relative alla raccolta fondi e al coinvolgimento digitale ha già annunciato la sua intenzione di «ampliare le opportunità e di contribuire a plasmare i prossimi capitoli» del museo che si appresta a dirigere. Un luogo, nelle sue parole, «in cui l’arte favorisce un dialogo significativo e crea legami tra il pubblico locale e quello internazionale».
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