Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Elena Correggia
Leggi i suoi articoliOpere molto diverse fra loro ma accomunate dal grande formato e dalla capacità di emozionare. Sono questi i tratti distintivi di alcuni dei lotti di punta firmati da artisti italiani che saranno protagonisti della sezione Thinking Italian all’interno delle aste parigine di Christie’s in programma dal 15 al 17 aprile (a cui si aggiunge la presenza all’interno della vendita online dal 20 maggio al 3 giugno). Nell’incanto principale, quello serale 20th/21st Century Art del 15 aprile, s’impone per monumentalità e una forte carica drammatica «South Turn» di Salvatore Scarpitta, un lavoro in tecnica mista del 1962, proveniente da collezione privata torinese, con le caratteristiche bende intrecciate che avvicinano l’opera più a una scultura che a un lavoro bidimensionale (stima 400-600mila euro). «Da queste fasce dipinte, in parte con un colore rosso cupo, emerge il richiamo potente ai feriti della Seconda Guerra Mondiale, evento che toccò profondamente Scarpitta», afferma Mariolina Bassetti, presidente di Christie’s Italia e presidente per l’Europa continentale per il dipartimento di Arte del dopoguerra e contemporanea. «Ma c’è anche una risonanza lontana eppur viva con il Cristo del Mantegna: le bende nella loro materialità evocano le pieghe del costato e quelle del sudario, coniugando reminiscenza artistica e intensità spirituale». Nella stessa asta saranno protagonisti anche alcuni lavori di Mario Schifano, artista al centro della cronaca artistica per l’ampia retrospettiva a cura di Daniela Lancioni, appena inaugurata al Palazzo delle Esposizioni di Roma. A Parigi spicca una sua grande tela del 1964, «View Beyond the Hudson River (To Anita Pallenberg)» realizzata dopo il soggiorno newyorchese che fu fonte di grande ispirazione (200-300mila). Si tratta del primo dipinto in cui Schifano immortala i gigli d’acqua, tema poi di una serie di opere degli anni ’80. Se l’eco di Monet appare qui evidente, lo è altrettanto la sua reinterpretazione con un linguaggio personale, ricco di dettagli autobiografici (dalla dedica all’attrice e modella Anita Pallenberg con cui ebbe una tormentata relazione alla bruciatura circolare di sigaro sul basso del quadro, quasi a siglare la perdita derivante dalla loro separazione). Molto importante anche «Untitled» (120-180mila), tela del 1963 che fu in origine di proprietà del critico d’arte Maurizio Calvesi a cui Schifano era legato da un’amicizia che si rinsaldò quando l’artista trasferì il suo studio nell’appartamento romano del critico, in via dell’Oca. «Quest’opera venne esposta da Calvesi nel salone della propria abitazione e la sua rilevanza si evince anche dall’essere per la prima volta una sorta di intuizione della segnaletica, come indicano la scansione in riquadri e il cestello di colore appeso», aggiunge Bassetti. A completare i grandi formati c’è «Mobile» di Ettore Spalletti del 1974, composto da un trittico di pannelli giustapposti nelle nuances del ceruleo (100-150mila), peculiare per l’attenzione allo studio della luce e per la stesura compatta del colore, in un modo distintivo rispetto alle opere degli anni successivi.
Ettore Spalletti, «Mobile», 1974. Christie's Images Ltd 2026
Giorgio De Chirico, «Piazza d'Italia», 1965. Christie's Images Ltd 2026
Fra i nomi internazionalmente riconosciuti spicca poi Giorgio De Chirico con una «Piazza d’Italia» proveniente da una collezione del sud Italia e datata 1965 circa (150-200mila euro). In essa il senso di spiazzamento e desolazione metafisica viene attenuato dall’inusuale citazione di due piccole figure umane e di un treno in corsa sullo sfondo. Sempre nella vendita serale del 15 aprile sarà proposto anche un reticolo di Piero Dorazio, «Mira I», realizzato nel 1959 (140-180mila euro). «Le prime sperimentazioni sui reticoli risalgono al 1957 ma la forma più compiuta viene raggiunta l’anno successivo e ritengo che l’apice di questa serie si collochi proprio nei lavori fra il 58-59 e il 1963», commenta ancora l’esperta. Da segnalare inoltre un’elegante «Passeggiata» di Massimo Campigli del 1932 dalla stima contenuta (25-30mila euro), inserita all’interno della vendita di arte impressionista e moderna del 17 aprile, mentre la ricerca spaziale di Agostino Bonalumi viene rappresentata da «Bianco e Nero» del 1964, valutata 60-80mila euro, in cui la bicromia accentua la tridimensionalità, opera offerta nell’asta di arte contemporanea del 16 aprile. Nello stesso incanto ricompare Schifano con «Untitled», tela di due metri sul tema delle palme, della seconda metà degli anni ’70 (50-70mila) e un altro lavoro tardo, del 1979-80, dove l’artista si confronta con il movimento del corpo umano in chiave futurista (40-60mila). Non mancano alcune opere d’impronta concettuale di Alighiero Boetti, come «Lavoro Postale (double-face)» del 1976 (60-80mila), mentre un décollage del 1961 di Mimmo Rotella, «Conservate queste figurine!» consente di fare un viaggio nella memoria e nel costume nazionali, con i frammenti di alcune figurine pubblicitarie dell’epoca (45-65mila euro). Fra i nomi internazionali sono infine da seguire con attenzione un lavoro su carta firmato da Sam Francis del 1969 di buone dimensioni, «Untitled», (30-50mila) e «La Plante Pieuvre» (35-55mila) di Claire Tabouret, artista che, dopo gli exploit di qualche anno fa e il successivo ridimensionamento, torna con quotazioni in linea con un mercato contemporaneo non speculativo. Queste e altre opere delle prossime aste parigine di Christie’s saranno presentate in anteprima a Milano, il 24 e 25 marzo, a Palazzo Clerici e a Roma, all’Hotel de Russie, il 30 e 31 marzo.
Mario Schifano, «View Beyond the Hudson River (To Anita Pellenberg), Gigli d’acqua», 1964. Christie's Images Ltd 2026
Mimmo Rotella, «Conservate queste figurine!», 1961. Christie's Images Ltd 2026
Piero Dorazio, «Mira I», 1959. Christie's Images Ltd 2026
Altri articoli dell'autore
La conferenza del 16 marzo ha coinvolto numerosi esperti, accademici, specialisti in politiche culturali, pubbliche e private, analizzando le ricadute prodotte dalle arti per il benessere sociale e l’inclusione
Dal 14 al 19 marzo torna il prestigioso appuntamento negli spazi del Maastricht Exhibition&Conference Centre con 276 espositori
Fondata nel 1948 a Lesa (Novara), Herno coniuga sartorialità italiana e ricerca tecnologica. Sotto la guida di Claudio Marenzi, affianca alla produzione una collezione di arte contemporanea esposta nelle sedi aziendali e un impegno attivo nel sistema dell’arte, dal Premio Herno a Miart al sostegno ad Arte Sella
Oltre 5 secoli di storia all’incanto nella vendita organizzata da Il Ponte il 25 e 26 febbraio



